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FAQ Quasi-Incidenti (Near Miss): Obblighi di Segnalazione e Registro 2026

Domande frequenti sui quasi-incidenti (near miss) sul lavoro: cos'è un quasi-incidente, chi deve segnalarlo, analisi delle cause, aggiornamento del DVR e piramide di Heinrich.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il quasi-incidente (near miss o mancato incidente) è un evento che avrebbe potuto causare un infortunio ma non l'hacausato per casualità. Il D.Lgs. 81/08 non impone un registro formale dei quasi-incidenti, ma la loro segnalazione e analisi sistematica è fondamentale per la prevenzione: permette di identificare e correggere le cause prima che si verifichi l'infortunio.

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Le FAQ che seguono affrontano i dubbi più frequenti sui quasi-incidenti (near miss), gli obblighi di segnalazione, l'analisidelle cause e il valore preventivo, con riferimento al D.Lgs. 81/08, all'ISO 45001:2018 e alle linee guida INAIL.

Domande frequenti sui quasi-incidenti e gli obblighi di segnalazioneFAQ

Cos'è un quasi-incidente (near miss) e come si distingue da un infortunio?
Il quasi-incidente (near miss o mancato incidente) è un evento che avrebbe potuto causare un danno fisico ma non l'ha causato per circostanze fortuite. Esempi: un oggetto caduto da uno scaffale mentre nessuno passava; un veicolo che frena bruscamente evitando l'investimento; un lavoratore che scivola ma non cade. Nell'infortunio c'è danno fisico accertato; nel quasi-incidente il danno potenziale c'è ma non si è materializzato. Il near miss è un segnale precursore: studi INAIL mostrano che per ogni morte sul lavoro ci sono mediamente 600 near miss non segnalati.
Il D.Lgs. 81/08 impone l'obbligo di registrare i quasi-incidenti?
No, il D.Lgs. 81/08 non impone esplicitamente un registro dei quasi-incidenti come obbligatorio distinto dal registro infortuni. Tuttavia, l'obbligo del lavoratore di segnalare le situazioni di pericolo (art. 20 lett. b) e il dovere del RSPP di raccogliere le segnalazioni portano implicitamente a un sistema di notifica. I sistemi di gestione SSL (ISO 45001:2018, par. 9.1 e 10.2) richiedono esplicitamente la registrazione e l'analisi dei quasi-incidenti.
Chi deve segnalare un quasi-incidente e come?
L'art. 20, lett. b) D.Lgs. 81/08 impone a ogni lavoratore di segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi di lavoro e ogni condizione di pericolo di cui viene a conoscenza. Il preposto (art. 19) deve a sua volta segnalare tempestivamente al datore le condizioni di pericolo. Strumenti pratici: modulo di segnalazione quasi-incidente cartaceo o digitale, box fisico o email anonima per segnalazioni, riunione di sicurezza periodica come momento di discussione dei near miss segnalati.
Come si analizza la causa di un quasi-incidente?
Metodi standard di root cause analysis applicati ai near miss: Metodo dei 5 Perché (risalire alla causa radice chiedendo «perché» fino a 5 volte); Diagramma di Ishikawa (fishbone) con fattori Metodo, Macchina, Materiale, Misura, Mano d'opera, Ambiente; Albero degli eventi (Fault Tree Analysis): analisi logica delle combinazioni di eventi che avrebbero portato all'infortunio. L'analisi deve identificare sia le cause dirette (unsafe act/unsafe condition) sia le cause organizzative (supervisione assente, formazione insufficiente, pressione produttiva).
L'analisi dei quasi-incidenti deve essere documentata nel DVR?
Sì, indirettamente. Il D.Lgs. 81/08 (art. 29) impone l'aggiornamento del DVR ogni volta che cambiano le condizioni di rischio. Un quasi-incidente che rivela una condizione di rischio non valutata o sottovalutata obbliga il RSPP e il datore ad aggiornare la sezione del DVR relativa al rischio specifico. Le azioni correttive adottate a seguito dell'analisi del near miss devono essere documentate nel sistema di gestione della sicurezza e monitorate nel loro completamento.
Esiste un registro nazionale dei quasi-incidenti in Italia come quello degli infortuni (registro INAIL)?
No, in Italia non esiste un obbligo di comunicazione dei quasi-incidenti a enti pubblici equivalente alla denuncia INAIL per gli infortuni. A differenza di altri paesi (es. UK con la RIDDOR che richiede la notifica di certi near miss pericolosi), il sistema italiano non prevede un registro nazionale. INAIL raccoglie dati statistici sugli infortuni (obbligatori) e promuove la cultura della segnalazione dei near miss come strumento volontario di prevenzione, ma non impone l'obbligo di comunicazione all'ente.
Quanti quasi-incidenti si stima avvengano per ogni infortunio mortale in un'azienda?
Il modello della piramide di Heinrich (1931, aggiornato da Frank Bird) stima che per ogni morte sul lavoro ci siano circa 10 infortuni gravi, 30 infortuni con assenza, 600 quasi-incidenti e 1.000 atti insicuri. Studi più recenti dell'OSHA USA stimano rapporti variabili per settore: in edilizia il rapporto morte/near miss è stimato 1:300-400; in industria manifatturiera 1:600-700. Questi dati sottolineano il valore dei near miss come indicatori anticipatori: intercettare e correggere 600 near miss può teoricamente prevenire una morte.

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Domande frequentiFAQ

Cos'è un quasi-incidente (near miss) e come si distingue da un infortunio?
Il quasi-incidente (near miss o mancato incidente) è un evento che avrebbe potuto causare un danno fisico ma non l'ha causato per circostanze fortuite. Esempi: un oggetto caduto da uno scaffale mentre nessuno passava; un veicolo che frena bruscamente evitando l'investimento; un lavoratore che scivola ma non cade. Nell'infortunio c'è danno fisico accertato; nel quasi-incidente il danno potenziale c'è ma non si è materializzato. Il near miss è un segnale precursore: studi INAIL mostrano che per ogni morte sul lavoro ci sono mediamente 600 near miss non segnalati.
Il D.Lgs. 81/08 impone l'obbligo di registrare i quasi-incidenti?
No, il D.Lgs. 81/08 non impone esplicitamente un registro dei quasi-incidenti come obbligatorio distinto dal registro infortuni. Tuttavia, l'obbligo del lavoratore di segnalare le situazioni di pericolo (art. 20 lett. b) e il dovere del RSPP di raccogliere le segnalazioni portano implicitamente a un sistema di notifica. I sistemi di gestione SSL (ISO 45001:2018, par. 9.1 e 10.2) richiedono esplicitamente la registrazione e l'analisi dei quasi-incidenti.
Chi deve segnalare un quasi-incidente e come?
L'art. 20, lett. b) D.Lgs. 81/08 impone a ogni lavoratore di segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi di lavoro e ogni condizione di pericolo di cui viene a conoscenza. Il preposto (art. 19) deve a sua volta segnalare tempestivamente al datore le condizioni di pericolo. Strumenti pratici: modulo di segnalazione quasi-incidente cartaceo o digitale, box fisico o email anonima per segnalazioni, riunione di sicurezza periodica come momento di discussione dei near miss segnalati.
Come si analizza la causa di un quasi-incidente?
Metodi standard di root cause analysis applicati ai near miss: Metodo dei 5 Perché (risalire alla causa radice chiedendo «perché» fino a 5 volte); Diagramma di Ishikawa (fishbone) con fattori Metodo, Macchina, Materiale, Misura, Mano d'opera, Ambiente; Albero degli eventi (Fault Tree Analysis): analisi logica delle combinazioni di eventi che avrebbero portato all'infortunio. L'analisi deve identificare sia le cause dirette (unsafe act/unsafe condition) sia le cause organizzative (supervisione assente, formazione insufficiente, pressione produttiva).
L'analisi dei quasi-incidenti deve essere documentata nel DVR?
Sì, indirettamente. Il D.Lgs. 81/08 (art. 29) impone l'aggiornamento del DVR ogni volta che cambiano le condizioni di rischio. Un quasi-incidente che rivela una condizione di rischio non valutata o sottovalutata obbliga il RSPP e il datore ad aggiornare la sezione del DVR relativa al rischio specifico. Le azioni correttive adottate a seguito dell'analisi del near miss devono essere documentate nel sistema di gestione della sicurezza e monitorate nel loro completamento.
Esiste un registro nazionale dei quasi-incidenti in Italia come quello degli infortuni (registro INAIL)?
No, in Italia non esiste un obbligo di comunicazione dei quasi-incidenti a enti pubblici equivalente alla denuncia INAIL per gli infortuni. A differenza di altri paesi (es. UK con la RIDDOR che richiede la notifica di certi near miss pericolosi), il sistema italiano non prevede un registro nazionale. INAIL raccoglie dati statistici sugli infortuni (obbligatori) e promuove la cultura della segnalazione dei near miss come strumento volontario di prevenzione, ma non impone l'obbligo di comunicazione all'ente.
Quanti quasi-incidenti si stima avvengano per ogni infortunio mortale in un'azienda?
Il modello della piramide di Heinrich (1931, aggiornato da Frank Bird) stima che per ogni morte sul lavoro ci siano circa 10 infortuni gravi, 30 infortuni con assenza, 600 quasi-incidenti e 1.000 atti insicuri. Studi più recenti dell'OSHA USA stimano rapporti variabili per settore: in edilizia il rapporto morte/near miss è stimato 1:300-400; in industria manifatturiera 1:600-700. Questi dati sottolineano il valore dei near miss come indicatori anticipatori: intercettare e correggere 600 near miss può teoricamente prevenire una morte.

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — artt. 19-20 (obblighi preposto e lavoratori, segnalazione pericoli)
  • ISO 45001:2018 — Sistemi di gestione SSL — par. 9.1 (monitoraggio) e 10.2 (incidenti, non conformità, azioni correttive)
  • INAIL — Linee guida per la gestione dei quasi-incidenti nelle PMI
  • BS OHSAS 18001:2007 — precedente standard SSL, ora sostituito da ISO 45001
  • Modello di Heinrich (1931) — Bird & Germain (1985): piramide degli infortuni e near miss

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