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Osservatorio Sicurezza Italia

Rischi e Infortuni nelle Professioni STEM

Ingegneri, tecnici di laboratorio, informatici e ricercatori operano in contesti apparentemente sicuri, ma presentano profili di rischio specifici spesso sottovalutati: agenti chimici e biologici, ergonomia e VDT, sopralluoghi in cantiere, stress lavoro-correlato. Analisi su dati INAIL indicativi con focus sulle categorie professionali STEM.

ATECO MAttività professionali scientifiche: settore monitorato INAILTitolo IX-XD.Lgs. 81/08: rischio chimico e biologico in laboratorioArtt. 173-177D.Lgs. 81/08: tutela lavoratori videoterminaliISO 45001Standard internazionale adottato in R&D
Risposta rapida

Le professioni STEM — Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica — comprendono figure professionali con profili di rischio infortunistico eterogenei e spesso sottostimati. Gli ingegneri e i tecnici industriali sono esposti a rischi fisici durante i sopralluoghi in cantiere e nei siti produttivi; i tecnici di laboratorio devono fronteggiare agenti chimici, biologici e radiazioni; i professionisti IT sono soggetti a disturbi muscolo-scheletrici da VDT, stress da iperconnessione e, nei data center, a rischi fisici rilevanti. I dati INAIL indicativi sul settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (ATECO M) collocano questo comparto su valori di incidenza infortunistica inferiori alla media nazionale in termini di frequenza, ma con una quota non trascurabile di infortuni in itinere e di malattie professionali. Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e basati su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL.

Nota metodologica

I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Panoramica degli infortuni nelle professioni STEM in Italia

Il settore ATECO M («Attività professionali, scientifiche e tecniche») raccoglie i dati INAIL relativi a ingegneri, architetti, tecnici di laboratorio, ricercatori e consulenti scientifici. In termini di frequenza infortunistica relativa, questo settore risulta al di sotto della media nazionale — che include i comparti ad alto rischio come edilizia, manifattura pesante e agricoltura — ma la distribuzione delle cause e delle conseguenze presenta caratteristiche specifiche che richiedono un approccio preventivo dedicato.

Profilo demografico dei lavoratori STEM infortunati

I lavoratori STEM che subiscono infortuni presentano, in via indicativa, un profilo demografico prevalentemente maschile nella fascia 25-45 anni, con titolo di studio elevato (laurea o diploma tecnico). Le donne sono più rappresentate nei ruoli di ricercatrici e tecniche di laboratorio universitario, con esposizione più elevata ad agenti chimici e biologici.

Principali cause di infortunio nel settore

Infortuni in missione

Causa primaria

Incidenti stradali durante sopralluoghi e trasferte professionali

Agenti chimici/biologici

Rischio specifico laboratorio

Esposizione acuta e cronica in R&D e analisi industriale

Disturbi muscolo-scheletrici

Malattia professionale prevalente IT

Collo, schiena, polsi: conseguenza del lavoro prolungato a VDT

Valori indicativi. Elaborazione su dati INAIL Rapporto Annuale 2024/2025.

Rischi specifici per ingegneri e tecnici industriali

Gli ingegneri e i tecnici industriali alternano spesso attività di ufficio — progettazione, calcolo, redazione di relazioni tecniche — ad attività in campo, che comprendono sopralluoghi in cantiere, ispezioni di impianti produttivi, verifiche su linee di produzione attive. Questa alternanza tra ambienti controllati e ambienti ad alto rischio richiede una cultura della sicurezza particolarmente consolidata e una formazione che non si limiti al contesto di ufficio.

Sopralluoghi in cantiere e siti industriali

Durante i sopralluoghi in cantiere, l'ingegnere o il tecnico opera in un ambiente soggetto al D.Lgs. 81/08 come «lavoratore autonomo» o come dipendente dell'impresa incaricata del coordinamento. I rischi principali includono:

Rischio elettrico per ingegneri elettrici

Gli ingegneri elettrici e i tecnici specializzati che operano su impianti elettrici di media e alta tensione sono soggetti agli obblighi specifici del D.Lgs. 81/08 per i lavori elettrici (artt. 82-86 e Allegato IX). La norma CEI 11-27 definisce i requisiti di formazione (PES, PAV, PEI) e le procedure operative per i lavori in tensione e fuori tensione. La mancata qualifica è la principale causa di infortuni elettrici gravi nel settore.

Stress lavoro-correlato: deadline e responsabilità

Le professioni ingegneristiche presentano livelli di stress lavoro-correlato significativi, legati alla gestione di deadline di progetto, alla responsabilità tecnica e civile sulle opere progettate e alla frequente necessità di gestire più commesse in parallelo (multitasking). Il D.Lgs. 81/08 art. 28 richiede che lo stress lavoro-correlato sia valutato nel DVR; per le aziende di ingegneria e consulenza tecnica questo adempimento è frequentemente omesso o trattato in modo superficiale.

Figura professionaleRischio principaleRiferimento normativo
Ingegnere civile / strutturaleCadute dall'alto in cantiere, investimento da mezziD.Lgs. 81/08 Titolo IV, Allegato XVIII
Ingegnere elettricoFolgorazione, arco elettrico su impianti MT/BTD.Lgs. 81/08 artt. 82-86, CEI 11-27
Tecnico industriale in campoRumore, vibrazioni, agenti chimici, investimentoD.Lgs. 81/08 Titoli VIII, IX
Project manager ingegneriaStress lavoro-correlato, infortuni in itinereD.Lgs. 81/08 art. 28, Accordo SR 2025

Tabella indicativa. Elaborazione su D.Lgs. 81/08 e dati INAIL.

Rischi per tecnici di laboratorio: ricerca universitaria e R&D industriale

I laboratori di ricerca — sia in ambito universitario sia nelle divisioni R&D delle aziende manifatturiere e farmaceutiche — presentano un profilo di rischio articolato che il D.Lgs. 81/08 disciplina attraverso i Titoli IX (agenti chimici), X (agenti biologici) e VIII (agenti fisici). La specificità del rischio laboratorio richiede una valutazione dedicata e un piano di prevenzione che vada oltre le misure standard previste per gli ambienti di ufficio o produzione convenzionale.

Agenti chimici: solventi, reagenti e cancerogeni

Il Titolo IX del D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro a effettuare la valutazione del rischio chimico (VRC) per tutti i prodotti chimici presenti in laboratorio, consultando le schede dati di sicurezza (SDS) e classificando il rischio residuo. I rischi principali includono:

Agenti biologici: dai livelli di contenimento BSL-1 a BSL-3

I laboratori di microbiologia, virologia, biotecnologie e diagnostica sono soggetti al Titolo X del D.Lgs. 81/08 (agenti biologici). Il decreto classifica i microrganismi in quattro gruppi di rischio e definisce i livelli di contenimento (BSL-1, BSL-2, BSL-3) con i corrispondenti requisiti strutturali, impiantistici e procedurali:

Radiazioni ionizzanti e agenti fisici

I laboratori che utilizzano sorgenti radioattive (radioisotopi per marcatura, apparecchiature a raggi X per cristallografia, SPECT) sono soggetti al D.Lgs. 101/2020 (recepimento Direttiva 2013/59/Euratom) e richiedono la figura dell'Esperto Qualificato e del Medico Autorizzato. Gli agenti fisici non ionizzanti comprendono:

Attenzione

Per i laboratori con agenti cancerogeni e mutageni (Titolo X D.Lgs. 81/08), il registro degli esposti è obbligatorio e deve essere trasmesso all'INAIL e all'organo di vigilanza competente. Il medico competente deve conservare la cartella sanitaria per almeno 40 anni dall'ultima registrazione. Questi obblighi si applicano sia ai laboratori universitari sia alle divisioni R&D industriali.

Rischi per professionisti IT e informatici

I lavoratori del settore informatico — sviluppatori, sistemisti, analisti, data scientist, DevOps engineer — operano prevalentemente in ambienti di ufficio o in smart working, ma presentano un profilo di rischio professionale specifico che il D.Lgs. 81/08 disciplina in modo esplicito attraverso le disposizioni sui videoterminali (artt. 173-177) e la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato (art. 28).

VDT e disturbi muscolo-scheletrici

Il lavoro prolungato al videoterminale — definito come uso sistematico per almeno 20 ore settimanali (artt. 173-177 D.Lgs. 81/08) — comporta rischi specifici che il datore è tenuto a valutare e prevenire:

Stress da iperconnessione e cultura del «sempre reperibile»

Il settore IT è caratterizzato da una cultura lavorativa che spesso valorizza la reperibilità continua, le deadline ravvicinate, le rotazioni di on-call notturne e il multitasking. Questi fattori contribuiscono a livelli di stress lavoro-correlato (SLC) significativi, che il D.Lgs. 81/08 art. 28 obbliga a valutare nel DVR secondo la metodologia validata dall'INAIL. I segnali di allarme organizzativo includono: elevato turnover, frequente assenteismo per malattia, richieste di trasferimento o dimissioni nei team di sviluppo.

Smart working e lavoro agile: ergonomia non garantita

Con la diffusione del lavoro agile (L. 81/2017), molti professionisti IT operano da casa o da spazi di coworking. Il datore di lavoro rimane responsabile della salute e sicurezza del lavoratore anche in questi contesti: deve consegnare il documento informativo sui rischi previsto dalla L. 81/2017 e, nel DVR, valutare i rischi specifici del lavoro remoto, inclusa l'ergonomia delle postazioni domestiche non standardizzate.

Centri elaborazione dati (CED e data center)

I tecnici sistemisti che lavorano fisicamente nei data center affrontano rischi fisici specifici distinti da quelli degli sviluppatori da ufficio:

VDT: pause obbligatorie

15 minuti ogni 2 ore di lavoro continuativo allo schermo (art. 175 D.Lgs. 81/08)

Sorveglianza sanitaria VDT

Visita oculistica periodica obbligatoria per esposizioni > 20h/settimana (art. 176)

Stress lavoro-correlato

Obbligo di valutazione nel DVR per tutti i settori, incluso IT (art. 28 D.Lgs. 81/08)

Smart working: documento rischi

Obbligatorio ai sensi L. 81/2017; il datore rimane responsabile della SSL del lavoratore remoto

Proposte di miglioramento e trend 2026 per la sicurezza STEM

Il settore delle professioni STEM è in evoluzione rapida, sia nelle tecnologie utilizzate sia nelle modalità organizzative. I trend 2026 in materia di salute e sicurezza sul lavoro riflettono queste trasformazioni e indicano le direzioni verso cui si stanno orientando le organizzazioni più avanzate.

ISO 45001 per il settore R&D: adozione crescente

La certificazione ISO 45001:2018 (sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro) si sta diffondendo anche nelle organizzazioni di ricerca e sviluppo, tradizionalmente più orientate a standard di qualità (ISO 9001) o ambientali (ISO 14001). L'approccio basato sul rischio e sulla partecipazione dei lavoratori previsto dall'ISO 45001 si adatta bene alla complessità dei laboratori R&D, dove i rischi sono eterogenei e in continua evoluzione con il variare delle attività di ricerca. L'integrazione con la certificazione ISO 17025 (competenza dei laboratori) sta emergendo come standard de facto per i laboratori di ricerca applicata.

Digitalizzazione della valutazione dei rischi per professionisti nomadi

Gli ingegneri e i consulenti tecnici che operano in siti multipli pongono una sfida alla tradizionale gestione documentale del DVR. Nel 2026, soluzioni di gestione della sicurezza basate su cloud e app mobile consentono di: georeferenziare i sopralluoghi, registrare i DPI utilizzati, tracciare le esposizioni cumulative a rumore e agenti chimici in siti diversi, e mantenere un fascicolo digitale sempre aggiornato del lavoratore tecnico in mobilità. Questa digitalizzazione facilita anche la gestione della formazione periodica in modalità e-learning, con attestati digitalmente verificabili.

Mindfulness e programmi EAP per la riduzione dello stress STEM

I programmi di Employee Assistance Program (EAP) — che includono supporto psicologico, coaching e consulenza su benessere e gestione del tempo — si stanno diffondendo nelle aziende tech e nelle organizzazioni di ricerca come misura complementare alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato. Le pratiche di mindfulness e tecniche di time management strutturato (Pomodoro Technique, time-blocking) stanno emergendo come interventi complementari riconosciuti in letteratura per la riduzione del burnout nelle professioni ad alto contenuto cognitivo. Queste misure, tuttavia, non sostituiscono gli interventi organizzativi primari sul carico di lavoro e sulla cultura dell'azienda.

Formazione su sicurezza chimico-biologica per ricercatori: verso la competenza continua

La tradizionale formazione una-tantum sull'uso dei prodotti chimici in laboratorio si sta evolvendo verso modelli di competenza continua: aggiornamento periodico all'introduzione di nuovi reagenti, simulazioni di emergenza (sversamento, incendio in laboratorio), audit interni di sicurezza chimica trimestrali, e coinvolgimento attivo dei ricercatori nella valutazione del rischio attraverso la metodologia «Chemical Safety Observation». L'Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 definisce la periodicità della formazione di aggiornamento per i lavoratori esposti a rischio chimico e biologico.

ISO 45001 + ISO 17025

Integrazione dei sistemi di gestione SSL e competenza laboratorio come standard per R&D applicata

DVR digitale mobile

App e piattaforme cloud per la gestione dei rischi di professionisti tecnici multi-sito

EAP e benessere psicologico

Programmi strutturati di supporto per riduzione stress e prevenzione burnout in STEM

Formazione continua chimica

Aggiornamento periodico su nuovi reagenti, audit interni e simulazioni emergenza laboratorio

Approfondisci

FAQ professioni STEM e sicurezza sul lavoroFAQ

Un ingegnere libero professionista deve applicare il D.Lgs. 81/08?
Sì, ma con alcune distinzioni. Il D.Lgs. 81/08 si applica a tutti i lavoratori, inclusi i liberi professionisti che operano in contesti ove sono esposti a rischi specifici. Se l'ingegnere lavora in autonomia senza dipendenti, non è tenuto a redigere il DVR per sé stesso (l'obbligo è del committente per i rischi del sito), ma deve comunque ricevere la formazione e i DPI necessari per le attività svolte nel cantiere o sito industriale del cliente. Se invece il libero professionista ha lavoratori dipendenti o collaboratori, diventa a sua volta datore di lavoro e deve adempiere a tutti gli obblighi del D.Lgs. 81/08: DVR, nomina RSPP, sorveglianza sanitaria, formazione del personale.
Come si gestisce la sicurezza per il personale di ricerca in laboratorio chimico?
Il personale che opera in laboratorio chimico è soggetto al Titolo IX del D.Lgs. 81/08 (agenti chimici pericolosi). Il datore di lavoro deve: effettuare la valutazione del rischio chimico (VRC) con identificazione di tutti i prodotti utilizzati tramite le schede dati di sicurezza (SDS), classificare il rischio come «irrilevante per la salute» o «non irrilevante» e, in quest'ultimo caso, adottare misure di prevenzione e protezione collettiva e individuale (cappe aspiranti, DPI idonei), formare i lavoratori sui rischi specifici dei prodotti chimici utilizzati, predisporre procedure di emergenza per sversamenti e incidenti, e designare il medico competente per la sorveglianza sanitaria. Per le sostanze cancerogene e mutagene si applicano le misure aggiuntive del Titolo X D.Lgs. 81/08 (uso in sistema chiuso, registro degli esposti, sorveglianza sanitaria potenziata).
Gli informatici sono considerati lavoratori a basso rischio?
Non necessariamente. Sebbene i lavoratori IT non siano esposti ai rischi fisici tipici dell'industria manifatturiera, il D.Lgs. 81/08 prevede obblighi specifici anche per chi lavora prevalentemente con videoterminali (VDT): il datore deve valutare il rischio da VDT (artt. 173-177), garantire pause obbligatorie di 15 minuti ogni 2 ore di lavoro continuativo allo schermo, fornire una corretta postazione ergonomica, sottoporre i lavoratori a sorveglianza sanitaria con visita oculistica e muscoloscheletrica se esposti per più di 20 ore settimanali. Inoltre, lo stress lavoro-correlato — particolarmente rilevante nel settore IT (deadline, reperibilità, lavoro in multitasking) — deve essere valutato nel DVR come previsto dall'art. 28. Infine, chi opera in centri elaborazione dati è esposto a rischi fisici specifici (rumore, caldo, rischio elettrico) che richiedono misure preventive dedicate.
Quali obblighi SSL ha un'azienda tech con 10 sviluppatori software tutti in smart working?
Anche con tutti i lavoratori in smart working, il datore di lavoro mantiene integralmente gli obblighi del D.Lgs. 81/08. Nello specifico: deve redigere il DVR che include la valutazione del rischio da VDT e dello stress lavoro-correlato, informare i lavoratori sui rischi specifici del lavoro agile (postura, ergonomia, pause), fornire o rimborsare l'attrezzatura ergonomica necessaria (sedia, schermo, tastiera) oppure effettuare una valutazione dell'idoneità della postazione domestica, designare RSPP e MC, garantire le pause obbligatorie da VDT (artt. 173-177 D.Lgs. 81/08). La L. 81/2017 (lavoro agile) stabilisce che il datore deve consegnare al lavoratore un documento informativo sui rischi generali e specifici connessi allo smart working. Non esonera dall'obbligo di formazione, sorveglianza sanitaria e aggiornamento del DVR.

Fonti normative

La tua azienda impiega ingegneri, tecnici di laboratorio o sviluppatori IT?

Ti aiutiamo a verificare che DVR, valutazione del rischio chimico/biologico, sorveglianza sanitaria VDT e stress lavoro-correlato siano conformi al D.Lgs. 81/08, prima che arrivi un'ispezione o si verifichi un infortunio.