Le professioni STEM — Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica — comprendono figure professionali con profili di rischio infortunistico eterogenei e spesso sottostimati. Gli ingegneri e i tecnici industriali sono esposti a rischi fisici durante i sopralluoghi in cantiere e nei siti produttivi; i tecnici di laboratorio devono fronteggiare agenti chimici, biologici e radiazioni; i professionisti IT sono soggetti a disturbi muscolo-scheletrici da VDT, stress da iperconnessione e, nei data center, a rischi fisici rilevanti. I dati INAIL indicativi sul settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (ATECO M) collocano questo comparto su valori di incidenza infortunistica inferiori alla media nazionale in termini di frequenza, ma con una quota non trascurabile di infortuni in itinere e di malattie professionali. Tutti i valori numerici riportati in questa pagina sono indicativi e basati su ordini di grandezza desunti dai Rapporti Annuali INAIL.
Nota metodologica
I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.
Panoramica degli infortuni nelle professioni STEM in Italia
Il settore ATECO M («Attività professionali, scientifiche e tecniche») raccoglie i dati INAIL relativi a ingegneri, architetti, tecnici di laboratorio, ricercatori e consulenti scientifici. In termini di frequenza infortunistica relativa, questo settore risulta al di sotto della media nazionale — che include i comparti ad alto rischio come edilizia, manifattura pesante e agricoltura — ma la distribuzione delle cause e delle conseguenze presenta caratteristiche specifiche che richiedono un approccio preventivo dedicato.
Profilo demografico dei lavoratori STEM infortunati
I lavoratori STEM che subiscono infortuni presentano, in via indicativa, un profilo demografico prevalentemente maschile nella fascia 25-45 anni, con titolo di studio elevato (laurea o diploma tecnico). Le donne sono più rappresentate nei ruoli di ricercatrici e tecniche di laboratorio universitario, con esposizione più elevata ad agenti chimici e biologici.
Principali cause di infortunio nel settore
- Infortuni in itinere e in missione: una quota rilevante degli infortuni nel settore professionale scientifico è rappresentata dagli incidenti stradali durante spostamenti per sopralluoghi, trasferte e visite ai clienti. Si tratta della causa di infortunio statisticamente più significativa per le figure professionali che operano fuori sede.
- Cadute in laboratorio e in campo:cadute a livello (scivolamenti, inciampi) nei laboratori di ricerca e cadute dall'alto durante ispezioni di impianti industriali costituiscono la seconda categoria di cause per frequenza.
- Esposizione ad agenti chimici e biologici: i tecnici di laboratorio sono esposti a solventi, reagenti, agenti cancerogeni e, nei laboratori di microbiologia, a microrganismi patogeni. Le malattie professionali da esposizione cronica sono statisticamente più rilevanti degli infortuni acuti in questo sottosettore.
- Disturbi muscolo-scheletrici da VDT: per gli informatici e i ricercatori con lavoro prevalentemente sedentario, i disturbi a carico di collo, schiena e polsi (sindrome del tunnel carpale) rappresentano la principale voce tra le malattie professionali.
Infortuni in missione
Causa primaria
Incidenti stradali durante sopralluoghi e trasferte professionali
Agenti chimici/biologici
Rischio specifico laboratorio
Esposizione acuta e cronica in R&D e analisi industriale
Disturbi muscolo-scheletrici
Malattia professionale prevalente IT
Collo, schiena, polsi: conseguenza del lavoro prolungato a VDT
Valori indicativi. Elaborazione su dati INAIL Rapporto Annuale 2024/2025.
Rischi specifici per ingegneri e tecnici industriali
Gli ingegneri e i tecnici industriali alternano spesso attività di ufficio — progettazione, calcolo, redazione di relazioni tecniche — ad attività in campo, che comprendono sopralluoghi in cantiere, ispezioni di impianti produttivi, verifiche su linee di produzione attive. Questa alternanza tra ambienti controllati e ambienti ad alto rischio richiede una cultura della sicurezza particolarmente consolidata e una formazione che non si limiti al contesto di ufficio.
Sopralluoghi in cantiere e siti industriali
Durante i sopralluoghi in cantiere, l'ingegnere o il tecnico opera in un ambiente soggetto al D.Lgs. 81/08 come «lavoratore autonomo» o come dipendente dell'impresa incaricata del coordinamento. I rischi principali includono:
- Caduta dall'alto:accesso a ponteggi, tetti, soppalchi e piattaforme elevabili senza una formazione specifica sull'uso dei sistemi anticaduta costituisce uno dei rischi più frequenti per il personale tecnico in cantiere.
- Interferenze con macchine e veicoli: in siti produttivi attivi, i tecnici in sopralluogo si muovono nelle aree operative dove circolano carrelli elevatori, mezzi pesanti e attrezzature in movimento, con rischio di investimento.
- Esposizione a rumore e vibrazioni: ispezioni prolungate in reparti produttivi rumorosi o su macchine vibranti espongono il tecnico a livelli di rumore e vibrazioni che richiedono DPI adeguati (cuffie antirumore, guanti antivibranti) anche per esposizioni brevi ma ripetute nel tempo.
- Sostanze chimiche in campo: le verifiche su impianti di trattamento, verniciatura, galvanica o produzione chimica possono esporre il tecnico a vapori, fumi e aerosol che richiedono protezione delle vie respiratorie.
Rischio elettrico per ingegneri elettrici
Gli ingegneri elettrici e i tecnici specializzati che operano su impianti elettrici di media e alta tensione sono soggetti agli obblighi specifici del D.Lgs. 81/08 per i lavori elettrici (artt. 82-86 e Allegato IX). La norma CEI 11-27 definisce i requisiti di formazione (PES, PAV, PEI) e le procedure operative per i lavori in tensione e fuori tensione. La mancata qualifica è la principale causa di infortuni elettrici gravi nel settore.
Stress lavoro-correlato: deadline e responsabilità
Le professioni ingegneristiche presentano livelli di stress lavoro-correlato significativi, legati alla gestione di deadline di progetto, alla responsabilità tecnica e civile sulle opere progettate e alla frequente necessità di gestire più commesse in parallelo (multitasking). Il D.Lgs. 81/08 art. 28 richiede che lo stress lavoro-correlato sia valutato nel DVR; per le aziende di ingegneria e consulenza tecnica questo adempimento è frequentemente omesso o trattato in modo superficiale.
| Figura professionale | Rischio principale | Riferimento normativo |
|---|---|---|
| Ingegnere civile / strutturale | Cadute dall'alto in cantiere, investimento da mezzi | D.Lgs. 81/08 Titolo IV, Allegato XVIII |
| Ingegnere elettrico | Folgorazione, arco elettrico su impianti MT/BT | D.Lgs. 81/08 artt. 82-86, CEI 11-27 |
| Tecnico industriale in campo | Rumore, vibrazioni, agenti chimici, investimento | D.Lgs. 81/08 Titoli VIII, IX |
| Project manager ingegneria | Stress lavoro-correlato, infortuni in itinere | D.Lgs. 81/08 art. 28, Accordo SR 2025 |
Tabella indicativa. Elaborazione su D.Lgs. 81/08 e dati INAIL.
Rischi per tecnici di laboratorio: ricerca universitaria e R&D industriale
I laboratori di ricerca — sia in ambito universitario sia nelle divisioni R&D delle aziende manifatturiere e farmaceutiche — presentano un profilo di rischio articolato che il D.Lgs. 81/08 disciplina attraverso i Titoli IX (agenti chimici), X (agenti biologici) e VIII (agenti fisici). La specificità del rischio laboratorio richiede una valutazione dedicata e un piano di prevenzione che vada oltre le misure standard previste per gli ambienti di ufficio o produzione convenzionale.
Agenti chimici: solventi, reagenti e cancerogeni
Il Titolo IX del D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro a effettuare la valutazione del rischio chimico (VRC) per tutti i prodotti chimici presenti in laboratorio, consultando le schede dati di sicurezza (SDS) e classificando il rischio residuo. I rischi principali includono:
- Solventi organici: benzene, toluene, xileni, acetone, cloruro di metilene — usati diffusamente in chimica organica e analitica — comportano rischi di tossicità acuta per inalazione e, per esposizioni croniche, rischi cancerogeni (benzene: cancerogeno di gruppo 1 IARC).
- Acidi e basi concentrate: acido solforico, cloridrico, nitrico, idrossido di sodio — presenti nella quasi totalità dei laboratori — richiedono DPI specifici (occhiali a mascherina, guanti in nitrile, camice) e procedure di sversamento documentate.
- Sostanze cancerogene e mutagene: il Titolo X del D.Lgs. 81/08 prevede misure aggiuntive per le sostanze classificate come cancerogene o mutagene (categorie 1A e 1B): uso preferenziale in sistema chiuso, sostituzione con sostanze meno pericolose ove possibile, registro degli esposti, sorveglianza sanitaria obbligatoria con cartella sanitaria conservata per 40 anni.
Agenti biologici: dai livelli di contenimento BSL-1 a BSL-3
I laboratori di microbiologia, virologia, biotecnologie e diagnostica sono soggetti al Titolo X del D.Lgs. 81/08 (agenti biologici). Il decreto classifica i microrganismi in quattro gruppi di rischio e definisce i livelli di contenimento (BSL-1, BSL-2, BSL-3) con i corrispondenti requisiti strutturali, impiantistici e procedurali:
- BSL-1 (rischio basso):microrganismi non patogeni per l'uomo sano (es. Saccharomyces cerevisiae, E. coli K-12). Misure di base: DPI, procedure igieniche, segnaletica di rischio biologico.
- BSL-2 (rischio moderato):microrganismi con potenziale patogeno per l'uomo ma con rischio di diffusione limitato (es. Staphylococcus aureus, Salmonella spp.). Richiedono cappe biologiche di sicurezza (CBS), accesso controllato, procedure di decontaminazione.
- BSL-3 (rischio elevato):agenti patogeni che possono causare malattie gravi con potenziale di diffusione (es. Mycobacterium tuberculosis, virus dell'epatite C, SARS-CoV-2 in alcune fasi). Richiedono strutture con pressione negativa, CBS di classe III, procedure di ingresso e uscita stringenti, sorveglianza sanitaria specifica.
Radiazioni ionizzanti e agenti fisici
I laboratori che utilizzano sorgenti radioattive (radioisotopi per marcatura, apparecchiature a raggi X per cristallografia, SPECT) sono soggetti al D.Lgs. 101/2020 (recepimento Direttiva 2013/59/Euratom) e richiedono la figura dell'Esperto Qualificato e del Medico Autorizzato. Gli agenti fisici non ionizzanti comprendono:
- Radiazione laser:classificazione da Classe 1 a Classe 4 (D.Lgs. 81/08 art. 216); i laser di classe 3B e 4 richiedono responsabile laser, formazione specifica e DPI oculari con OD corretto per la lunghezza d'onda.
- Radiazione UV: lampade germicide (254 nm), transilluminatori per gel di elettroforesi — esposizione non protetta comporta rischio per occhi e cute.
- Campi elettromagnetici: apparecchiature NMR, spettrometri a magnete superconduttore, impianti di risonanza magnetica — soggetti al D.Lgs. 159/2016 (recepimento Direttiva 2004/40/CE) con valori limite di esposizione (VLE) e livelli di azione (LA) definiti per frequenze da 0 Hz a 300 GHz.
Attenzione
Per i laboratori con agenti cancerogeni e mutageni (Titolo X D.Lgs. 81/08), il registro degli esposti è obbligatorio e deve essere trasmesso all'INAIL e all'organo di vigilanza competente. Il medico competente deve conservare la cartella sanitaria per almeno 40 anni dall'ultima registrazione. Questi obblighi si applicano sia ai laboratori universitari sia alle divisioni R&D industriali.
Rischi per professionisti IT e informatici
I lavoratori del settore informatico — sviluppatori, sistemisti, analisti, data scientist, DevOps engineer — operano prevalentemente in ambienti di ufficio o in smart working, ma presentano un profilo di rischio professionale specifico che il D.Lgs. 81/08 disciplina in modo esplicito attraverso le disposizioni sui videoterminali (artt. 173-177) e la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato (art. 28).
VDT e disturbi muscolo-scheletrici
Il lavoro prolungato al videoterminale — definito come uso sistematico per almeno 20 ore settimanali (artt. 173-177 D.Lgs. 81/08) — comporta rischi specifici che il datore è tenuto a valutare e prevenire:
- Disturbi muscolo-scheletrici (DMS): dolore al collo (cervicalgia), alla schiena (lombalgia), ai polsi (sindrome del tunnel carpale, tendiniti) sono le patologie più frequenti tra i lavoratori IT con esposizione prolungata a VDT in postazioni non ergonomiche.
- Affaticamento visivo (astenopia): bruciore agli occhi, visione offuscata, cefalea da uso prolungato degli schermi, aggravata da luminosità inadeguata, riflessi sullo schermo e dimensioni del carattere insufficienti.
- Pause obbligatorie:l'art. 175 D.Lgs. 81/08 prevede una pausa di almeno 15 minuti ogni 2 ore di lavoro continuativo al VDT; la pausa può essere sostituita da interruzioni nell'attività di digitazione, ma deve essere documentata e non recuperabile ai fini produttivi.
- Sorveglianza sanitaria oculistica: i lavoratori esposti a VDT per oltre 20 ore settimanali hanno diritto a visita oculistica preventiva e periodica (art. 176 D.Lgs. 81/08), con eventuale prescrizione di occhiali a carico del datore.
Stress da iperconnessione e cultura del «sempre reperibile»
Il settore IT è caratterizzato da una cultura lavorativa che spesso valorizza la reperibilità continua, le deadline ravvicinate, le rotazioni di on-call notturne e il multitasking. Questi fattori contribuiscono a livelli di stress lavoro-correlato (SLC) significativi, che il D.Lgs. 81/08 art. 28 obbliga a valutare nel DVR secondo la metodologia validata dall'INAIL. I segnali di allarme organizzativo includono: elevato turnover, frequente assenteismo per malattia, richieste di trasferimento o dimissioni nei team di sviluppo.
Smart working e lavoro agile: ergonomia non garantita
Con la diffusione del lavoro agile (L. 81/2017), molti professionisti IT operano da casa o da spazi di coworking. Il datore di lavoro rimane responsabile della salute e sicurezza del lavoratore anche in questi contesti: deve consegnare il documento informativo sui rischi previsto dalla L. 81/2017 e, nel DVR, valutare i rischi specifici del lavoro remoto, inclusa l'ergonomia delle postazioni domestiche non standardizzate.
Centri elaborazione dati (CED e data center)
I tecnici sistemisti che lavorano fisicamente nei data center affrontano rischi fisici specifici distinti da quelli degli sviluppatori da ufficio:
- Rumore: il livello di pressione sonora nei corridoi hot-aisle dei data center può superare gli 85 dB(A), soglia di obbligo di DPI uditivi prevista dal Titolo VIII D.Lgs. 81/08. La valutazione del rischio rumore è obbligatoria.
- Calore e microclima: la gestione termica dei server genera ambienti con temperature non ottimali; le operazioni di manutenzione nei corridoi caldi possono esporre il lavoratore a stress termico, specie in assenza di sistemi di raffreddamento adeguati durante i guasti.
- Rischio elettrico: le operazioni di manutenzione su UPS, PDU e cablaggi ad alta densità richiedono formazione specifica (CEI 11-27) e procedure di lavoro elettrico documentate.
VDT: pause obbligatorie
15 minuti ogni 2 ore di lavoro continuativo allo schermo (art. 175 D.Lgs. 81/08)
Sorveglianza sanitaria VDT
Visita oculistica periodica obbligatoria per esposizioni > 20h/settimana (art. 176)
Stress lavoro-correlato
Obbligo di valutazione nel DVR per tutti i settori, incluso IT (art. 28 D.Lgs. 81/08)
Smart working: documento rischi
Obbligatorio ai sensi L. 81/2017; il datore rimane responsabile della SSL del lavoratore remoto
Proposte di miglioramento e trend 2026 per la sicurezza STEM
Il settore delle professioni STEM è in evoluzione rapida, sia nelle tecnologie utilizzate sia nelle modalità organizzative. I trend 2026 in materia di salute e sicurezza sul lavoro riflettono queste trasformazioni e indicano le direzioni verso cui si stanno orientando le organizzazioni più avanzate.
ISO 45001 per il settore R&D: adozione crescente
La certificazione ISO 45001:2018 (sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro) si sta diffondendo anche nelle organizzazioni di ricerca e sviluppo, tradizionalmente più orientate a standard di qualità (ISO 9001) o ambientali (ISO 14001). L'approccio basato sul rischio e sulla partecipazione dei lavoratori previsto dall'ISO 45001 si adatta bene alla complessità dei laboratori R&D, dove i rischi sono eterogenei e in continua evoluzione con il variare delle attività di ricerca. L'integrazione con la certificazione ISO 17025 (competenza dei laboratori) sta emergendo come standard de facto per i laboratori di ricerca applicata.
Digitalizzazione della valutazione dei rischi per professionisti nomadi
Gli ingegneri e i consulenti tecnici che operano in siti multipli pongono una sfida alla tradizionale gestione documentale del DVR. Nel 2026, soluzioni di gestione della sicurezza basate su cloud e app mobile consentono di: georeferenziare i sopralluoghi, registrare i DPI utilizzati, tracciare le esposizioni cumulative a rumore e agenti chimici in siti diversi, e mantenere un fascicolo digitale sempre aggiornato del lavoratore tecnico in mobilità. Questa digitalizzazione facilita anche la gestione della formazione periodica in modalità e-learning, con attestati digitalmente verificabili.
Mindfulness e programmi EAP per la riduzione dello stress STEM
I programmi di Employee Assistance Program (EAP) — che includono supporto psicologico, coaching e consulenza su benessere e gestione del tempo — si stanno diffondendo nelle aziende tech e nelle organizzazioni di ricerca come misura complementare alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato. Le pratiche di mindfulness e tecniche di time management strutturato (Pomodoro Technique, time-blocking) stanno emergendo come interventi complementari riconosciuti in letteratura per la riduzione del burnout nelle professioni ad alto contenuto cognitivo. Queste misure, tuttavia, non sostituiscono gli interventi organizzativi primari sul carico di lavoro e sulla cultura dell'azienda.
Formazione su sicurezza chimico-biologica per ricercatori: verso la competenza continua
La tradizionale formazione una-tantum sull'uso dei prodotti chimici in laboratorio si sta evolvendo verso modelli di competenza continua: aggiornamento periodico all'introduzione di nuovi reagenti, simulazioni di emergenza (sversamento, incendio in laboratorio), audit interni di sicurezza chimica trimestrali, e coinvolgimento attivo dei ricercatori nella valutazione del rischio attraverso la metodologia «Chemical Safety Observation». L'Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 definisce la periodicità della formazione di aggiornamento per i lavoratori esposti a rischio chimico e biologico.
ISO 45001 + ISO 17025
Integrazione dei sistemi di gestione SSL e competenza laboratorio come standard per R&D applicata
DVR digitale mobile
App e piattaforme cloud per la gestione dei rischi di professionisti tecnici multi-sito
EAP e benessere psicologico
Programmi strutturati di supporto per riduzione stress e prevenzione burnout in STEM
Formazione continua chimica
Aggiornamento periodico su nuovi reagenti, audit interni e simulazioni emergenza laboratorio
Approfondisci
- Sicurezza nelle imprese informatiche e tech
Guida pratica agli adempimenti D.Lgs. 81/08 per aziende software, web agency e startup tech.
- Sicurezza nella ricerca universitaria e nei laboratori
Obblighi SSL per atenei, centri di ricerca e laboratori chimici/biologici universitari.
- Smart working e sicurezza sul lavoro
Analisi dell'impatto del lavoro agile sui rischi professionali e sugli adempimenti SSL.
- FAQ: obblighi di sicurezza in lavoro agile
Domande frequenti su DVR, formazione, sorveglianza sanitaria e DPI in smart working.
FAQ professioni STEM e sicurezza sul lavoroFAQ
Un ingegnere libero professionista deve applicare il D.Lgs. 81/08?
Come si gestisce la sicurezza per il personale di ricerca in laboratorio chimico?
Gli informatici sono considerati lavoratori a basso rischio?
Quali obblighi SSL ha un'azienda tech con 10 sviluppatori software tutti in smart working?
Fonti normative
- INAIL — Rapporto Annuale 2024/2025
- INAIL Open Data — open.inail.it
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico Sicurezza: Titoli IX (agenti chimici) e X (agenti biologici)
- D.Lgs. 81/08 artt. 173-177 — VDT e videoterminali
- Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione sicurezza lavoratori
- ISO 45001:2018 — Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro
- Direttiva 2004/40/CE — Campi elettromagnetici, recepita con D.Lgs. 159/2016
- CEI 11-27:2014 — Lavori su impianti elettrici: qualifiche PES/PAV/PEI
- L. 22 maggio 2017, n. 81 — Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e lavoro agile
- D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 — Recepimento Direttiva 2013/59/Euratom (radiazioni ionizzanti)
La tua azienda impiega ingegneri, tecnici di laboratorio o sviluppatori IT?
Ti aiutiamo a verificare che DVR, valutazione del rischio chimico/biologico, sorveglianza sanitaria VDT e stress lavoro-correlato siano conformi al D.Lgs. 81/08, prima che arrivi un'ispezione o si verifichi un infortunio.