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Installatori Fotovoltaico ed Eolico: infortuni in crescita e nuovi rischi SSL 2024-2026

La crescita accelerata del settore fotovoltaico ed eolico ha incrementato il numero di operatori esposti a rischi specifici ad alta gravità: caduta dall'alto su coperture, rischio elettrico da corrente continua e lavori in quota in condizioni meteorologiche avverse.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

L'espansione degli impianti fotovoltaici ed eolici in Italia ha generato una domanda crescente di installatori specializzati, esponendo un numero sempre maggiore di lavoratori a rischi ad alta gravità. Il rischio principale è la caduta dall'alto durante le installazioni su coperture e tetti a falda. A questo si aggiunge il rischio elettrico da corrente continua dei sistemi fotovoltaici — difficilmente intercettabile dai tradizionali dispositivi di protezione — e i rischi legati ai lavori in quota in condizioni meteo avverse. La formazione PES-PAV-PEI e le abilitazioni per i lavori in quota sono obbligatorie e non sostituibili.

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Infortuni degli installatori fotovoltaico (ATECO 43.21): dati INAIL indicativi

Il codice ATECO 43.21 (installazione di impianti elettrici) comprende la maggior parte degli installatori di impianti fotovoltaici che operano in cantieri residenziali e commerciali. I dati INAIL indicativi collocano questo codice tra quelli con il tasso di infortuni più elevato nel settore dei servizi impiantistici, con una incidenza superiore alla media delle attività elettriche per la componente specifica dei lavori su copertura.

La crescita del mercato fotovoltaico italiano — accelerata dagli incentivi superbonus e dal conto energia — ha determinato un incremento del numero di aziende installatrici e, parallelamente, l'ingresso nel settore di operatori con esperienza limitata nei lavori in quota. Questo fenomeno ha contribuito all'aumento degli eventi infortunistici nel periodo 2020-2024, con particolare concentrazione degli infortuni gravi e mortali nelle piccole imprese con meno di 10 addetti.

L'analisi per tipo di evento evidenzia che la caduta dall'alto (da copertura, da scala, da ponteggio) è la causa predominante degli infortuni gravi e mortali. Gli infortuni da rischio elettrico rappresentano la seconda causa per gravità delle conseguenze, con eventi spesso legati alla componente in corrente continua degli impianti.

Rischio caduta dall'alto: coperture, tetti a falda e lavori in quota

L'installazione di pannelli fotovoltaici su coperture piane o tetti a falda richiede che l'operatore lavori ad altezze significative (tipicamente da 3 a oltre 10 metri dal suolo) su superfici che presentano rischi specifici di caduta:

  • Tetti a falda:la pendenza (anche moderata, 15-30%) riduce l'aderenza e aumenta il rischio di scivolamento, amplificato dalla presenza di pannelli già installati e di cavi. I DPI anticaduta (imbracatura EN 361, cordino anticaduta con assorbitore di energia o dispositivo retrattile) devono essere agganciati a sistemi di ancoraggio fissi conformi alla norma UNI EN 795 oppure a linee vita temporanee.
  • Coperture piane: in assenza di parapetti perimetrali conformi (altezza minima 1 metro, resistenza ai carichi imposta), il rischio di caduta dal bordo è costante durante tutte le fasi di installazione. I cordoni perimetrali o le reti di sicurezza sono obbligatori quando non è possibile installare un parapetto permanente.
  • Condizioni meteorologiche avverse: vento, pioggia e ghiaccio aumentano significativamente il rischio di caduta su qualsiasi tipo di copertura. Il piano operativo di sicurezza (POS) deve indicare le condizioni meteorologiche limite al di sotto delle quali i lavori in quota devono essere sospesi.

Il D.Lgs. 81/08 art. 111 stabilisce che il datore di lavoro deve adottare misure di protezione collettiva prima di ricorrere ai DPI individuali. Nei cantieri fotovoltaici residenziali, dove spesso non è economicamente sostenibile installare ponteggi completi, la soluzione adottata è frequentemente il solo DPI anticaduta, che però richiede formazione specifica e sistemi di ancoraggio certificati.

Rischio elettrico specifico: la corrente continua dei sistemi fotovoltaici

Il rischio elettrico negli impianti fotovoltaici presenta caratteristiche peculiari rispetto all'elettricità in corrente alternata (CA) degli impianti tradizionali:

  • Impossibilità di interruzione DC:i pannelli fotovoltaici generano corrente continua (DC) in presenza di luce anche diffusa. A differenza degli impianti CA, non è possibile "spegnere" semplicemente la tensione sul lato DC aprendo l'interruttore: finché c'è luce, i pannelli generano tensione. Nelle stringhe di pannelli in serie, la tensione DC può raggiungere 600-1000 V, con rischio di arco elettrico difficilmente estinguibile.
  • Arco elettrico DC:l'arco elettrico in corrente continua è più difficile da estinguere rispetto a quello in CA e può persistere anche dopo l'apertura del circuito, causando ustioni gravi o mortali e incendi. I dispositivi di protezione progettati per CA non sono adeguati a interrompere gli archi DC.
  • Tensioni di contatto pericolose: la tensione di contatto pericolosa per la corrente continua è diversa da quella per la CA. I valori limite di tensione per locali conduttori ristretti si applicano ugualmente alle installazioni DC.

La norma CEI 11-27:2014 e la CEI EN 50110 disciplinano i lavori sugli impianti elettrici, inclusi quelli fotovoltaici. Il Decreto Interministeriale 4 febbraio 2011 e la norma CEI 64-8 V7 (variante per impianti fotovoltaici) definiscono i requisiti tecnici specifici per la sicurezza degli impianti FV.

Formazione obbligatoria per installatori fotovoltaico: PES-PAV-PEI e lavori in quota

Gli installatori di impianti fotovoltaici devono possedere specifiche qualifiche per operare in sicurezza:

  • Qualifica elettrica (norma CEI 11-27):PES (Persona Esperta) o PAV (Persona Avvertita) per i lavori elettrici in prossimità di parti attive in tensione; PEI (Persona Idonea) per i lavori elettrici su impianti fuori tensione con verifiche di assenza di tensione. La norma CEI 11-27:2014 definisce i criteri di attribuzione delle qualifiche e i contenuti della formazione. L'attribuzione deve essere documentata dal datore di lavoro.
  • Abilitazione lavori in quota — utilizzo DPI anticaduta (Accordo SR 22/02/2012): obbligatoria per i lavoratori che utilizzano sistemi di arresto caduta (imbracature, cordini, dispositivi retrattili) come protezione primaria durante i lavori in quota. L'abilitazione include moduli teorici (4h) e pratici (4h) con verifica finale. Rinnovo obbligatorio ogni 5 anni.
  • Formazione specifica rischio elettrico DC: la norma CEI 11-27 richiede che la formazione degli operatori includa i rischi specifici degli impianti in corrente continua e le procedure di lavoro sicuro (messa fuori tensione, verifica assenza tensione, messa a terra e in cortocircuito) adattate alle caratteristiche del DC fotovoltaico.

Eolico offshore: nuovi rischi marittimi per gli installatori

L'eolico offshore — ancora limitato in Italia ma in espansione nel contesto europeo — introduce scenari di rischio aggiuntivi rispetto all'installazione a terra. Gli installatori di turbine offshore operano su piattaforme marine o su imbarcazioni di supporto, esponendosi a rischi combinati che includono:

  • Trasferimento in mare:rischio di caduta in acqua durante il trasferimento tra l'imbarcazione di supporto e la base della turbina o della piattaforma di installazione.
  • Lavoro in quota in ambiente marino:vento, umidità, nebbia e moto ondoso rendono i lavori in quota sulle turbine offshore significativamente più pericolosi rispetto all'onshore. I DPI anticaduta devono essere compatibili con la necessità di sopravvivenza in acqua (giubbotti di salvataggio integrati o indossati sopra l'imbracatura).
  • Rischio ipotermia:le temperature dell'acqua nel Mar Tirreno, nell'Adriatico e nel Mediterraneo rendono critica l'immersione accidentale, richiedendo piani di salvataggio specifici e tempi di intervento garantiti.

La normativa di riferimento per l'eolico offshore include il Codice della Navigazione, le disposizioni del D.Lgs. 81/08 applicabili ai cantieri marittimi e le linee guida internazionali DNVGL-ST-0145 e le indicazioni della European Agency for Safety and Health at Work (EU-OSHA) per il settore eolico offshore.

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Domande frequentiFAQ

Un elettricista con patentino tradizionale può installare pannelli fotovoltaici in quota?
Non automaticamente. L'installatore fotovoltaico deve possedere sia la qualifica elettrica (PES/PAV per lavori in prossimità di parti in tensione DC, ex norma CEI 11-27) sia l'abilitazione per i lavori in quota con utilizzo di DPI anticaduta (Accordo SR 22/02/2012) se i lavori vengono svolti su coperture senza protezioni collettive. Le due qualifiche sono distinte e devono essere entrambe possedute e documentate. La sola abilitazione elettrica non copre il rischio caduta, e viceversa.
Come si gestisce il rischio elettrico durante la manutenzione di un impianto fotovoltaico?
La manutenzione di un impianto fotovoltaico in tensione richiede l'applicazione delle procedure di lavoro sotto tensione o in prossimità di parti attive previste dalla norma CEI 11-27:2014. Non è possibile mettere fuori tensione il lato DC semplicemente aprendo il disconnector: finché c'è illuminazione i pannelli generano tensione. Le procedure di lavoro sicuro devono prevedere: uso di DPI elettrici idonei alla tensione DC (guanti classe appropriata, schermi facciali), copertura delle celle con teli opachi quando possibile, utilizzo di strumenti di misura CAT IV, procedura di verifica assenza tensione con voltmetro certificato prima di qualsiasi intervento.
Quale piano di sicurezza è necessario per un cantiere di installazione fotovoltaico residenziale?
Se i lavori coinvolgono più imprese (es. impresa edile per la struttura di supporto e impiantista per i pannelli), il committente deve nominare CSP e CSE e redigere il PSC ai sensi degli artt. 90-92 D.Lgs. 81/08. Se i lavori sono eseguiti da una sola impresa, è sufficiente il POS (Piano Operativo di Sicurezza) che deve includere la valutazione del rischio caduta dall'alto e le misure adottate (tipo di ancoraggio, DPI anticaduta utilizzati, procedure in caso di condizioni meteorologiche avverse). Dal 1° ottobre 2024, la patente a crediti è obbligatoria per tutte le imprese e i lavoratori autonomi che operano nel cantiere.
Esistono DPI anticaduta specifici per i lavori su tetti fotovoltaici?
I DPI anticaduta per lavori su copertura con pannelli fotovoltaici devono essere selezionati considerando le caratteristiche specifiche del piano di lavoro (pendenza, fragilità dei pannelli, presenza di cavi, distanza dal bordo). Il sistema di ancoraggio (conforme UNI EN 795) può essere fisso (golfari, piastre, linee vita orizzontali permanenti) o temporaneo. Il cordino anticaduta (conforme EN 354) con assorbitore di energia (EN 355) o il dispositivo retrattile (EN 360) deve essere dimensionato in modo che la caduta libera non comporti contatto con superfici durante la traiettoria. L'installatore deve ricevere addestramento specifico sull'uso dei DPI anticaduta nel contesto delle coperture fotovoltaiche.

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