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Osservatorio · Settore Termoidraulico e Impiantistico

Infortuni e sicurezza nel settore termoidraulico e impiantistico

Analisi degli infortuni, delle malattie professionali e del profilo di rischio nel settore dell'installazione di impianti idrosanitari, di riscaldamento e di condizionamento dell'aria in Italia: dati INAIL 2022-2024 (ATECO 43.22), rischi da caduta dall'alto, gas di combustione, rischio elettrico in ambienti umidi, Legionella e nuovi rischi da transizione energetica.

~14.800infortuni/anno nel comparto ATECO 43.22 (ord. magn. INAIL)~22infortuni mortali medi annui nel settore (stima indicativa)ATECO 43.22installazione impianti idraulici, riscaldamento, condizionamentoD.Lgs. 81/08normativa di riferimento sicurezza sul lavoro
Risposta rapida

Il settore termoidraulico e impiantistico italiano presenta un profilo di rischio infortunistico significativamente superiore alla media manifatturiera. Gli impiantisti che installano e manutengono impianti idrosanitari, di riscaldamento, di condizionamento dell'aria e di distribuzione del gas operano quotidianamente in ambienti di lavoro non standardizzati e in rapida evoluzione: cantieri edili in diverse fasi costruttive, locali tecnici sotterranei, sottotetti e coperture, vani scala, ambienti umidi e confinati. A questi fattori strutturali si sommano rischi specifici di alta gravità: cadute dall'alto durante l'installazione di unità esterne e collettori solari, esposizione a gas di combustione (CO, metano, GPL), rischio elettrico in ambienti con presenza d'acqua, e rischio biologico da Legionella nei sistemi idrici. La transizione energetica verso pompe di calore e idrogeno introduce nuovi profili di pericolo che richiedono aggiornamenti continui nella valutazione del rischio ai sensi del D.Lgs. 81/08.

Il settore termoidraulico e impiantistico: dimensioni e caratteristiche produttive in Italia

Il comparto dell'installazione di impianti termoidraulici e impiantistici rappresenta una componente rilevante dell'industria delle costruzioni specializzate italiana. In base ai dati ISTAT e alle registrazioni delle Camere di Commercio, le imprese classificate nel codice ATECO 43.22 — Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell'aria — ammontano a circa 55.000-60.000 unità operative sul territorio nazionale, con una concentrazione marcata nel Nord Italia (Lombardia, Veneto, Piemonte) e una presenza significativa nelle regioni del Centro-Sud in relazione all'attività edilizia locale.

La struttura produttiva del settore è caratterizzata da una forte polverizzazione dimensionale: oltre il 75% delle imprese ATECO 43.22 impiega meno di 5 addetti, e la figura del lavoratore autonomo (artigiano termoidraulico) è particolarmente diffusa. Questa frammentazione ha conseguenze dirette sulla sicurezza: le microimprese dispongono di minori risorse per la formazione strutturata, la sorveglianza sanitaria e l'adozione di misure preventive avanzate, e tendono a operare come subappaltatrici nei cantieri delle grandi costruzioni, con rischi aggiuntivi da interferenza tra imprese.

Il settore comprende attività eterogenee ma con esposizioni a rischio parzialmente sovrapponibili: installazione di impianti di distribuzione idrica potabile e fognaria negli edifici, montaggio e manutenzione di caldaie a gas naturale e GPL, installazione di sistemi di riscaldamento a pannelli radianti, montaggio di impianti di condizionamento e ventilazione (HVAC), installazione di collettori solari termici, e, in crescita rapida, installazione di pompe di calore aria-acqua e geotermiche. Ciascuna di queste attività presenta uno specifico profilo di esposizione ai rischi.

Tipologia di attivitaATECORischi prevalenti associati
Installazione impianti idraulici e fognari43.22MMC, spazi confinati, agenti biologici (Legionella)
Installazione e manutenzione caldaie a gas43.22Gas combustibili (CO, metano, GPL), rischio esplosione
Installazione impianti HVAC e condizionamento43.22Caduta dall'alto, fluidi refrigeranti, rischio elettrico
Installazione pompe di calore e sistemi geotermici43.22Fluidi refrigeranti infiammabili (R32), rischio elettrico trifase
Installazione collettori solari termici43.22 / 43.91Caduta dall'alto su copertura, carichi in quota

La classificazione ATECO 43.22 include anche la manutenzione degli impianti sopra citati. Alcune imprese svolgono attivita miste (idraulica + elettrica) classificandosi anche sotto il 43.21.

Dati INAIL infortuni nel settore (ATECO 43.22 — installazione impianti idrosanitari, di riscaldamento e condizionamento)

Il codice ATECO 43.22 rientra nella grande divisione F (Costruzioni), che l'INAIL identifica storicamente come uno dei comparti a maggiore incidentalità in Italia. Le costruzioni specializzate (divisione 43) presentano un indice di incidenza infortunistica sistematicamente superiore alla media del manifatturiero, con valori che nel triennio 2022-2024 si collocano tra 45 e 55 infortuni ogni 1.000 addetti, a fronte di una media nazionale di settore manifatturiero attorno a 22-26. I dati seguenti sono stime indicative basate sulle serie storiche INAIL, coerenti con gli ordini di grandezza pubblicati nella banca dati aperta INAIL (open.inail.it).

AnnoInfortuni denunciati (stima)di cui mortali (stima)Indice incidenza (stima, per 1.000 add.)Malattie prof. denunciate (stima)
2022~15.200~23~52~1.850
2023~14.900~21~50~1.910
2024 (prov.)~14.400~20~48~1.970

Valori indicativi basati su ordini di grandezza INAIL — divisione ATECO 43.22. I dati 2024 sono provvisori e soggetti a revisione. Non costituiscono dati ufficiali precisi. Fonte di riferimento: INAIL Banca Dati Statistica (open.inail.it).

Il trend 2022-2024 mostra una lieve riduzione del numero assoluto di infortuni, coerente con la dinamica nazionale, ma la riduzione non raggiunge velocita sufficiente a portare il settore in linea con i comparti a bassa incidentalita. In controtendenza, le malattie professionali denunciate mostrano un incremento nel triennio, probabile effetto combinato di una maggiore consapevolezza dei lavoratori e di un miglioramento nella capacita diagnostica da parte dei medici competenti.

Nota metodologica: l'INAIL pubblica i dati infortunistici con una latenza di 12-18 mesi rispetto all'anno di accadimento, e i dati dell'anno piu recente sono sempre classificati come provvisori. Per accedere alle serie storiche precise disaggregate per ATECO e modalita di accadimento si rimanda alla sezione Open Data del portale open.inail.it, che permette il filtraggio per codice ATECO, regione, sesso ed eta del lavoratore.

Malattie professionali prevalenti: lombalgia professionale, ipoacusia, patologie muscoloscheletriche

Le malattie professionali nel comparto termoidraulico e impiantistico hanno un profilo specifico, strettamente correlato alle esposizioni fisiche e chimiche tipiche delle mansioni. I dati INAIL sulle denunce di malattia professionale per ATECO 43.22 mostrano una netta prevalenza di patologie muscoloscheletriche, seguite da ipoacusia da rumore e, in crescita, da patologie delle vie respiratorie correlate a esposizioni chimiche.

Malattia professionaleEsposizione correlataQuota % MP denunciate (stima)Riferimento normativo
Lombalgia professionale (ernia discale, discopatia)MMC in posizioni incongrue, vibrazioni, lavoro in spazi ristretti~34%D.Lgs. 81/08 Titolo VI e Titolo VIII Capo III
Patologie muscoloscheletriche arti superiori (epicondilite, sindrome del tunnel carpale)Lavori ripetitivi con utensili vibranti, serraggio raccordi, uso chiavi~28%D.Lgs. 81/08 Titolo VI, Titolo VIII Capo III
Ipoacusia professionaleRumore da utensili (flessibili, trapani a percussione, seghe), locali tecnici~18%D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo II
Dermatiti da contatto (solventi, sigillanti, guarnizioni)Sigillanti siliconici, colle, grassi, oli minerali, flussanti~10%D.Lgs. 81/08 Titolo IX — Agenti chimici
Patologie respiratorie (bronchiti croniche, asma professionale)Polveri da foratura, isocianati da schiume isolanti, fumi di saldatura su rame~7%D.Lgs. 81/08 Titolo IX
Legionellosi (malattia del legionario)Manutenzione sistemi idrici, torri evaporative, impianti di condizionamento~2% (ma in osservazione)D.Lgs. 81/08 Titolo X, Linee guida nazionali Legionella

Valori indicativi basati su ordini di grandezza desumibili dai dati INAIL per ATECO 43.22 e dalla letteratura scientifica di settore. Non costituiscono dati ufficiali precisi.

Le patologie muscoloscheletriche — lombalgie e patologie degli arti superiori — dominano il quadro delle malattie professionali nel settore. La natura del lavoro impiantistico richiede frequentemente posture incongrue prolungate: saldatura di raccordi in posizione prona all'interno di vani intercapedine, serraggio di raccordi sopra la testa in sottotetto, movimentazione di tubazioni in rame pesanti in spazi ristretti. La valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (metodo NIOSH o MAPO per i lavori in posizione vincolata) e il monitoraggio dell'esposizione a vibrazioni mano-braccio (HAV) trasmesse da utensili rotanti sono obbligatori ai sensi del D.Lgs. 81/08 Titoli VI e VIII.

Rischi predominanti: caduta dall'alto, gas (CO, metano, GPL), rischio elettrico in ambienti umidi, Legionella

Il profilo di rischio del settore termoidraulico e impiantistico si caratterizza per la compresenza di rischi eterogenei ad alta gravita potenziale. L'analisi degli infortuni gravi e mortali del triennio evidenzia quattro famiglie di rischio predominanti.

Rischio critico — Caduta dall'alto: rappresenta la prima causa di infortuni mortali nel settore. Gli impiantisti operano frequentemente in quota per l'installazione di unita esterne di climatizzatori, collettori solari, impianti di scarico fumi in copertura, vasche di accumulo e antenne. L'uso di scale portatili su superfici instabili, l'assenza di trabattelli o ponteggi adeguati e la mancanza di DPI anticaduta sono tra le cause piu ricorrenti nelle relazioni di inchiesta sugli infortuni mortali. Il D.Lgs. 81/08 (Titolo IV) rende obbligatoria la redazione del Piano Operativo di Sicurezza (POS) per tutti i lavori in quota superiore a 2 metri e l'adozione di misure collettive prima dei DPI individuali.

Attenzione — Fluidi refrigeranti di nuova generazione: la transizione dai refrigeranti HFC (come R410A, a elevato GWP) verso refrigeranti a basso impatto ambientale come R32 e R1234yf introduce un nuovo profilo di rischio per gli impiantisti HVAC. Il R32 e classificato come gas infiammabile (A2L secondo ISO 817) e richiede specifiche misure precauzionali durante le operazioni di carica, recupero e smaltimento che non erano necessarie con i vecchi refrigeranti. La norma UNI EN 378 e la UNI EN 14276 definiscono i requisiti di sicurezza per i sistemi refrigeranti con refrigeranti infiammabili.

Confronto con altri settori delle costruzioni specializzate

Per contestualizzare i dati del settore termoidraulico e impiantistico e utile il confronto con gli altri sotto-comparti della divisione 43 (Costruzioni specializzate) e con la media del manifatturiero italiano. I dati seguenti sono stime indicative basate sulle serie storiche INAIL per il triennio 2022-2024.

CompartoATECOIndice incidenza (stima, per 1.000 add.)Quota mortali / totale (stima)
Costruzioni di edifici41~62 (stima)~0,38%
Lavori di costruzione specializzati (media)43~55 (stima)~0,30%
Impianti elettrici e di comunicazione43.21~46 (stima)~0,22%
Installazione impianti idraul., risc., condiz. (termoidraulico)43.22~50 (stima)~0,15%
Lavori di completamento e finitura edifici43.3~44 (stima)~0,12%
Manifatturiero generale (media)C~24 (media)~0,17%
Terziario / commercio (media)G~14 (media)~0,09%

Valori indicativi. Il confronto e basato su ordini di grandezza desumibili dalle serie INAIL e dal Rapporto Annuale INAIL. Non costituiscono dati ufficiali precisi.

Il settore termoidraulico (ATECO 43.22) si posiziona in una fascia intermedia all'interno delle costruzioni specializzate: l'indice di incidenza e inferiore alla media delle costruzioni di edifici (41) e alle attivita di scavo e movimento terra (43.12), ma sensibilmente superiore rispetto alla media del manifatturiero. Il dato sulla quota di infortuni mortali sul totale risulta piu contenuto rispetto ad altri comparti delle costruzioni, in ragione della minore esposizione a rischi da seppellimento e crollo strutturale tipici dei lavori civili. Tuttavia, gli infortuni gravi — con conseguenti inabilita permanenti — mantengono un'incidenza elevata, principalmente per gli eventi da caduta dall'alto e intossicazione da gas.

Tendenze e prospettive: crescita per bonus edilizi e transizione energetica, nuovi rischi da pompe di calore e idrogeno

Il settore termoidraulico e impiantistico italiano ha attraversato nel periodo 2020-2024 una fase di espansione senza precedenti, trainata dall'effetto moltiplicatore del Superbonus 110% e degli altri incentivi edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus casa) che hanno generato una domanda straordinaria di installatori e manutentori di impianti. Questo boom ha messo sotto pressione le risorse umane del settore, accelerando l'assunzione di lavoratori con minore esperienza e formazione, con potenziali riflessi sull'incidentalita nel breve termine.

Parallelamente, la transizione energetica verso il riscaldamento a basse emissioni sta modificando profondamente le tecnologie installate e, con esse, il profilo di rischio professionale. Le principali tendenze in atto possono essere classificate in quattro aree.

Prospettiva normativa: il recepimento della Direttiva (UE) 2024/3012 relativa alle prestazioni energetiche nell'edilizia (recast EPBD) potrebbe accelerare ulteriormente la sostituzione degli impianti di riscaldamento a combustibili fossili, aumentando il volume di lavoro del settore. E probabile che la normativa di sicurezza sul lavoro specifica per gli impianti con fluidi refrigeranti infiammabili (R32, R290) venga aggiornata nei prossimi anni per recepire le nuove norme ISO e EN di riferimento.

Avvisi operativi: rischi ad alta priorita nel settore termoidraulico

I seguenti avvisi operativi riguardano rischi che per specificita o gravita meritano un'attenzione dedicata nella gestione della sicurezza quotidiana nel settore.

Intossicazione da CO durante collaudo caldaie: procedura obbligatoria

Il monossido di carbonio (CO) prodotto dalla combustione incompleta di gas naturale o GPL e la causa di numerosi infortuni gravi negli impiantisti durante le operazioni di avviamento e collaudo di caldaie in ambienti con ventilazione insufficiente. Prima di ogni operazione di collaudo in locali tecnici chiusi o scarsamente ventilati e obbligatorio verificare la ventilazione del locale, aprire l'apertura di ventilazione prevista dalla norma UNI 7129, posizionare un rilevatore portatile di CO certificato EN 50291 con allarme sonoro, e non sostare nel locale durante la fase di avviamento a caldo. Il VLEP per il CO (D.Lgs. 81/08 Allegato XXXVIII) e fissato a 20 ppm (VLE-M), con un valore di picco non superabile di 100 ppm per 15 minuti nell'arco della giornata lavorativa.

Scale e accesso in quota: le prescrizioni del D.Lgs. 81/08 spesso ignorate

Il D.Lgs. 81/08 art. 113 dispone che le scale portatili siano impiegabili solo per lavori di breve durata e di modesta entita, e che per i lavori in quota superiori a 2 metri si debbano preferire trabattelli, piattaforme elevabili o ponteggi quando le condizioni lo consentono. L'art. 111 impone che vengano adottate misure di protezione collettiva (parapetti, reti) prima di ricorrere ai DPI anticaduta. Nella pratica del settore termoidraulico, l'uso di scale portatili per accedere a tetti e terrazze e estremamente comune anche per interventi prolungati, in violazione di queste prescrizioni. La mancata adozione di misure anticaduta adeguate e la principale causa degli infortuni mortali nel comparto.

Ambienti umidi e rischio elettrico: la norma CEI 64-8 e il D.Lgs. 81/08

Nei locali bagno, nelle cucine e nei locali tecnici umidi, la norma CEI 64-8 (sezioni 701, 702, 703) classifica le zone in base alla vicinanza ai punti d'acqua e limita le apparecchiature e i circuiti elettrici che possono essere installati in ciascuna zona. Gli impiantisti termoidraulici che lavorano in questi ambienti in presenza di impianti elettrici devono verificare con l'impresa elettrica responsabile che le linee siano messe fuori tensione e bloccate con procedura LOTO (Lockout/Tagout) prima di iniziare i lavori. La tensione di contatto di sicurezza scende a 25V (invece di 50V) in locali a maggiore rischio elettrico ai sensi della norma CEI 64-8 e del D.Lgs. 81/08 Titolo III.

Legionella: DPI obbligatori per la manutenzione degli impianti idrici a rischio

Le Linee guida nazionali per la prevenzione e il controllo della legionellosi (aggiornamento 2023) indicano che gli operatori che effettuano operazioni di manutenzione su impianti idrici in strutture a rischio elevato (ospedali, case di cura, hotel, terme) devono indossare mascherina facciale filtrante di classe FFP2 o FFP3 durante le operazioni che possono generare aerosol (spurgo di reti idriche, sostituzione di soffioni doccia, interventi su torri evaporative). Il datore di lavoro e tenuto a includere il rischio Legionella nella valutazione del rischio biologico ai sensi del D.Lgs. 81/08 Titolo X e a fornire ai lavoratori le istruzioni operative specifiche per ciascuna tipologia di impianto a rischio.

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Domande frequenti sulla sicurezza nel settore termoidraulico e impiantisticoFAQ

Perché gli impiantisti termoidraulici sono tra le categorie a maggiore incidentalità?
Gli impiantisti termoidraulici operano in ambienti di lavoro estremamente variabili e non standardizzati: cantieri edilizi in diverse fasi costruttive, locali tecnici ristretti, sottotetti, intercapedini, vani scala e coperture. Questo li espone simultaneamente a rischi da caduta dall'alto (installazione su tetti, terrazze, facciate), a rischi da agenti chimici (gas di combustione, CO, metano, GPL, fluidi frigoriferi), a rischio elettrico in ambienti umidi, e a sovraccarico biomeccanico per le posture incongrue richieste dal lavoro in spazi confinati. L'alta incidentalità è ulteriormente alimentata dalla frammentazione del tessuto produttivo: la maggioranza delle imprese impiega meno di 5 addetti, con minori risorse dedicate alla prevenzione e alla formazione strutturata.
Quale ATECO si applica agli impiantisti termoidraulici?
Il codice ATECO di riferimento principale per gli impiantisti termoidraulici è il 43.22 — Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell'aria (inclusa la manutenzione). Rientra nella sezione F (Costruzioni), divisione 43 (Lavori di costruzione specializzati). Per le imprese che svolgono anche installazione di impianti elettrici si applica il 43.21, mentre il 43.29 riguarda altri lavori di installazione di impianti edilizi. La corretta classificazione ATECO incide sul tasso INAIL applicato, che per le costruzioni specializzate include una componente oscillazione basata sull'andamento infortunistico dell'impresa rispetto alla media di settore.
Il rischio Legionella è considerato malattia professionale per gli idraulici?
La legionellosi (polmonite da Legionella pneumophila) può essere riconosciuta come malattia professionale per i lavoratori con esposizione professionale documentata a sistemi idrici potenzialmente contaminati: idraulici e manutentori di impianti di distribuzione idrica, tecnici addetti alla manutenzione di torri di raffreddamento, impianti di condizionamento centralizzati, reti idrosanitarie di strutture sanitarie o alberghiere. Il riconoscimento come malattia professionale richiede la dimostrazione del nesso causale tra l'attività lavorativa e l'esposizione al batterio. Il D.P.R. 336/1994 (Tabella delle malattie professionali) prevede il riconoscimento delle malattie infettive e parassitarie contratte nell'esercizio di attività a rischio documentato.
Come sta cambiando il profilo di rischio con l'installazione di pompe di calore?
La transizione energetica e il superamento progressivo delle caldaie a gas naturale accelerato dai bonus edilizi stanno portando a una diffusione rapida delle pompe di calore, sia aria-aria che aria-acqua e geotermica. Questo introduce nuovi profili di rischio per gli impiantisti: manipolazione di fluidi refrigeranti HFC/HFO (alcuni dei quali con proprietà asfissianti o infiammabili, come R32 e R1234yf), lavoro in quota per l'installazione delle unità esterne su coperture, rischio elettrico aumentato per la gestione di sistemi trifase ad alta potenza, e rischi legati alle pompe di calore geotermiche con perforazioni del suolo. Il D.Lgs. 81/08 richiede che la valutazione del rischio sia aggiornata ogni volta che cambiano significativamente le mansioni o le attrezzature utilizzate.

Fonti normative

  • INAIL — Banca Dati Statistica (open.inail.it) — ATECO 43.22
  • INAIL — Rapporto Annuale INAIL
  • INAIL — Dati INAIL per settore costruzioni specializzate (divisione 43)
  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico Sicurezza) — Titoli IV, VI, VIII, IX, X
  • D.M. 22 gennaio 2008, n. 37 — Regolamento impianti negli edifici
  • D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 — Qualificazione imprese per lavori in spazi confinati
  • Ministero della Salute / ISS — Linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi (2023)
  • CEI — Norma CEI 64-8 (Impianti elettrici utilizzatori — sezioni 701-703 ambienti particolari)
  • CEI — Norma CEI 11-27 (Lavori su impianti elettrici)
  • UNI — Norma UNI 7129 (Impianti a gas per uso domestico e similare)
  • EN 378:2016 — Sistemi di refrigerazione e pompe di calore — Requisiti di sicurezza e ambientali
  • EHPA (European Heat Pump Association) — European Heat Pump Market and Statistics Report 2024
  • ACGIH — Threshold Limit Values for Chemical Substances and Physical Agents (TLV-TWA CO)
  • ISO 817:2014 — Refrigeranti — Designazione e classificazione di sicurezza

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Supportiamo imprese installatrici e manutentrici nella redazione del DVR specifico per ATECO 43.22, nella valutazione del rischio gas, caduta dall'alto, Legionella e fluidi refrigeranti, e nella formazione dei lavoratori ai sensi del D.Lgs. 81/08.