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Osservatorio Sicurezza Italia

Commercio e Retail: infortuni, rischi e trend 2024-2026

Il settore del commercio al dettaglio italiano conta oltre 3,5 milioni di addetti e registra un numero assoluto di infortuni elevato, pur con un indice di frequenza medio-basso rispetto ad altri comparti produttivi. Dai negozi di prossimità ai centri commerciali, dai magazzini e-commerce agli autisti dell'ultimo miglio: profilo di rischio, dati INAIL indicativi e buone pratiche di prevenzione.

3,5 mlnAddetti stimati nel commercio italiano (al dettaglio e all’ingrosso)ScivolamentoPrima causa di infortuni nei punti vendita al dettaglioMMCPrimo fattore di malattia professionale nel retail (disturbi muscoloscheletrici)INAILFonte dati indicativi
Risposta rapida

Il commercio al dettaglio e all'ingrosso è uno dei principali datori di lavoro italiani. Secondo i dati INAIL indicativi, il numero assoluto di infortuni nel settore è elevato per via delle dimensioni occupazionali del comparto, anche se l'indice di frequenza è medio-basso rispetto a edilizia o manifattura. I rischi prevalenti variano per sottosettore: dai negozi al dettaglio ai centri commerciali, dall'e-commerce alla logistica dell'ultimo miglio. I dati citati in questa pagina sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza dei Rapporti Annuali INAIL; non costituiscono dati ufficiali certificati.

Nota metodologica

I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Il settore commercio in Italia: numeri chiave

Il commercio al dettaglio e all'ingrosso è uno dei principali datori di lavoro italiani, con oltre 3,5 milioni di addetti distribuiti tra negozi di prossimità, medie e grandi superfici, centri commerciali, e-commerce e logistica collegata. La classificazione ATECO di riferimento include i codici 45, 46 e 47, con la quota prevalente di lavoratori concentrata nel commercio al dettaglio (ATECO 47).

Secondo i dati INAIL indicativi, l'indice di frequenza degli infortuni nel commercio è medio-basso rispetto ad altri settori produttivi ad alta pericolosità come edilizia, agricoltura e manifattura pesante. Tuttavia, il numero assoluto di infortuni è elevato per via delle dimensioni occupazionali del comparto. Si stima che scivolamenti, cadute e disturbi muscoloscheletrici rappresentino le categorie di evento infortunistico più frequenti.

Indice di frequenza

Medio-basso

Rispetto a edilizia, manifattura e agricoltura, il commercio presenta un tasso di infortuni per ora lavorata più contenuto

Numero assoluto

Elevato

Le grandi dimensioni occupazionali portano il settore tra i primi per infortuni denunciati in valore assoluto

Malattie professionali

In crescita

I disturbi muscoloscheletrici da movimentazione ripetitiva e lavoro in piedi prolungato sono in aumento

Valori indicativi. Elaborazione su dati INAIL.

Dati INAIL commercio 2024: infortuni per sottosettore

Il settore commercio non è omogeneo: il profilo di rischio varia sensibilmente a seconda del sottosettore, delle dimensioni del punto vendita e delle mansioni svolte. I dati INAIL indicativi permettono di identificare alcune differenze rilevanti tra le principali categorie.

Commercio al dettaglio food e non-food

Nei negozi al dettaglio di piccole e medie dimensioni, le cause di infortunio più frequenti secondo i dati INAIL indicativi sono:

Ipermercati e supermercati

Le grandi superfici di vendita aggiungono al profilo di rischio dei negozi al dettaglio alcune criticità specifiche legate alle dimensioni strutturali e all'organizzazione del lavoro:

Commercio ambulante

I lavoratori del commercio ambulante presentano un profilo di rischio specifico legato alle attività di allestimento e smontaggio dei banchi (movimentazione manuale di strutture, gazebo, attrezzature pesanti) e all'esposizione prolungata agli agenti atmosferici (caldo estivo, freddo invernale, precipitazioni). Secondo i dati INAIL indicativi, gli infortuni durante le fasi di montaggio e smontaggio del banco rappresentano una quota rilevante degli eventi del sottosettore.

E-commerce e logistica dell'ultimo miglio

Il rapido sviluppo dell'e-commerce ha introdotto nuove categorie di lavoratori con profili di rischio specifici. I magazzini automatizzati per il fulfillment online espongono gli addetti al rischio da picking intensivo (movimenti ripetitivi degli arti superiori ad alta frequenza) e all'interfaccia con sistemi automatizzati. Gli autisti delle consegne dell'ultimo miglio sono esposti a rischi da guida in condizioni di traffico urbano, movimentazione di pacchi di peso variabile e, in alcuni contesti, a rischi psicosociali legati ai ritmi di consegna imposti dai sistemi di monitoraggio digitale.

SottosettoreRischi prevalentiMansioni più esposte
Dettaglio food/non-foodScivolamenti, MMC, tagliAddetti scaffali, cassieri, magazzinieri
Ipermercati e supermercatiCold room, carrelli elevatori, MMCAddetti reparto freschi/surgelati, magazzinieri
Commercio ambulanteMMC allestimento, agenti atmosfericiAmbulanti, aiutanti banco
E-commerce e logisticaPicking ripetitivo, automazione, guidaPicker, autisti consegne, operatori magazzino

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL.

Rischi emergenti nel retail 2025-2026

L'evoluzione del settore commercio — con la crescita dell'e-commerce, la trasformazione dei punti vendita fisici e il cambiamento delle abitudini di consumo — sta modificando il profilo di rischio dei lavoratori. I dati INAIL indicativi e le analisi dei consulenti della sicurezza segnalano alcune tendenze emergenti per il biennio 2025-2026.

Violenza e aggressioni: un rischio in aumento

Gli addetti alle vendite nei negozi aperti al pubblico registrano, secondo i dati indicativi disponibili, un aumento degli episodi di violenza verbale e fisica da parte di clienti. I contesti a maggior rischio includono in particolare la distribuzione di carburante, le farmacie, le tabaccherie e gli esercizi di vendita di bevande alcoliche. Il D.Lgs. 81/08, all'art. 28, include la violenza di terzi nella valutazione dei rischi, e le Linee Guida INAIL sullo stress lavoro-correlato richiedono che questo rischio sia considerato anche nella valutazione dello stress lavoro-correlato (DVR-SLC). La mancata valutazione del rischio da violenza di terzi espone il datore di lavoro a responsabilità civile e penale in caso di evento.

Movimentazione con ausili meccanici: formazione obbligatoria

Il crescente utilizzo di transpallet elettrici e carrelli nei negozi di media superficie aumenta il rischio da attrezzature se non gestito con formazione adeguata. L'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 (aggiornato) stabilisce i requisiti formativi obbligatori per gli operatori di carrelli industriali semoventi e transpallet con conducente a bordo. Nei punti vendita retail, è frequente l'uso di transpallet senza che i lavoratori abbiano ricevuto la formazione specifica richiesta, esponendo il datore di lavoro a sanzioni ai sensi dell'art. 73 D.Lgs. 81/08 e al rischio di infortuni gravi.

Microclima: la sfida degli ambienti ibridi

I locali commerciali con forte differenza termica tra zona esposta al pubblico e magazzino rappresentano un rischio microclima spesso sottovalutato. In estate, il passaggio frequente tra area vendita climatizzata (tipicamente 20-24°C) e magazzino non climatizzato o celle frigorifere espone i lavoratori a sbalzi termici ripetuti, con rischio di patologie da stress termico. In inverno, il rischio è inverso per i punti vendita con aperture frequenti verso l'esterno. Il D.Lgs. 81/08 richiede la valutazione del microclima come rischio fisico specifico, con misure di prevenzione adeguate.

Attenzione

L'omessa valutazione dei rischi emergenti (violenza di terzi, microclima, formazione per carrelli) nel DVR del punto vendita è una violazione dell'art. 28 D.Lgs. 81/08, sanzionata ai sensi dell'art. 55 con pena detentiva o ammenda, a seconda della gravità. Il DVR deve essere aggiornato ogniqualvolta mutino le condizioni di lavoro o emergano nuovi rischi significativi.

Malattie professionali nel commercio

Oltre agli infortuni in senso stretto, il settore commercio presenta una quota rilevante di malattie professionali, ovvero patologie causate o aggravate dall'attività lavorativa e denunciate all'INAIL per il riconoscimento dell'indennizzo. Secondo i dati INAIL indicativi, le patologie più segnalate nel comparto commercio sono:

Dati indicativi. Fonte: elaborazione su dati INAIL.

Indicatori di prevenzione e buone pratiche

Le buone pratiche di prevenzione nel settore commercio e retail si articolano su più livelli: organizzativo, tecnico e formativo. Di seguito i principali indicatori e interventi raccomandati.

Check-list scaffali

Verifica periodica della stabilità, del corretto ancoraggio e del carico massimo ammesso per ogni ripiano. Ispezione visiva giornaliera da parte del personale di reparto.

Calzature antinfortunistiche

Dotazione obbligatoria di calzature con suola antiscivolo (resistenza all'olio classe SRC) per gli addetti a reparti con pavimenti potenzialmente bagnati (freschi, bevande, pulizia).

Rotazione postazioni cassa

Alternanza tra cassa tradizionale, supervisione self-service e attività di rifornimento per ridurre l'esposizione a movimenti ripetitivi degli arti superiori e il lavoro in piedi statico.

Supporti anti-fatica

Tappetini ergonomici anti-fatica alle postazioni cassa e agli sportelli informazioni per ridurre il carico biomeccanico da lavoro in piedi prolungato.

Formazione HACCP

Formazione igienico-alimentare obbligatoria per gli addetti al reparto alimentari freschi (gastronomia, macelleria, pescheria), con aggiornamento periodico secondo la normativa regionale.

Sorveglianza sanitaria MMC

Visite mediche periodiche obbligatorie per i lavoratori esposti a movimentazione manuale dei carichi significativa, con protocollo specifico del medico competente.

Come 123 Consulenza supporta il retail

Il team di 123 Consulenza supporta negozi al dettaglio, centri commerciali, operatori e-commerce e imprese di logistica nell'adempimento degli obblighi di sicurezza sul lavoro previsti dal D.Lgs. 81/08. I nostri servizi per il settore commercio e retail includono:

Contattaci per una prima valutazione del tuo punto vendita o magazzino: ti aiutiamo a verificare lo stato di conformità e a pianificare gli interventi prioritari.

Approfondisci

FAQ commercio e retail: sicurezza sul lavoroFAQ

Un negozio al dettaglio con pochi dipendenti deve redigere il DVR?
Sì. L'obbligo di valutazione dei rischi ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. 81/08 si applica a tutti i datori di lavoro indipendentemente dal numero di addetti. Per le imprese fino a 10 lavoratori era prevista la possibilità di autocertificazione, ma tale facoltà è stata soppressa. Il DVR deve essere redatto e aggiornato, anche nei piccoli punti vendita al dettaglio, con la firma del datore di lavoro, del RSPP e del medico competente se ne ricorre l'obbligo.
La formazione per i lavoratori del commercio al dettaglio (ATECO 47) è obbligatoria?
Sì. L'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (aggiornato con quello del 7 luglio 2016) stabilisce i percorsi formativi obbligatori per tutti i lavoratori. Il settore commercio rientra nella classificazione a rischio basso o medio a seconda delle mansioni. I lavoratori devono ricevere formazione generale (4 ore) e formazione specifica (4 ore per rischio basso, 8 ore per rischio medio). Gli addetti che svolgono movimentazione manuale dei carichi o che utilizzano attrezzature di lavoro necessitano di addestramento specifico documentato ai sensi degli artt. 36, 37 e 73 del D.Lgs. 81/08.
Il rischio da violenza di terzi nei negozi va inserito nel DVR?
Sì. L'art. 28, comma 1, del D.Lgs. 81/08 impone la valutazione di tutti i rischi, inclusi quelli da violenza di terzi. Per i negozi aperti al pubblico (in particolare esercizi che trattano contante, farmacie, tabaccherie, distributori di carburante), la valutazione deve analizzare la probabilità di episodi aggressivi o di rapina e prevedere misure preventive (sistemi di videosorveglianza, cassaforte a tempo, procedure operative, formazione del personale). Il rischio di aggressione verbale o fisica rientra anche nella valutazione dello stress lavoro-correlato (DVR-SLC) secondo le Linee Guida INAIL.
I magazzini per l'e-commerce hanno obblighi particolari rispetto ai negozi tradizionali?
I magazzini dedicati all'e-commerce e alla logistica dell'ultimo miglio sono soggetti agli stessi obblighi del D.Lgs. 81/08 applicabili a qualsiasi luogo di lavoro, ma presentano rischi specifici che richiedono una valutazione dedicata: movimentazione intensa (picking ad alta frequenza), utilizzo di sistemi automatizzati o semi-automatizzati (nastri trasportatori, robot collaborativi), stress da ritmi produttivi elevati, e rischi da traffico interno di mezzi (transpallet elettrici, muletti). Per i sistemi di magazzino automatizzato, la valutazione deve includere l'analisi del rischio da interfaccia uomo-macchina ai sensi della Direttiva Macchine (recepita dal D.Lgs. 17/2010). Gli autisti per le consegne dell'ultimo miglio sono esposti a rischi da guida, movimentazione di pacchi e, in contesti urbani, a rischi da traffico e condizioni stradali variabili.

Fonti normative

Il DVR del tuo punto vendita è aggiornato ai rischi del retail 2025-2026?

Ti aiutiamo a verificare la conformità del tuo punto vendita, negozio o magazzino: DVR, formazione lavoratori, sorveglianza sanitaria, HACCP e gestione dei rischi emergenti come violenza di terzi e movimentazione con carrelli.