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Osservatorio Sicurezza Italia

Infortuni nel Settore Commercio e GDO

Il commercio al dettaglio e la grande distribuzione organizzata (GDO) rappresentano uno dei settori con la maggiore concentrazione di infortuni in Italia. Scivolamenti, movimentazione manuale dei carichi, rischio aggressione e specificità del lavoro notturno definiscono un profilo di rischio complesso. Analisi su dati INAIL indicativi.

CommercioSecondo settore per numero di infortuni in ItaliaScivolamentoPrima causa di infortuni nei punti vendita GDORapina/AggressioneRischio specifico per cassieri e addetti agli sportelliINAILFonte open data dati indicativi
Risposta rapida

Il settore del commercio al dettaglio e della grande distribuzione organizzata (GDO) figura tra i comparti con il maggiore numero assoluto di infortuni denunciati all'INAIL in Italia. La combinazione di pavimenti scivolosi, movimentazione manuale di carichi pesanti, lavoro in cassa con movimenti ripetitivi e rischio di aggressione o rapina crea un profilo infortunistico variegato che richiede una valutazione dei rischi (DVR) articolata e aggiornata. I dati INAIL indicativi citati in questa pagina derivano da elaborazioni su ordini di grandezza dei Rapporti Annuali INAIL e non costituiscono dati ufficiali certificati.

Nota metodologica

I dati riportati sono indicativi e derivano da elaborazioni su ordini di grandezza desunti dalle banche dati INAIL Open Data e dai Rapporti Annuali INAIL. Non costituiscono dati ufficiali certificati. Per i dati aggiornati e definitivi consultare INAIL Open Data.

Profilo di rischio del settore commercio e GDO

Il commercio al dettaglio — che include supermercati, ipermercati, discount e negozi di prossimità — è classificato dall'INAIL come uno dei settori con la più alta incidenza di infortuni in termini assoluti. La natura del lavoro espone i dipendenti a una combinazione di rischi fisici, ergonomici e psicosociali che si manifestano in modo diverso a seconda della mansione svolta.

A differenza di settori come l'edilizia o la manifattura pesante, il commercio presenta un profilo di rischio più frammentato: infortuni raramente mortali ma molto frequenti, con un elevato numero di giornate lavorative perse per infortuni da scivolamento, sovraccarico biomeccanico e disturbi muscoloscheletrici. I settori più esposti all'interno della GDO sono i reparti ortofrutta, bevande, scaffali alimenti secchi e le casse, sia tradizionali sia self-service.

Rischio fisico

Scivolamenti e cadute

Pavimenti bagnati, spargimento di liquidi, gradini e rampe nei magazzini

Rischio ergonomico

Movimentazione carichi

Rifornimento scaffali, casse con scansione, pallet nei reparti freschi e bevande

Rischio psicosociale

Aggressioni e rapine

Cassieri, addetti agli sportelli e personale a contatto con il pubblico

Valori indicativi. Elaborazione su dati INAIL.

Scivolamenti e cadute: pavimenti bagnati e scaffalature

Gli scivolamenti sul piano di calpestio rappresentano, secondo i dati INAIL indicativi, la prima causa di infortuni nei punti vendita della GDO. I fattori che contribuiscono al fenomeno sono strutturali e organizzativi: pavimentazioni con basso coefficiente di attrito se bagnate, spargimento di liquidi dai prodotti esposti nei reparti ortofrutta e bevande, uso di macchine lavasciuga nelle ore di apertura, e condensazione nei reparti refrigerati.

Tipologie di evento più frequenti

CausaReparto a rischioMisura preventiva
Liquido versatoOrtofrutta, bevande, surgelatiSegnalazione immediata, kit assorbenti in reparto, mats antiscivolo
Pallet in corsiaScaffali secchi, magazzinoOrari rifornimento segregati, corridoi dedicati, rimozione immediata pedane
Scala non certificataMagazzino, scaffali altiScalette certificate EN 131, verifica periodica, formazione uso corretto
Pavimento bagnato lavasciugaInteri corridoiPulizia fuori orario apertura, segnaletica di avvertimento, calzature antisdrucciolo DPI

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL.

Movimentazione manuale dei carichi: casse, pallet, rifornimento scaffali

La movimentazione manuale dei carichi (MMC) è il secondo grande capitolo del rischio infortunistico nella GDO. Le stime INAIL indicano che i disturbi muscoloscheletrici (DMS) da sovraccarico biomeccanico rappresentano una quota rilevante degli infortuni e delle malattie professionali nel settore commercio. Le mansioni più esposte sono: addetti al rifornimento scaffali (specialmente reparti bevande, acqua e detersivi), addetti alle casse tradizionali con sollevamento di carichi pesanti, e lavoratori del reparto fresco con movimentazione di cassette ortofrutta.

Valutazione del rischio MMC: metodi applicabili nella GDO

Il D.Lgs. 81/08, Titolo VI (artt. 167–170) e l'Allegato XXXIII impongono la valutazione del rischio da MMC secondo metodi scientificamente validati. I più utilizzati nel settore commercio sono:

Attenzione

Il semplice utilizzo di carrelli porta-pallet non elimina il rischio MMC: la spinta e il traino di carichi elevati (carrelli pieni possono superare i 300 kg) richiedono una valutazione specifica ai sensi del D.Lgs. 81/08 Allegato XXXIII. Se il rischio supera i valori limite, il datore è obbligato ad adottare misure tecniche o organizzative e a sottoporre i lavoratori esposti a sorveglianza sanitaria con il medico competente.

Rischio aggressione e rapina: cassieri e addetti al pubblico

Il rischio di aggressione e rapina è un rischio psicosociale specifico del settore commercio, classificabile tra i rischi da violenza di terzi ex art. 28 D.Lgs. 81/08. Il DVR del punto vendita deve valutare esplicitamente questo rischio, non limitandosi alla sola valutazione dello stress lavoro-correlato. Le figure più esposte sono i cassieri, gli addetti agli sportelli informazioni e i responsabili di reparto che gestiscono il contante.

Fattori di rischio specifici da valutare nel DVR

Misure di prevenzione tecniche e organizzative

Casse self-service e movimenti ripetitivi (MSDs)

L'introduzione massiva delle casse self-service nella GDO ha modificato il profilo di rischio degli addetti alle casse tradizionali senza eliminarlo: il personale che supervisiona i totem self-service è esposto a movimenti ripetitivi, posture statiche prolungate e, in alcuni casi, a incremento del rischio di aggressioni verbali da parte di clienti frustrati dai malfunzionamenti dei sistemi automatici.

Per gli addetti alle casse tradizionali ancora presenti, il rischio da movimenti ripetitivi degli arti superiori (scansione prodotti, spostamento articoli pesanti sul nastro) richiede una valutazione con check-list OCRA. Le misure ergonomiche prioritarie includono: regolazione in altezza della postazione di lavoro, rotazione delle mansioni per distribuire il carico biomeccanico, pause obbligatorie durante i turni lunghi (art. 175 D.Lgs. 81/08 per i VDT, applicato per analogia anche alle casse con schermi integrati) e sorveglianza sanitaria periodica con il medico competente per i lavoratori esposti.

Valutazione OCRA

Obbligatoria per addetti a casse tradizionali con scansione ripetitiva per intera durata turno

Postazione ergonomica

Altezza piano di lavoro regolabile, sedile con supporto lombare, tappetino antiaffaticamento

Rotazione mansioni

Alternanza tra cassa, rifornimento scaffali e attività meno ripetitive per ridurre esposizione

Sorveglianza sanitaria

Visite periodiche per addetti esposti a movimenti ripetitivi, con protocollo specifico del medico competente

Lavoro notturno e festivo nella GDO: obblighi specifici

La GDO è uno dei settori con la maggiore incidenza di lavoro notturno e festivo in Italia. Il D.Lgs. 66/2003 definisce come «lavoratore notturno» chi svolge almeno 3 ore nel periodo notturno (00:00–05:00) per almeno 80 giorni all'anno, oppure per una quota pari a un terzo dell'orario annuale. Gli obblighi specifici per i datori della GDO comprendono:

Obblighi HACCP nei reparti alimentari freschi

I reparti gastronomia, macelleria, pescheria, panetteria e freschi in genere sono soggetti al duplice regime normativo del D.Lgs. 81/08 (sicurezza sul lavoro) e del Regolamento CE 852/2004 (igiene dei prodotti alimentari, HACCP). Questi due sistemi non si escludono ma si integrano: il DVR deve considerare i rischi specifici dei reparti alimentari, mentre il piano HACCP riguarda la sicurezza del prodotto alimentare.

Rischi specifici del personale dei reparti freschi

Attenzione

Il piano HACCP e il DVR sono documenti distinti e obbligatori in modo indipendente. Un punto vendita GDO con reparti freschi che possiede solo il piano HACCP senza un DVR aggiornato ai rischi specifici del personale addetto (freddo, tagli, scivolamenti, agenti biologici) è in violazione del D.Lgs. 81/08 e soggetto alle sanzioni di cui all'art. 55.

Dati infortuni indicativi commercio

I dati INAIL indicativi collocano il settore del commercio al secondo posto per numero assoluto di infortuni denunciati in Italia, dopo i settori industria e artigianato. La maggior parte degli infortuni nel commercio è classificata come in itinere (nel tragitto casa-lavoro) o come infortuni in occasione di lavoro senza conseguenze mortali. La quota di infortuni mortali è relativamente bassa rispetto ad altri settori, ma le giornate lavorative perse per infortuni sono significative, con un impatto economico rilevante per le imprese del settore.

Tipo di rischioQuota indicativa infortuniMansioni più colpite
Scivolamento/caduta pianoPrima causa per frequenzaAddetti scaffali, cassieri, personale pulizie
Movimentazione carichiSeconda causa per frequenzaAddetti rifornimento (bevande, detersivi, surgelati)
Tagli/contusioni attrezzatureTerza causa nei reparti freschiGastronomia, macelleria, pescheria
Aggressione/violenza terziRischio specifico cassieriCassieri, addetti sportelli, responsabili turno

Tabella indicativa. Elaborazione su dati INAIL Open Data e Rapporti Annuali INAIL.

Approfondisci

FAQ commercio e GDO: sicurezza sul lavoroFAQ

Un supermercato deve nominare un RSPP esterno o può farlo il titolare?
Il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP solo se l'azienda rientra nei casi previsti dall'art. 34 del D.Lgs. 81/08, ossia per le attività produttive a basso rischio (classificate come rischio basso nell'Allegato II) e fino a soglie occupazionali specifiche. La grande distribuzione organizzata ricade tipicamente nella classificazione a rischio medio, pertanto il titolare non può svolgere personalmente le funzioni di RSPP e deve nominare un professionista esterno o un responsabile interno con adeguata formazione (corso da 32 ore per rischio medio, aggiornamento quinquennale). La mancata nomina dell'RSPP è sanzionata penalmente ai sensi dell'art. 55 D.Lgs. 81/08.
Come si valuta il rischio rapina nel DVR di un negozio?
Il rischio rapina rientra nella categoria dei rischi da violenza di terzi (art. 28 D.Lgs. 81/08) e deve essere valutato nel DVR con un approccio strutturato. La valutazione considera: tipologia e ubicazione del punto vendita, orari di apertura (turni serali e notturni aumentano l'esposizione), presenza di cassa unica o sportelli isolati, disponibilità di contante, dispositivi di sicurezza presenti (vetri antirapina, cassaforte a tempo, telecamere). Le misure preventive devono includere: procedure operative per la gestione del contante, formazione specifica del personale di cassa, sistemi di allarme collegati alle forze dell'ordine e, ove opportuno, aggiornamento del Documento di Valutazione dello Stress Lavoro-Correlato (SLC) per considerare l'impatto psicologico del rischio rapina.
I lavoratori di notte in GDO hanno diritto a visite mediche aggiuntive?
Sì. Il D.Lgs. 66/2003 (attuativo della Direttiva 2003/88/CE sull'orario di lavoro) prevede che i lavoratori notturni abbiano diritto a una sorveglianza sanitaria specifica. Il medico competente deve effettuare: visita preventiva prima dell'assegnazione al turno notturno, visite periodiche con cadenza almeno annuale (non biennale come per il lavoro diurno), e visita su richiesta del lavoratore ogniqualvolta questi riferisca problemi di salute correlati al lavoro notturno. Il lavoratore notturno che presenti patologie incompatibili con il lavoro notturno (disturbi del sonno cronici, malattie cardiovascolari, problemi gastrointestinali gravi) ha diritto al trasferimento al turno diurno, salvo impossibilità organizzativa documentata dal datore.
Quali sono gli obblighi HACCP per il reparto gastronomia?
Il reparto gastronomia di un supermercato o punto GDO è soggetto al Regolamento CE 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari, che impone l'implementazione di un piano HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) documentato e aggiornato. Gli obblighi specifici includono: analisi dei pericoli biologici (contaminazione crociata, temperatura di conservazione), chimici (detergenti, allergeni) e fisici (corpi estranei), individuazione dei Punti Critici di Controllo (CCP) con limiti critici definiti, procedure di monitoraggio con frequenza documentata, azioni correttive in caso di deviazione, procedure di verifica periodica del piano, e tenuta di registrazioni (temperature, pulizie, formazione del personale). In aggiunta, il personale del reparto gastronomia deve possedere l'attestato di formazione igienico-alimentare previsto dalla normativa regionale, rinnovato con cadenza almeno biennale o triennale a seconda della Regione di appartenenza.

Fonti normative

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