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Sicurezza nei negozi di abbigliamento e nel retail

Cosa deve fare il titolare di un negozio di abbigliamento o di altro commercio al dettaglio non alimentare con personale, anche all’interno di un centro commerciale.

Risposta rapida

Un negozio è un’attività a rischio basso, ma con dipendenti gli obblighi di base sono gli stessi: DVR, RSPP, formazione, primo soccorso e antincendio. I rischi da valutare con attenzione sono le cadute da scale e sgabelli in magazzino, la movimentazione dei colli in arrivo, la stazione in piedi prolungata, le rapine e i conflitti con i clienti, la tutela delle lavoratrici in gravidanza e l’emergenza, che nei centri commerciali va coordinata con il gestore.

Magazzino, scale e scaffali

Molti infortuni avvengono nel retro: cadute da scale portatili o sgabelli usati per raggiungere gli scaffali alti, scatoloni che cadono, inciampi in corridoi ingombri. Servono scale conformi con piattaforma e corrimano, merce pesante sui ripiani bassi, scaffali fissati al muro, corridoi liberi verso le uscite. I magazzini interrati vanno valutati per aerazione, illuminazione e vie di esodo.

Movimentazione e lavoro in piedi

Lo scarico delle consegne e il riassortimento comportano sollevamenti ripetuti: carrelli, colli di peso contenuto concordato con i fornitori, sollevamento in due per i pesi maggiori. Molte ore in piedi e il lavoro alla cassa richiedono pause, possibilità di sedersi, pavimenti antifatica alla cassa e una postazione con il terminale all’altezza giusta.

Rapine, taccheggio e aggressioni

Il DVR deve considerare il rischio di aggressione: gestione del contante, chiusura serale in due persone quando possibile, istruzioni a non reagire durante una rapina e a non inseguire i taccheggiatori, procedura di segnalazione degli episodi, supporto dopo eventi traumatici.

Gravidanza, giovani e orari

La stazione in piedi per più di metà dell’orario e il sollevamento di pesi sono vietati alle lavoratrici in gravidanza (D.Lgs. 151/2001): il DVR deve indicare in anticipo come cambia la mansione. Gli apprendisti minorenni hanno tutele specifiche su orari e lavori vietati. Aperture serali e festive rientrano nella valutazione dell’organizzazione del lavoro.

Antincendio ed emergenze

Tessuti, imballaggi e cartoni sono combustibili: ordine nel magazzino, estintori accessibili, uscite non bloccate da merce o da chiusure. Oltre 400 m² di superficie lorda il negozio è attività soggetta ai controlli dei Vigili del fuoco (attività 69). Nei centri commerciali il piano di emergenza del negozio deve essere coordinato con quello del centro: segnali di allarme, punti di raccolta, compiti del personale.

Formazione

Il commercio al dettaglio è a rischio basso nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025: 4 ore generali più 4 di specifica, aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. Il responsabile di negozio che coordina il personale è un preposto e deve seguire il corso di 12 ore. Primo soccorso secondo il D.M. 388/2003 (gruppo B o C secondo il numero di lavoratori) e almeno un addetto antincendio presente in ogni turno.

Errori frequenti

  • Sedie o scatoloni usati al posto della scala.
  • Uscita di sicurezza del retro chiusa a chiave o ostruita dalla merce.
  • Nessuna indicazione per la gravidanza nel DVR.
  • Personale che non conosce il piano di emergenza del centro commerciale.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

Un negozio con due commesse deve avere il DVR?
Sì. Con almeno un lavoratore, anche part-time o apprendista, il datore di lavoro deve valutare i rischi e redigere il DVR (artt. 17 e 28 D.Lgs. 81/2008), designare l’RSPP (anche se stesso dopo il corso), formare le dipendenti e organizzare primo soccorso e antincendio. Per le piccole imprese esistono procedure standardizzate, ma il documento deve descrivere il negozio reale.
Una commessa in gravidanza può continuare a lavorare in negozio?
Sì, ma con limiti: il D.Lgs. 151/2001 vieta durante la gravidanza i lavori che comportano la stazione in piedi per più di metà dell’orario e il sollevamento di pesi. Il datore di lavoro deve modificare la mansione (ad esempio cassa seduta, niente scarico merce) e, se non è possibile, comunicarlo all’Ispettorato del lavoro per l’astensione anticipata.
Quando un negozio è soggetto ai Vigili del fuoco?
I locali di vendita al dettaglio con superficie lorda superiore a 400 m², comprensiva di servizi e depositi, rientrano nell’attività 69 del DPR 151/2011. Sotto questa soglia restano la valutazione del rischio incendio, estintori e vie di uscita mantenuti, e la formazione degli addetti secondo il D.M. 2 settembre 2021 (di norma livello 1).

Fonti normative

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