Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, ha introdotto un sistema sanzionatorio articolato che distingue tra sanzioni penali — principalmente contravvenzioni punibili con arresto o ammenda — e sanzioni amministrative. Il Titolo XIII del decreto disciplina le disposizioni penali e le sanzioni amministrative, con un impianto che ha subito numerose modifiche nel corso degli anni, l'ultima delle quali significativa ad opera del D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106, che ha ridefinito molte delle fattispecie e introdotto la procedura di prescrizione obbligatoria di cui agli articoli 20 e seguenti del D.Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758, come richiamata dall'articolo 301 del D.Lgs. 81/08.
La procedura di prescrizione obbligatoria consente agli organi di vigilanza — AUSL, INL, ARPA — di impartire al contravventore una prescrizione con un termine per la regolarizzazione della violazione. Se il contravventore adempie alla prescrizione nel termine assegnato e versa una somma pari al quarto del massimo dell'ammenda prevista per la contravvenzione, il reato si estingue. Questo meccanismo ha consentito di deflazionare il carico penale connesso alle violazioni in materia di sicurezza sul lavoro di natura prevalentemente formale, concentrando l'azione repressiva penale sulle violazioni sostanziali correlate a eventi lesivi. Tuttavia, il sistema presenta alcune criticità applicative: i termini per la prescrizione sono uniformi indipendentemente dalla complessità degli adempimenti richiesti, e in alcuni casi le somme da versare per l'estinzione del reato risultano sproporzionate rispetto alla gravità della violazione.
Nel 2026 il dibattito sulla riforma del sistema sanzionatorio si è intensificato in concomitanza con l'iter parlamentare del Collegato Lavoro. I principali orientamenti emersi nei tavoli tecnici del Ministero del Lavoro e nelle audizioni parlamentari riguardano: la revisione al rialzo delle soglie delle ammende, molte delle quali non sono state adeguate all'inflazione dall'entrata in vigore del decreto, con una conseguente erosione del potere deterrente; la razionalizzazione del catalogo delle fattispecie, alcune delle quali sovrapposte o difficilmente distinguibili nella prassi applicativa; e l'estensione della procedura di prescrizione obbligatoria a un maggior numero di fattispecie oggi escluse, riservando la perseguibilità penale alle sole violazioni con diretta incidenza sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
Un tema specifico riguarda il coordinamento tra il sistema sanzionatorio penale-amministrativo e il sistema della patente a crediti nei cantieri, introdotto dal D.L. 145/2023. Attualmente i due sistemi operano in parallelo: una violazione può comportare sia l'applicazione di una sanzione penale o amministrativa ai sensi del D.Lgs. 81/08, sia la decurtazione di crediti dalla patente dell'impresa. Alcuni orientamenti dottrinali e alcune proposte in discussione suggeriscono di introdurre meccanismi di coordinamento per evitare effetti sanzionatori cumulativi sproporzionati per le stesse violazioni, pur mantenendo la pienezza di entrambi i sistemi per le violazioni più gravi.
Per quanto riguarda le sanzioni amministrative, il D.Lgs. 81/08 prevede importi fissi per molte fattispecie che risultano ormai molto contenuti rispetto al contesto economico attuale. La proposta di adeguamento all'inflazione mediante indici ISTAT, con revisione periodica, è presente nel dibattito da anni e trova nuovo impulso nel 2026. Parallelamente si discute dell'introduzione di meccanismi sanzionatori proporzionali alla dimensione dell'impresa per alcune categorie di violazioni, sul modello di quanto già previsto in altri ambiti del diritto del lavoro.
Le imprese devono seguire attentamente gli sviluppi del processo legislativo nel corso del 2026, prestando particolare attenzione agli eventuali decreti attuativi e alle circolari applicative che accompagneranno le modifiche normative. In attesa della definizione del quadro riformato, rimane integralmente vigente il sistema sanzionatorio attuale, con tutti gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 e le relative conseguenze penali e amministrative in caso di inadempimento.