Il sistema sanzionatorio del D.Lgs. 81/08 è stato oggetto di significative modifiche nel corso degli anni, con l'obiettivo di rafforzare l'efficacia deterrente della normativa e di adeguare gli importi all'evoluzione del contesto economico e alla gravità delle violazioni.
Le sanzioni penali (arresto e ammenda) si applicano alle violazioni più gravi, tra cui: omessa valutazione dei rischi (art. 17), omessa nomina del RSPP (art. 17), omessa formazione dei lavoratori (art. 37), mancata sorveglianza sanitaria (art. 41), assenza del documento di valutazione dei rischi (DVR). Le ammende, soggette al meccanismo di rivalutazione triennale, possono raggiungere importi superiori a 5.000 euro per le fattispecie più gravi. Le sanzioni penali possono essere estinte attraverso la procedura di prescrizione obbligatoria (D.Lgs. 758/1994), con pagamento di un quarto del massimo dell'ammenda.
Le sanzioni amministrative (art. 301-bis e seguenti) si applicano alle violazioni di natura formale o procedurale e possono essere estinte in sede di accertamento ispettivo. L'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha pubblicato nel 2026 un aggiornamento delle circolari operative sulle modalità di contestazione e oblazione.
Il D.L. 146/2021 ha introdotto nuove fattispecie sanzionatorie legate agli obblighi del preposto: il mancato aggiornamento biennale della formazione aggiuntiva del preposto costituisce autonoma violazione contestabile, con sanzione in capo al datore di lavoro che non ha provveduto a garantire la formazione nei termini. Viene inoltre sanzionata l'omessa formalizzazione scritta dell'incarico di preposto.
Per i cantieri temporanei o mobili, le sanzioni previste dagli artt. 157 e seguenti riguardano committenti, responsabili dei lavori, coordinatori per la sicurezza e datori di lavoro delle imprese esecutrici, con importi distinti per ciascuna figura e per ciascuna violazione. La sospensione dell'attività imprenditoriale (art. 14) rimane la misura più incisiva, applicabile in caso di gravi e reiterate irregolarità o di presenza di lavoratori in nero.
Le imprese sono chiamate a verificare annualmente il proprio profilo di rischio sanzionatorio, aggiornando la valutazione dei rischi, i registri della formazione e la documentazione del sistema di gestione della sicurezza, al fine di ridurre l'esposizione a contestazioni in sede ispettiva.