L'estate 2026 segna un momento importante per l'evoluzione del quadro normativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il disegno di legge in discussione al Parlamento, atteso da anni dagli operatori del settore, raccoglie le istanze emerse dal confronto tra governo, parti sociali e organismi tecnici e punta a colmare alcune lacune del D.Lgs. 81/08 che a quasi vent'anni dalla sua promulgazione mostra segni di invecchiamento rispetto ai nuovi modelli organizzativi e ai rischi emergenti.
Tra le misure più discusse figura l'inasprimento delle sanzioni penali per omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commessi in violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro (artt. 589 e 590 c.p.). La proposta prevede un aumento dei massimi edittali e l'introduzione di circostanze aggravanti specifiche per i datori di lavoro che abbiano reiteratamente violato le norme di prevenzione o che operino in settori ad alto rischio già oggetto di prescrizioni precedenti. L'obiettivo dichiarato è rafforzare l'effetto deterrente della norma penale, spesso percepita come poco incisiva rispetto alla gravità degli eventi.
Una novità di rilievo riguarda l'estensione dell'obbligo di elezione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) alle imprese con meno di 15 dipendenti. Attualmente, in queste realtà la funzione è svolta dal Rappresentante Territoriale (RLST) designato dagli organismi paritetici. La proposta in discussione prevede che anche le microimprese debbano dotarsi di un RLS interno eletto dai lavoratori, con adeguata formazione a carico del datore di lavoro. Questa misura, se approvata, avrebbe un impatto significativo sulle piccole aziende artigiane e commerciali.
Sul fronte della semplificazione e della digitalizzazione, il DDL prevede l'obbligo di redigere il DVR in formato digitale secondo uno schema standardizzato definito dal Ministero del Lavoro, con possibilità di trasmissione telematica all'organo di vigilanza. Analogamente, i registri degli infortuni e delle malattie professionali dovrebbero migrare verso piattaforme digitali integrate con i sistemi INAIL, riducendo gli oneri burocratici per le imprese e migliorando la disponibilità dei dati per le analisi statistiche nazionali.
Il rafforzamento dei poteri dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro è un altro capitolo centrale: si discute dell'introduzione di nuovi strumenti di indagine, dell'aumento del personale ispettivo e della possibilità di accesso ai dati delle piattaforme di lavoro digitale per l'individuazione di situazioni di irregolarità. L'iter parlamentare prevede ancora passaggi in commissione e possibili emendamenti; le stime più ottimistiche indicano l'approvazione definitiva entro il primo semestre 2027, anche se molto dipenderà dal calendario politico.