Il settore bancario e finanziario e quello assicurativo sono tradizionalmente caratterizzati da fattori di rischio psicosociale di rilievo, che la letteratura scientifica e le indagini di settore hanno confermato negli ultimi anni. L'Accordo Europeo sullo Stress Lavoro-Correlato del 2004, recepito in Italia dall'Accordo Interconfederale dell'ottobre 2008, e l'articolo 28 del D.Lgs. 81/08 impongono la valutazione del rischio stress in tutti i luoghi di lavoro, incluso il settore finanziario e assicurativo.
Le principali fonti di stress nel settore bancario includono: i target commerciali con obiettivi di raccolta, cross-selling e budget che i dipendenti percepiscono come eccessivi o soggetti a frequente revisione; la gestione della clientela in difficolta economica, particolarmente nelle fasi di crisi o durante la gestione di crediti deteriorati, che espone i dipendenti a conflitti relazionali intensi; il rischio rapina per il personale degli sportelli fisici, con potenziale esposizione a eventi traumatici che possono sfociare in disturbi post-traumatici da stress; la digitalizzazione continua con aggiornamento obbligatorio delle competenze in tempi molto compressi; e le ristrutturazioni organizzative legate a fusioni bancarie, chiusure di filiali e riduzione del personale.
Nel settore assicurativo, fattori analoghi si sommano alla specificita della rete agenziale. Gli agenti assicurativi operano spesso in una condizione di autonomia formale ma con vincoli stringenti imposti dalla compagnia mandante, una forma di lavoro para-subordinato che genera un peculiare profilo di stress legato alla doppia responsabilita verso i clienti e verso la compagnia e all'instabilita del reddito variabile.
Il metodo INAIL per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato prevede una valutazione preliminare basata su indicatori oggettivi come eventi sentinella, contenuto e contesto del lavoro, e, se necessario, una valutazione approfondita con questionari validati somministrati ai lavoratori. Per i grandi istituti bancari, la valutazione deve essere condotta per gruppi omogenei di lavoratori, poiche le fonti di stress e i livelli di esposizione possono differire significativamente tra personale di sportello, gestori, back office e IT.
Le buone pratiche di gestione del rischio stress nel settore includono: l'implementazione di programmi di Employee Assistance Program (EAP) per il supporto psicologico; la revisione dei sistemi di incentivazione commerciale per ridurre la pressione eccessiva; la formazione dei manager sullo stile di leadership supportivo; la flessibilita oraria e il lavoro agile per migliorare l'equilibrio vita-lavoro; e la predisposizione di sportelli di ascolto interni come strumento di monitoraggio precoce del disagio lavorativo.