Gli asili nido, le sezioni primavera e gli altri servizi educativi per la prima infanzia costituiscono ambienti ad elevato rischio biologico per le lavoratrici e i lavoratori impiegati. La peculiare utenza, bambini tra 0 e 3 anni con sistemi immunitari non ancora pienamente sviluppati, favorisce la circolazione di agenti patogeni di diversa natura: virus respiratori (RSV, influenza, SARS-CoV-2), agenti di gastroenterite (rotavirus, norovirus), varicella, morbillo, rosolia e parotite, nonche batteri responsabili di otiti, faringiti e congiuntiviti.
Il D.Lgs. 81/08, Titolo X (artt. 266-286), disciplina la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione ad agenti biologici. Per le strutture educative che accolgono bambini in eta prescolare, il rischio biologico deve essere specificamente valutato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), con l'identificazione degli agenti biologici presenti o potenzialmente presenti, la loro classificazione nei gruppi di rischio da 1 a 4 ai sensi dell'allegato XLVI del D.Lgs. 81/08 e la descrizione delle misure preventive e protettive adottate.
Nel 2025-2026, vari enti di vigilanza regionali, in particolare alcune ASL del Nord Italia, hanno intensificato i controlli sui DVR degli asili nido, riscontrando frequentemente la mancanza di una valutazione specifica del rischio biologico o la sua trattazione in modo generico e non conforme al Titolo X. Le sanzioni previste per la mancata valutazione del rischio biologico rientrano tra quelle degli artt. 55 e 279 del D.Lgs. 81/08.
Le principali misure di prevenzione che il DVR deve indicare includono: protocolli di igiene delle mani e sanificazione ambientale con prodotti idonei; procedure per la gestione dei casi di malattia infettiva tra i bambini ospiti, inclusa la comunicazione alle famiglie e alle autorita sanitarie competenti; sorveglianza sanitaria del personale, in particolare per le lavoratrici in gravidanza o in allattamento, soggette a protezione specifica ai sensi del D.Lgs. 151/2001; e la promozione delle vaccinazioni raccomandate per il personale, tra cui influenza, varicella, MPR e pertosse.
Il medico competente, ove nominato, deve collaborare con il datore di lavoro alla redazione del protocollo di sorveglianza sanitaria e all'individuazione delle vaccinazioni raccomandate. Le strutture educative devono infine predisporre un piano di emergenza sanitaria per la gestione dei focolai epidemici, definendo procedure di allertamento, comunicazione e collaborazione con il dipartimento di prevenzione della ASL competente. Il responsabile della struttura deve tenere un registro degli episodi infettivi significativi come strumento di monitoraggio dell'efficacia delle misure preventive adottate, aggiornando il DVR ogni qualvolta si verifichino cambiamenti significativi nel profilo di rischio dell'attivita.