La figura dell'RSPP esterno — il professionista che svolge le funzioni di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione per conto di aziende che non dispongono di risorse interne idonee — si trova spesso al centro di procedimenti penali conseguenti a infortuni sul lavoro. L'orientamento della Cassazione Penale, Sezione IV, ha consolidato nel corso degli anni 2025-2026 alcuni principi fondamentali che è necessario conoscere.
Il primo principio riguarda i limiti dell'incarico. L'RSPP non ha poteri decisionali autonomi: non può imporre misure correttive, non ha il potere di spesa, non può assumere lavoratori né sospendere attività produttive. Questi poteri restano in capo al datore di lavoro, che è e rimane il principale garante della sicurezza. Tuttavia, l'RSPP ha precisi obblighi funzionali: identificare e valutare i rischi, proporre misure preventive e protettive, elaborare le procedure di sicurezza, informare i lavoratori sui rischi.
La responsabilità penale dell'RSPP esterno scatta, secondo la giurisprudenza consolidata, quando: (a) abbia omesso di rilevare e segnalare al datore di lavoro situazioni di rischio che avrebbe potuto e dovuto individuare nel corso delle proprie ispezioni; (b) abbia redatto un DVR incompleto, privo della valutazione di rischi specifici che un professionista diligente avrebbe considerato; (c) non abbia aggiornato la valutazione dei rischi al mutare delle condizioni di lavoro o delle attrezzature; (d) abbia fornito indicazioni errate o insufficienti sulle misure di prevenzione da adottare.
La cooperazione colposa è la figura giuridica più frequentemente contestata: l'RSPP e il datore di lavoro concorrono nella causazione dell'evento lesivo, ciascuno per la propria quota di responsabilità. Non vale come esimente il fatto che il datore di lavoro non abbia dato seguito alle segnalazioni dell'RSPP: in tal caso, la responsabilità del datore di lavoro si aggrava, ma non elimina quella dell'RSPP che avrebbe potuto insistere o formalizzare la segnalazione per iscritto.
Dal punto di vista contrattuale e organizzativo, è fondamentale che l'RSPP esterno: formalizzi sempre per iscritto le proprie segnalazioni di rischio; conservi copia delle comunicazioni al datore di lavoro; documenti le proprie visite ispettive con verbali datati e firmati; aggiorni periodicamente il DVR e non si limiti alla redazione iniziale; e definisca contrattualmente con il cliente il perimetro preciso del proprio incarico e le frequenze minime di intervento.
Gli RSPP esterni sono invitati a dotarsi di adeguata copertura assicurativa per la responsabilità civile professionale e a partecipare regolarmente ad attività di aggiornamento professionale per mantenere un livello di competenza adeguato alle evoluzioni normative e tecniche.