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Infortuni nel settore portuale italiano: dati 2025 e misure di prevenzione prioritarie

I porti italiani continuano a registrare elevati indici infortunistici rispetto alla media del settore trasporti. I dati indicativi 2025 evidenziano la prevalenza di infortuni da movimentazione di carichi, scivolamento su superfici bagnate e incidenti con mezzi di movimentazione. Una panoramica sulle misure preventive obbligatorie e sugli adempimenti specifici del comparto.

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Il settore portuale italiano presenta storicamente indici infortunistici significativamente superiori alla media del comparto trasporti e logistica. Le operazioni portuali — imbarco e sbarco di merci, movimentazione di container, operazioni di stivaggio, manutenzione delle banchine e dei mezzi di sollevamento — espongono i lavoratori a una combinazione di rischi particolarmente articolata e spesso soggetta a variabilità ambientale (meteo, visibilità, superfici scivolose).

I dati indicativi relativi al 2025 confermano che le cause più frequenti di infortuni nel settore portuale sono: infortuni da movimentazione manuale e meccanica dei carichi (colpi, schiacciamenti, cadute del carico), scivolamenti e cadute su banchine e passerelle (aggravati da superfici bagnate o oliate), investimenti da parte di mezzi di movimentazione (reach stacker, carrelli elevatori, trattori portuali), cadute dall'alto durante operazioni di stivaggio e accesso alle stive delle navi.

La normativa applicabile al settore portuale si articola su più livelli: il D.Lgs. 81/08 come corpus generale, il D.Lgs. 272/1999 come disciplina specifica per i lavori portuali (che recepisce la Direttiva 92/29/CEE), le circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le disposizioni delle Autorità di Sistema Portuale territorialmente competenti.

Le imprese portuali (terminaliste, imprese di facchinaggio, operatori di manutenzione) devono: predisporre DVR specifici per ogni area operativa, considerando i rischi da interferenza tra le diverse operazioni; garantire la formazione specifica e l'addestramento degli operatori di mezzi di movimentazione ai sensi del D.Lgs. 81/08 e dell'Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012; garantire la sorveglianza sanitaria; dotare il personale di DPI adeguati (scarpe antinfortunistiche, giubbetti ad alta visibilità, casco).

La segnaletica di sicurezza, l'illuminazione delle aree di lavoro notturne e la manutenzione delle superfici di transito sono elementi cruciali che le ispezioni evidenziano frequentemente come carenti.

porti infortuni lavori portuali D.Lgs. 272/1999 movimentazione carichi

Fonti normative

  • D.Lgs. 27 luglio 1999 n. 272 — adeguamento della normativa sulla sicurezza nelle operazioni portuali
  • D.Lgs. 81/08 — Titolo VI movimentazione manuale dei carichi
  • INAIL — dati indicativi settore trasporti e logistica 2025
  • Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 — formazione operatori attrezzature di lavoro

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