La sorveglianza sanitaria dei lavoratori maturi rappresenta un tema di crescente attenzione nel panorama della sicurezza sul lavoro italiano. Con la progressiva evoluzione demografica della forza lavoro e l'innalzamento dell'età pensionabile, i lavoratori over 50 costituiscono una quota sempre più ampia della popolazione attiva, con caratteristiche di rischio specifiche che il medico competente deve saper riconoscere e gestire.
L'art. 41 del D.Lgs. 81/08 prevede che il protocollo sanitario sia definito in funzione dei rischi specifici ai quali il lavoratore è esposto, tenendo anche conto degli indirizzi scientifici più avanzati. Negli ultimi anni, la letteratura medica e le linee di indirizzo delle società scientifiche hanno evidenziato come dopo i 50 anni aumentino significativamente i rischi di patologie muscolo-scheletriche, cardiovascolari e metaboliche che possono interagire negativamente con i rischi occupazionali.
Gli orientamenti emersi nel 2026 indicano che il medico competente dovrebbe considerare, nella definizione del protocollo sanitario per i lavoratori over 50, alcuni indicatori specifici di fragilità: la presenza di patologie croniche (ipertensione, diabete, cardiopatie), l'assenza di diagnosi precoce per malattie professionali latenti, la riduzione della capacità funzionale legata all'invecchiamento e la risposta allo stress termico o fisico.
Per quanto riguarda la frequenza delle visite, pur in assenza di una norma che stabilisca cadenze differenziate per fascia d'età, il medico competente ha facoltà di aumentare la periodicità della sorveglianza sanitaria per i lavoratori a maggiore fragilità, indipendentemente dall'esposizione al rischio specifico. Questa scelta deve essere motivata nel protocollo sanitario e comunicata al datore di lavoro.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda le visite preventive in caso di cambio di mansione: un lavoratore over 50 che cambia ruolo dovrebbe sempre essere sottoposto a una visita preventiva che tenga conto della sua storia clinica pregressa e della nuova esposizione. Il giudizio di idoneità può includere prescrizioni specifiche (limitazioni di peso, esposizione al calore, turni notturni) modulabili nel tempo.
Le aziende con una quota significativa di personale over 50 sono invitate a collaborare con il medico competente per l'elaborazione di programmi di sorveglianza adeguati e per l'introduzione di misure ergonomiche e organizzative che favoriscano il lavoro sostenibile nelle fasce d'età più mature.