Secondo i dati diffusi da Accredia nel rapporto semestrale 2026, le certificazioni ISO 45001 (Sistemi di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro) in Italia hanno raggiunto quota 28.400 certificati attivi, segnando un incremento del 18% rispetto allo stesso periodo del 2025. La crescita più significativa si registra nel segmento delle piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano ormai il 61% del totale certificato, un dato in forte aumento rispetto al 45% rilevato nel 2022.
I driver principali di questa crescita sono molteplici. In primo luogo, il modello OT23 dell'INAIL prevede una riduzione del tasso di premio assicurativo fino al 28% per le imprese che adottano Sistemi di Gestione della Sicurezza conformi alla norma ISO 45001, rendendo l'investimento nella certificazione economicamente conveniente già nel breve periodo. In secondo luogo, i nuovi requisiti di qualificazione SOA per le categorie di lavori pubblici richiedono sempre più spesso la dimostrazione di un SGSL certificato come requisito premiale o obbligatorio nelle gare di appalto.
Un fattore emergente è rappresentato dall'integrazione della performance in materia di salute e sicurezza nei criteri ESG (Environmental, Social, Governance) adottati dagli istituti di credito per la valutazione del merito creditizio delle imprese. Banche e società di leasing applicano condizioni più favorevoli alle aziende in grado di dimostrare un sistema strutturato di gestione dei rischi occupazionali, creando un ulteriore incentivo economico alla certificazione.
Per le PMI che intendono intraprendere il percorso verso la certificazione ISO 45001, gli esperti di 123 Consulenza suggeriscono di partire da una gap analysis rispetto ai requisiti della norma, integrare dove possibile il SGSL con i sistemi di gestione qualità (ISO 9001) e ambiente (ISO 14001) per ridurre i costi di mantenimento, e pianificare il percorso in modo da poter presentare domanda per il modello OT23 INAIL entro il 28 febbraio dell'anno successivo all'implementazione.