La Conferenza Stato-Regioni ha approvato un aggiornamento delle linee operative per la sorveglianza sanitaria audiometrica dei lavoratori esposti a rumore, integrando le disposizioni del D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo II (artt. 187-198) con indicazioni metodologiche aggiornate in base all'evoluzione scientifica e tecnologica del settore.
Sul fronte degli strumenti di misura, il documento richiama gli standard ISO 8253-1 per l'audiometria tonale liminare e fissa requisiti minimi di calibrazione degli audiometri, con obbligo di taratura annuale certificata. L'audiometria deve essere eseguita in cabina silente conforme agli standard di fondo acustico, sia in azienda che presso poliambulatori accreditati.
La periodicità delle visite viene modulata in base al livello di esposizione personale LEX,8h: lavoratori con LEX,8h tra 80 e 85 dB(A) visita ogni 5 anni; lavoratori con LEX,8h tra 85 e 87 dB(A) visita ogni 3 anni; lavoratori con LEX,8h superiore a 87 dB(A) visita annuale.
Per la diagnosi precoce dell'ipoacusia professionale, le linee operative introducono le emissioni otoacustiche (DPOAE — Distortion Product Otoacoustic Emissions) come test di screening complementare all'audiometria tonale, in grado di identificare alterazioni cocleari subcliniche prima che la soglia audiometrica si riduca significativamente.
In caso di peggioramento audiometrico significativo (shift di soglia di 10 dB o più a 4000 Hz), il medico competente è tenuto ad avviare la procedura di segnalazione INAIL per possibile malattia professionale (ipoacusia da rumore), aggiornando la cartella sanitaria e rivedendo le misure di protezione collettiva e individuale in uso.
Il ruolo del medico competente è rafforzato: il documento gli attribuisce la responsabilità di valutare l'idoneità lavorativa con eventuali limitazioni, di partecipare alla valutazione del rischio rumore e di formulare proposte di miglioramento tecnico-organizzativo al datore di lavoro.