Il rumore rappresenta uno dei principali fattori di rischio fisico nei luoghi di lavoro italiani. L'ipoacusia professionale da rumore è storicamente la malattia professionale più riconosciuta dall'INAIL, con migliaia di casi indennizzati ogni anno nei settori manifatturiero, metalmeccanico, edile, estrattivo e dei trasporti. In questo contesto, le nuove linee guida pubblicate dall'INAIL nel 2026 costituiscono un aggiornamento atteso e di significativo valore pratico per professionisti della prevenzione e aziende.
Sul piano metodologico, le linee guida recepiscono le più recenti revisioni delle norme ISO 9612 (misurazione dell'esposizione al rumore in ambiente di lavoro) e IEC 61672 (strumentazione di misura), aggiornando i requisiti per la scelta e la taratura della strumentazione, le strategie di campionamento e le procedure di calcolo dell'incertezza di misura. Viene chiarito il trattamento dei rumori impulsivi e delle esposizioni discontinue o variabili nel corso del turno lavorativo.
Riguardo ai valori limite e ai valori di azione previsti dal D.Lgs. 81/08 (artt. 188-192), le linee guida forniscono schemi pratici per la classificazione dei lavoratori nelle diverse fasce di esposizione e per la programmazione delle misure di prevenzione e protezione: eliminazione o riduzione del rischio alla fonte, misure tecniche e organizzative, DPI uditivi.
Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria, il documento aggiorna i protocolli audiometrici, con indicazioni sulla periodicità degli esami (annuale per i lavoratori esposti tra 80 e 85 dB(A), semestrale sopra 85 dB(A)), sulle tecniche di esame (audiometria tonale liminare, impedenzometria), sui criteri per l'interpretazione degli audiogrammi e sulla redazione del giudizio di idoneità alla mansione specifica.
Le linee guida dedicano uno spazio specifico alla gestione dei lavoratori con ipoacusia già diagnosticata, fornendo indicazioni sul giudizio di idoneità, sulle misure di adattamento della mansione e sull'informazione e la formazione dei lavoratori.
Si raccomanda alle aziende di verificare la coerenza della propria valutazione del rischio rumore con i criteri metodologici aggiornati, aggiornare il DVR ove necessario, rivalutare l'adeguatezza dei DPI uditivi in dotazione (scegliendo tra otoprotettori con caratteristiche SNR adeguate ai livelli di esposizione effettivi) e pianificare gli aggiornamenti del programma di sorveglianza sanitaria in accordo con il medico competente.