I dati pubblicati dall'INAIL nel rapporto annuale sulle malattie professionali confermano per il 2025 un trend in crescita delle denunce, consolidando un fenomeno che si osserva con continuità da diversi anni. L'aumento non è necessariamente indicativo di un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma riflette anche una maggiore consapevolezza da parte dei lavoratori e dei medici competenti riguardo al nesso causale tra esposizione professionale e patologie, nonché un miglioramento delle procedure di segnalazione e riconoscimento.
I settori più colpiti e le principali patologie. I settori con il maggior numero di denunce di malattie professionali si confermano l'edilizia, la metalmeccanica, la ceramica e il settore agricolo. Tra le patologie più denunciate si trovano in testa le malattie dell'apparato muscolo-scheletrico (in particolare ernie del disco, sindrome del tunnel carpale, tendiniti e borsiti), seguite dall'ipoacusia da rumore, dalle pneumoconiosi (silicosi, asbestosi) e dai tumori professionali. Il mesotelioma pleurico, correlato all'esposizione ad amianto, mantiene numeri significativi, sebbene con andamento decrescente per effetto del bando dell'amianto avvenuto nel 1992, la cui latenza si manifesta nei decenni successivi.
Tempi di riconoscimento e novità sulle tabelle. Uno degli aspetti più critici per i lavoratori affetti da malattia professionale riguarda i tempi di riconoscimento da parte dell'INAIL. La procedura di riconoscimento prevede la denuncia da parte del medico (obbligo sancito dal D.P.R. 1124/1965), la valutazione medico-legale dell'INAIL e la liquidazione dell'indennizzo. I tempi medi di definizione delle pratiche si attestano ancora su livelli elevati, sebbene l'ente abbia avviato programmi di digitalizzazione e semplificazione. Il D.M. 9 aprile 2008 ha aggiornato le tabelle delle malattie professionali per l'industria e l'agricoltura, introducendo criteri di riconoscimento per patologie emergenti. Le malattie tabellate godono della presunzione legale di origine professionale, mentre per quelle non tabellate spetta al lavoratore dimostrare il nesso causale.
Il ruolo del medico competente. Il medico competente svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella diagnosi precoce delle malattie professionali. La sorveglianza sanitaria periodica (art. 41 D.Lgs. 81/08) consente di individuare alterazioni precoci della salute correlate all'esposizione professionale, attivando tempestivamente le procedure di denuncia e di adeguamento delle misure di prevenzione. Il medico competente è tenuto a denunciare le malattie professionali di cui viene a conoscenza nell'esercizio della propria attività (art. 139 D.P.R. 1124/1965), pena sanzioni penali. Le nuove tutele introdotte per il 2025 riguardano in particolare il riconoscimento di alcune patologie psichiatriche lavoro-correlate (disturbi dell'adattamento, disturbo da stress post-traumatico in specifiche categorie professionali) e l'estensione delle tutele per i lavoratori esposti a cancerogeni anche nel settore dei servizi.