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Rischio silice libera cristallina nel settore ceramica e vetro: i dati INAIL 2026 e le misure preventive

Il settore della ceramica e del vetro è tra quelli con la maggiore esposizione professionale a silice libera cristallina (SLC), agente cancerogeno di categoria 1A. Il rapporto INAIL 2026 aggiorna i dati epidemiologici sulle malattie professionali correlate e richiama le misure di prevenzione obbligatorie.

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La silice libera cristallina respirabile (SLC) è classificata come cancerogeno del gruppo 1 dalla IARC dal 1997, con specifico riferimento all'esposizione occupazionale. Nel contesto professionale, la SLC è correlata a silicosi — patologia fibrogena polmonare irreversibile —, MPOC (malattia polmonare ostruttiva cronica) e carcinoma polmonare. Il settore ceramico e del vetro figura tra i comparti produttivi a maggiore densità di esposizione a causa dell'utilizzo di materie prime silicee (quarzo, feldspato, caolino, sabbia silicea) nelle fasi di macinazione, miscelazione, pressatura e molatura.

Il rapporto INAIL pubblicato nel primo semestre 2026 sui profili di rischio per settore aggiorna i dati epidemiologici: nel comparto ceramico-vetro risultano attivi circa 8.200 casi di silicosi riconosciuti come malattia professionale, con un'incidenza di nuove diagnosi che, pur in calo rispetto al picco degli anni '90, rimane significativa (circa 180-200 nuovi casi/anno). Emerge inoltre un sottodimensionamento delle patologie correlate alla SLC dovuto ai lunghi periodi di latenza (10-30 anni) e alla difficoltà di attribuzione causale in lavoratori con carriere lavorative plurisettoriali.

Il D.Lgs. 81/2008, Capo II del Titolo IX, disciplina la protezione da agenti cancerogeni e mutageni. Per la SLC, il valore limite di esposizione professionale (VLEP) è fissato dalla Direttiva 2017/164/UE e recepito in Italia a 0,1 mg/m³ come concentrazione media ponderata su 8 ore (TWA). La misurazione dell'esposizione deve avvenire tramite campionamento personale con analisi in diffrazione a raggi X (XRD) o spettroscopia infrarosso (FTIR).

Le misure preventive prioritarie nel settore ceramica e vetro comprendono: la sostituzione o riduzione delle materie prime ad alto contenuto di quarzo libero ove tecnologicamente possibile; l'automazione delle fasi di lavorazione con generazione di polveri (macinazione, caricamento forni, sbavatura); la captazione delle polveri alla fonte mediante aspirazione localizzata; la pulizia degli ambienti con aspiratori dotati di filtri HEPA (assoluto divieto di spazzatura a secco); la fornitura di DPI delle vie respiratorie (FFP3 come protezione ausiliaria, non sostitutiva delle misure collettive).

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti a SLC: il protocollo prevede radiografia del torace e spirometria a cadenza almeno biennale, con follow-up più frequente per gli esposti di lunga data. In caso di diagnosi di silicosi, la sorveglianza deve continuare anche dopo la cessazione dell'esposizione per l'intera vita del lavoratore.

Il Ministero del Lavoro e l'INAIL hanno attivato nel 2025-2026 un piano nazionale di emersione delle malattie professionali da SLC, con formazione degli SPSAL regionali per la diagnosi precoce e la denuncia appropriata delle patologie correlate.

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Fonti normative

  • INAIL — Rapporto profili di rischio settore ceramica-vetro, 2026
  • Direttiva 2017/164/UE — VLEP silice libera cristallina 0,1 mg/m3
  • D.Lgs. 81/2008, Titolo IX Capo II — agenti cancerogeni e mutageni
  • IARC Monograph vol. 68 — Silica, crystalline (Group 1 carcinogen)

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