Il settore delle costruzioni si conferma, nel primo semestre 2026, come uno degli ambiti lavorativi con il più elevato indice di frequenza degli infortuni gravi e mortali in Italia. Il report statistico dell'INAIL, elaborato sulla base dei dati di denuncia degli infortuni pervenuti entro il 30 aprile 2026 relativi al primo trimestre e delle stime provvisorie per il secondo trimestre, fornisce un quadro aggiornato dell'andamento infortunistico nel comparto.
Le cadute dall'alto si confermano la prima causa di morte in cantiere, responsabili di oltre il 40% degli infortuni mortali nel settore. Seguono gli investimenti e gli schiacciamenti da parte di mezzi d'opera (escavatori, autocarri, sollevatori telescopici), i crolli di strutture e ponteggi e le elettrocuzioni da contatto con linee elettriche aeree o impianti in tensione.
L'analisi per dimensione aziendale conferma la maggiore incidenza di infortuni gravi nelle microimprese (1-9 addetti), che nel settore delle costruzioni rappresentano la quota prevalente del tessuto produttivo. Queste realtà spesso dispongono di risorse limitate da dedicare alla sicurezza e alla formazione, e risultano maggiormente esposte alle pressioni dei tempi e dei costi di cantiere.
Un elemento di particolare rilievo è la sovrarappresentazione dei lavoratori stranieri tra le vittime di infortuni mortali: dato che richiama la necessità di rafforzare la formazione e l'informazione in lingua, superando le barriere linguistiche e culturali che possono compromettere la comprensione delle istruzioni di sicurezza.
Il report evidenzia altresì un aumento degli infortuni nelle fasi di montaggio e smontaggio dei ponteggi e nelle operazioni di demolizione, categorie di lavori ad alto rischio che richiedono pianificazione accurata, personale qualificato e sorveglianza continua del preposto.
Le imprese del settore edile sono chiamate a confrontare il proprio andamento infortunistico con i dati medi di settore, utilizzando gli indicatori INAIL come benchmark per l'autovalutazione del proprio sistema di prevenzione. Si raccomanda di verificare l'adeguatezza dei POS (Piani Operativi di Sicurezza), dei PSC (Piani di Sicurezza e Coordinamento), dei programmi di formazione e dei controlli del preposto, e di considerare l'adozione di misure tecniche innovative per la prevenzione delle cadute dall'alto (parapetti provvisori, reti di sicurezza, DPI anticaduta di ultima generazione).