L'estate 2026 si preannuncia particolarmente critica sul fronte del rischio calore, con il Piano Nazionale Caldo del Ministero della Salute che aggiorna le misure di prevenzione per le categorie di lavoratori più esposte.
Il rischio da stress termico, disciplinato dalla valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/2008, impone al datore di lavoro di adottare misure tecniche, organizzative e procedurali. Tra queste: riorganizzazione degli orari (anticipazione al mattino presto o posticipazione serale delle attività outdoor), fornitura di acqua potabile fresca, aree d'ombra e pause frequenti, dotazione di indumenti traspiranti e DPI leggeri, nonché formazione e informazione dei lavoratori sui sintomi del colpo di calore.
L'indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature) è lo strumento di riferimento per la misurazione dello stress termico in ambienti outdoor. Valori superiori a 28°C per lavori pesanti richiedono interventi immediati.
Il settore agricolo, edilizio, della logistica e dei trasporti sono quelli più esposti. I dati INAIL mostrano un incremento degli infortuni correlati al calore nei mesi estivi, con picchi durante le ondate di calore registrate nelle ultime tre stagioni estive in Italia.