<strong>Il rischio da stress termico: normativa di riferimento</strong><br><br>Il rischio da stress termico (sovraccarico termico da caldo) è un rischio fisico rientrante nell'ambito del D.Lgs. 81/2008, art. 181 e seguenti (Titolo VIII, Capo I — agenti fisici). La valutazione di questo rischio deve essere inclusa nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e aggiornata ogni qualvolta intervengano mutamenti significativi nelle condizioni di lavoro.<br><br>Per i lavoratori esposti al sole o in ambienti caldi (cantieri edili, agricoltura, fonderie, lavanderie industriali, cucine professionali), la valutazione deve essere condotta utilizzando indici standardizzati come il WBGT (Wet Bulb Globe Temperature) o, per situazioni più complesse, il metodo PHS (Predicted Heat Strain, EN ISO 7933) o UTCI.<br><br><strong>Obblighi specifici del datore di lavoro nelle giornate di caldo intenso</strong><br><br>Durante le ondate di calore, caratterizzate da temperature che superano i 35°C nelle ore centrali della giornata, il datore di lavoro deve: effettuare la valutazione del rischio termico aggiornata alle condizioni climatiche previste; adottare misure organizzative quali lo spostamento delle attività più gravose nelle ore più fresche della giornata (prima mattina o tardo pomeriggio); prevedere soste fisiologiche aggiuntive all'ombra o in ambienti climatizzati; fornire acqua potabile fresca in prossimità delle postazioni di lavoro.<br><br>Ulteriori misure tecniche comprendono la fornitura di indumenti di lavoro adeguati (chiari, traspiranti, che non intrappolino il calore), la valutazione dell'idoneità sanitaria specifica per i lavoratori con patologie cardiovascolari o che assumono farmaci fotosensibilizzanti, la verifica dei DPI adottati (elmetti ventilati, guanti traspiranti).<br><br><strong>Il ruolo delle casse integrazioni per il caldo: CIGO e CIG in deroga</strong><br><br>In presenza di temperature che rendano oggettivamente pericoloso il proseguimento dell'attività lavorativa in ambiente esterno, il datore di lavoro può ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per causale meteo-climatica, senza che ciò comporti la perdita della retribuzione da parte del lavoratore. La procedura di accesso alla CIGO richiede la comunicazione preventiva all'INPS e alle rappresentanze sindacali.<br><br>Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali aggiorna annualmente le linee guida sul rischio caldo, in coordinamento con il Ministero della Salute e l'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Le aziende possono fare riferimento al Piano Nazionale di Prevenzione degli Effetti del Caldo sulla Salute (Ministero della Salute) per orientare le proprie misure preventive.<br><br><strong>Sorveglianza sanitaria e medico competente</strong><br><br>Il medico competente svolge un ruolo chiave nella gestione del rischio termico estivo. È tenuto a informare i lavoratori sui rischi specifici derivanti dall'esposizione al calore, a identificare i soggetti a maggiore rischio (anziani, soggetti con patologie croniche, lavoratori che assumono certi farmaci), a formulare giudizi di idoneità specifici per le mansioni più esposte.<br><br>Il protocollo sanitario per i lavoratori esposti a caldo deve essere incluso nel DVR e aggiornato prima dell'inizio della stagione estiva. Il medico competente dovrebbe partecipare attivamente alla pianificazione delle misure preventive e alla scelta dei DPI più adeguati.
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008 Titolo VIII Capo I — agenti fisici
- EN ISO 7933 — Predicted Heat Strain (PHS)
- Ministero della Salute — Piano Nazionale Prevenzione Effetti del Caldo
- INPS — Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria causale meteo
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