L'estate 2026 si conferma tra le più calde degli ultimi decenni, con ondate di calore prolungate che interessano i settori delle costruzioni, dell'agricoltura, della logistica e di tutte le attività all'aperto. Il rischio da stress termico da caldo è un rischio da valutare obbligatoriamente nel DVR ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs. 81/2008 e degli standard ISO 7933 (stress termico da caldo) e UNI EN ISO 7243 (WBGT).
Il datore di lavoro è tenuto ad adottare misure tecniche (ombreggiatura, ventilazione, riduzione dei carichi di lavoro nelle ore più calde), organizzative (rotazione dei turni, pause frequenti in aree fresche, spostamento dei lavori pesanti alle ore mattutine) e procedurali (idratazione, monitoraggio dei lavoratori più vulnerabili).
La sorveglianza sanitaria del medico competente assume un ruolo centrale: i lavoratori con patologie cardiovascolari, renali o che assumono farmaci fotosensibilizzanti rientrano nella categoria dei lavoratori particolarmente sensibili ex art. 183 D.Lgs. 81/2008.
L'INAIL e il Ministero della Salute hanno pubblicato linee guida operative per la gestione del rischio caldo nei cantieri edili e nelle attività agricole, raccomandando la sospensione dei lavori all'aperto nelle ore di massima irradiazione solare (12:00-16:00) in presenza di allerta meteo di livello arancione o rosso.