La norma ISO 45003:2021 — che fornisce linee guida per la gestione dei rischi psicosociali nell'ambito dei sistemi di gestione SSL conformi a ISO 45001 — è giunta nel 2026 al proprio quinto anno di applicazione, con un bilancio che evidenzia una crescente adozione anche in Italia, in particolare tra le imprese di medie dimensioni già certificate ISO 45001.
Nel 2026 il comitato tecnico ISO/TC 283 ha pubblicato un documento interpretativo che chiarisce alcuni aspetti applicativi: la distinzione tra fattori di rischio psicosociale (carichi di lavoro eccessivi, conflitti interpersonali, mancanza di autonomia) e le conseguenze sulla salute (burnout, ansia, disturbi muscoloscheletrici aggravati dallo stress); le modalità di partecipazione dei lavoratori alla valutazione dei rischi psicosociali nel rispetto della privacy; e il raccordo con la direttiva UE sui rischi psicosociali in via di recepimento in Italia.
In Italia la metodologia INAIL per la valutazione dello stress lavoro-correlato (aggiornata nel 2026) rimane il riferimento principale per adempiere all'obbligo di cui all'art. 28 del D.Lgs. 81/08, ma le imprese che adottano ISO 45003 possono integrare le due metodologie documentando il raccordo nel SGSL.
I casi pratici più diffusi riguardano: PMI del settore manifatturiero con alta incidenza di assenteismo da stress, aziende del terziario che gestiscono lavoratori in smart working, e cooperative sociali ad alta intensità relazionale. In questi contesti ISO 45003 fornisce un framework strutturato per passare dalla valutazione agli interventi organizzativi preventivi.