L'intelligenza artificiale (AI) sta progressivamente entrando nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, offrendo strumenti che possono supportare — non sostituire — il professionista nella gestione dei rischi. Nel 2026 si registrano le prime applicazioni operative in ambito aziendale italiano.
Nel campo della valutazione dei rischi, alcune piattaforme software utilizzano algoritmi di machine learning per analizzare dati aziendali (tipologia di attività, settore ATECO, numero addetti, storico infortuni, attrezzature presenti) e generare bozze di DVR pre-compilate, che il professionista RSPP deve poi validare e personalizzare. Si tratta di strumenti di supporto alla redazione, non di sostituti della valutazione professionale, che rimane obbligo non delegabile del datore di lavoro ai sensi dell'art. 17 D.Lgs. 81/08.
Nel monitoraggio dei cantieri, sistemi di computer vision applicati a telecamere già installate consentono di rilevare in tempo reale mancato uso di DPI (casco, imbracatura, giubbotto ad alta visibilità), accessi in aree a rischio non autorizzate, posture anomale correlate a rischio ergonomico. I dati raccolti possono alimentare indicatori di performance della sicurezza (KPI) a supporto del coordinatore.
I dispositivi indossabili intelligenti (smart wearable) integrano sensori per il monitoraggio di parametri fisiologici (frequenza cardiaca, temperatura cutanea) e ambientali (gas, rumore, temperatura), con allerta immediata in caso di superamento delle soglie critiche. La loro adozione in ambito lavorativo richiede attenzione al quadro privacy (GDPR, art. 4 Statuto dei Lavoratori) e al coinvolgimento del medico competente nella definizione dei parametri di allerta.
Per la formazione, sistemi di e-learning adattativi modulano i contenuti in base al profilo di rischio del ruolo e al livello di apprendimento del singolo lavoratore, aumentando l'efficacia rispetto ai percorsi standardizzati.