<strong>Il settore agricolo nel quadro degli infortuni italiani</strong><br>L'agricoltura si colloca stabilmente tra i settori ad <strong>alto rischio infortunistico</strong> in Italia. I dati INAIL mostrano che il settore primario registra indici di frequenza e gravità degli infortuni significativamente superiori alla media degli altri comparti produttivi. Nei periodi estivi, la concentrazione di attività quali la raccolta, il trattamento fitosanitario e i lavori di aratura post-raccolta determina un picco degli eventi lesivi. I lavoratori agricoli — siano essi dipendenti di aziende agricole, coltivatori diretti o braccianti stagionali — sono esposti a una pluralità di fattori di rischio che si sommano e interagiscono tra loro.<br><br><strong>Lo stress termico: il rischio invisibile dell'estate</strong><br>Le elevate temperature estive, in particolare nelle regioni del Centro-Sud dove si concentrano le grandi colture intensive, espongono i lavoratori agricoli a un rischio di <strong>stress da calore</strong> (heat stress) che può evolvere verso l'esaurimento da calore (<em>heat exhaustion</em>) o, nei casi più gravi, verso il colpo di calore (<em>heat stroke</em>), potenzialmente letale. Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi, incluso quello microclimatico, e di adottare misure preventive adeguate: turni di lavoro nelle ore più fresche della giornata, pause regolari in ambienti ombreggiati o climatizzati, disponibilità di acqua fresca e sali minerali, sorveglianza sanitaria con visita del medico competente per i lavoratori più esposti. L'INAIL ha pubblicato specifici strumenti valutativi per il rischio da calore nei lavori all'aperto, sulla base degli indici WBGT (Wet Bulb Globe Temperature).<br><br><strong>Le macchine agricole: principale causa di infortuni gravi</strong><br>Il <strong>ribaltamento del trattore</strong> rimane la prima causa di infortuni mortali in agricoltura, responsabile di quasi un terzo dei decessi nel settore. Le cause sono molteplici: terreni in pendenza, manovre in prossimità di scarpate, veicoli privi di struttura di protezione contro il ribaltamento (ROPS) o con ROPS non omologate. Il D.Lgs. 81/08 (art. 70 e ss.) impone l'uso di macchine conformi alla marcatura CE e il divieto di utilizzo di attrezzature che non garantiscano livelli di sicurezza adeguati. Altre cause rilevanti di infortuni sono gli organi di presa in movimento (prese di forza, alberi cardanici), le macchine per la raccolta (trebbiatrici, vendemmiatrici meccaniche) e i sistemi di irrorazione. La formazione specifica sull'uso in sicurezza di trattori e macchine agricole è disciplinata dall'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012.<br><br><strong>Lavoratori stranieri: vulnerabilità e sovrappresentazione negli infortuni</strong><br>I <strong>lavoratori stranieri</strong> — in gran parte assunti come braccianti stagionali nelle campagne italiane — presentano un'incidenza di infortuni sproporzionata rispetto al loro peso numerico nella forza lavoro agricola. L'INAIL ha documentato questo fenomeno nei propri report annuali, identificando come fattori di rischio aggiuntivi: la barriera linguistica (che limita la comprensione delle istruzioni di sicurezza), la mancata formazione preventiva, condizioni abitative e di trasporto degradate, e la maggiore propensione ad accettare condizioni di lavoro rischiose per timore di perdere l'occupazione. Il fenomeno del <em>caporalato</em>, pur contrastato dall'art. 603-bis c.p., continua a esporre i lavoratori stagionali a situazioni di sfruttamento e a rischi per la sicurezza.<br><br><strong>Obblighi del datore di lavoro nel settore agricolo</strong><br>Il datore di lavoro agricolo è tenuto agli stessi obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 per gli altri settori, con alcune specificità. Il <strong>Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)</strong> deve includere la valutazione del rischio da calore, dei rischi delle macchine agricole, del rischio chimico da fitosanitari e del rischio biologico. La <strong>sorveglianza sanitaria</strong> è obbligatoria per i lavoratori esposti a pesticidi, agenti biologici, rischio da calore significativo e per gli addetti a mansioni specifiche. Il datore di lavoro deve inoltre garantire la formazione e l'informazione in una lingua comprensibile ai lavoratori stranieri, predisponendo materiale informativo multilingue. La designazione del preposto e la sua formazione aggiuntiva biennale (ex art. 19 D.Lgs. 81/08) rappresentano un presidio fondamentale per il controllo dei rischi in campo.
Fonti normative
- INAIL – Rapporto annuale 2025: infortuni nel settore agricolo
- D.Lgs. 81/2008 – Art. 70-73 (Attrezzature di lavoro) e Titolo VIII (Agenti fisici)
- Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 – Formazione uso attrezzature di lavoro
- Art. 603-bis c.p. – Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro
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