L'INAIL ha diffuso i dati provvisori sugli infortuni nel settore alimentare e della ristorazione relativi al primo semestre 2026, aggiornati attraverso il portale Open Data dell'Istituto. I dati offrono un quadro articolato per tipologia di attività (produzione alimentare industriale, ristorazione commerciale, ristorazione collettiva, catering) e per gravità dell'evento infortunistico.
I tassi di frequenza nel settore mostrano un lieve miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, con una riduzione degli infortuni complessivi nel comparto industriale della produzione alimentare, attribuibile in parte agli investimenti in automazione e ai meccanismi incentivanti dell'INAIL (OT23 e ISI). Il settore della ristorazione commerciale — che include bar, ristoranti, pizzerie e take-away — registra invece una sostanziale stabilità, con gli scivolamenti e le cadute su pavimento ancora al primo posto tra le cause di infortunio, seguiti dai tagli e dalle ustioni.
Le principali cause di infortunio nel settore alimentare e della ristorazione confermate dai dati del primo semestre 2026 sono: scivolamenti su superfici bagnate o unte (prevalenti nelle cucine e nelle aree di lavaggio), tagli con utensili da taglio e attrezzature per la lavorazione degli alimenti, ustioni e scottature da liquidi caldi e superfici ad alta temperatura, movimentazione manuale di carichi (cassette, contenitori, attrezzature), infortuni da utilizzo di macchinari da cucina (affettatrici, impastatrici, tritacarne).
Il confronto con il 2025 evidenzia una riduzione degli infortuni gravi nel segmento della produzione alimentare industriale, dove l'introduzione di sistemi di sicurezza attivi sulle linee di produzione ha contribuito a ridurre gli eventi più severi. Nella ristorazione collettiva (mense scolastiche, aziendali e ospedaliere) si registra un aumento delle denunce per patologie muscolo-scheletriche, in particolare lombalgie da movimentazione prolungata.
I dati INAIL sono consultabili attraverso il portale Open Data dell'Istituto e costituiscono un riferimento essenziale per la valutazione del rischio settoriale. Le imprese del comparto sono invitate a confrontare la propria sinistrosità con i benchmark di settore e a pianificare interventi mirati sulle cause di infortunio più frequenti, valorizzando le misure adottate attraverso il modello OT23.