Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza
formazione

Aggiornamento quinquennale RSPP 2026: obblighi, contenuti e scadenze

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è tenuto ad aggiornare la propria formazione con periodicità quinquennale. L'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 disciplina ore, contenuti e modalità di erogazione. Ecco cosa deve fare un RSPP nel 2026 per mantenere la propria abilitazione.

· Redazione 123 Consulenza

<strong>Il ruolo dell'RSPP e il fondamento dell'obbligo formativo</strong><br>Il <strong>Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)</strong> è la figura che il datore di lavoro designa per coordinare le attività del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), ai sensi dell'art. 17 e dell'art. 32 del <strong>D.Lgs. 81/2008</strong>. L'RSPP non può essere il datore di lavoro in tutte le situazioni (esistono limiti dimensionali e settoriali per l'autopresidio), ma può essere un dipendente interno o un professionista esterno. Il suo percorso formativo — disciplinato dall'<strong>Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016</strong> (Rep. 128/CSR) — si articola in tre macro-aree (A, B, C) con durata variabile in funzione del macrosettore ATECO e del livello di rischio dell'attività, e richiede un aggiornamento periodico quinquennale per mantenere l'abilitazione alla funzione.<br><br><strong>Frequenza e ore di aggiornamento per livello di rischio</strong><br>L'Accordo Stato-Regioni del 7 luglio 2016 prevede che l'aggiornamento quinquennale dell'RSPP abbia la seguente durata minima, in funzione del livello di rischio del macrosettore in cui opera:<br>- <strong>Rischio basso</strong> (macrosettore 1 — es. commercio, uffici, turismo): <strong>14 ore</strong> nel quinquennio<br>- <strong>Rischio medio</strong> (macrosettori 2, 3, 4, 5, 6, 7 — es. sanità, trasporti, chimica, tessile, legno, carta): <strong>20 ore</strong> nel quinquennio<br>- <strong>Rischio alto</strong> (macrosettori 8, 9 — es. edilizia, industria estrattiva, agricoltura, pesca): <strong>28 ore</strong> nel quinquennio<br>Le ore di aggiornamento possono essere distribuite liberamente nell'arco del quinquennio, purché il totale sia raggiunto entro la scadenza. L'Accordo del 2025, che ha riformato la formazione obbligatoria, ha confermato l'impianto quinquennale per l'RSPP, apportando aggiustamenti ai contenuti minimi.<br><br><strong>Contenuti minimi dell'aggiornamento</strong><br>L'aggiornamento quinquennale deve trattare tematiche pertinenti all'evoluzione normativa, tecnica e scientifica in materia di salute e sicurezza sul lavoro. I contenuti minimi indicati dall'Accordo 2016 comprendono: aggiornamenti legislativi e giurisprudenziali (nuove norme, decreti, sentenze significative in materia di sicurezza); evoluzione dei rischi emergenti (stress lavoro-correlato, rischi da agenti chimici nuovi, rischi digitali e da intelligenza artificiale); tecniche e strumenti per la valutazione dei rischi (DVR, DUVRI, valutazione rischio chimico, biologico, fisico); sistemi di gestione della sicurezza (ISO 45001, Linee Guida UNI-INAIL); approfondimenti su specifici rischi del settore di riferimento. I corsi di aggiornamento devono essere erogati da soggetti formatori accreditati.<br><br><strong>E-learning vs. formazione in aula</strong><br>L'Accordo Stato-Regioni del 2016, integrato dalle successive disposizioni, ammette la modalità e-learning (FAD asincrona) per l'aggiornamento dell'RSPP, con alcune condizioni: la piattaforma deve garantire l'identificazione del discente, il tracciamento della fruizione dei moduli e la verifica finale di apprendimento. L'Accordo Stato-Regioni del 2025 ha ulteriormente precisato le condizioni per la FAD asincrona, ammettendola per la totalità delle ore di aggiornamento dell'RSPP per il rischio basso, e fino al 50% delle ore per il rischio medio e alto (la restante parte deve svolgersi in presenza o in videoconferenza sincrona). La distinzione è importante per le aziende che organizzano l'aggiornamento dei propri RSPP interni.<br><br><strong>Sanzioni per RSPP non aggiornato</strong><br>Il mancato aggiornamento quinquennale dell'RSPP non è sanzionato direttamente con una norma penale specifica, tuttavia comporta conseguenze rilevanti. Un RSPP privo dell'aggiornamento formativo non soddisfa i requisiti di legge per svolgere la funzione: il datore di lavoro che lo mantenga in tale ruolo viola l'art. 32 D.Lgs. 81/08 (che prevede i requisiti professionali dell'RSPP), con le relative sanzioni penali e amministrative a suo carico. Sul piano della responsabilità civile e penale in caso di infortuni, la mancata formazione dell'RSPP può essere valorizzata dal giudice come elemento di colpa organizzativa. L'RSPP esterno che non aggiorna la propria formazione, inoltre, perde la credenziale professionale che lo abilita a svolgere l'incarico.<br><br><strong>Come calcolare la scadenza del quinquennio</strong><br>Il quinquennio decorre dalla data di completamento del corso di formazione iniziale (moduli A + B + C) o, per chi era già RSPP prima dell'entrata in vigore dell'Accordo 2016, dalla data dell'ultimo aggiornamento effettuato. Le aziende devono tenere un registro della formazione di tutti i soggetti con ruoli nel SPP, aggiornato con date di frequenza e attestati. In caso di ispezione dell'INL o dell'ASL, la verifica della formazione dell'RSPP è uno dei controlli sistematicamente effettuati.

RSPP aggiornamento formazione Accordo Stato-Regioni

Fonti normative

  • Accordo Stato-Regioni 7 luglio 2016 Rep. 128/CSR – Formazione RSPP e ASPP
  • D.Lgs. 81/2008 – Art. 32 (Capacità e requisiti professionali degli addetti e dei responsabili del servizio di prevenzione e protezione)
  • Accordo Stato-Regioni Rep. 78/CSR del 17/04/2025 – Aggiornamenti formazione sicurezza

Articoli correlati

Tutti gli articoli

Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.