La formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro, disciplinata dagli artt. 36 e 37 del D.Lgs. 81/08 e dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, non specifica la lingua in cui deve essere erogata. Tuttavia, la giurisprudenza e la prassi ispettiva dell'INL hanno chiarito che la formazione è valida solo se il lavoratore ha effettivamente compreso i contenuti: la mera partecipazione formale a un corso erogato in una lingua non compresa dal lavoratore non soddisfa l'obbligo normativo.
Le sentenze della Cassazione in materia di infortuni sul lavoro hanno ripetutamente affermato che il datore di lavoro non può invocare la formazione impartita come esimente della propria responsabilità qualora non sia in grado di dimostrare che il lavoratore straniero ha effettivamente compreso le istruzioni ricevute. L'onere della prova della effettiva comprensione ricade sul datore di lavoro, che deve documentare le misure adottate per superare la barriera linguistica.
Le soluzioni pratiche adottate dalle imprese con forza lavoro multiculturale includono: erogazione della formazione con affiancamento di un mediatore linguistico o di un lavoratore esperto che funge da interprete; predisposizione di materiale formativo tradotto nelle lingue prevalenti tra i lavoratori (rumeno, arabo, cinese, bengalese le più diffuse nei settori agricoltura, edilizia e manifattura); utilizzo di strumenti multimediali con sottotitoli e audio in lingua; verifica dell'apprendimento attraverso test con domande in lingua madre del lavoratore; aggiornamento annuale delle schede di rischio mansione tradotte in più lingue.
L'obbligo di formazione comprensibile in lingua si estende anche all'informazione sui rischi ai sensi dell'art. 36 del D.Lgs. 81/08 e alle istruzioni operative per l'uso delle attrezzature. Le imprese che operano in settori con alta incidenza di lavoratori stranieri (agricoltura, edilizia, ristorazione, logistica) sono invitate a dotarsi di un piano di comunicazione della sicurezza multilingue, da aggiornare periodicamente in funzione della composizione effettiva della forza lavoro.