La formaldeide è il fissativo più usato in anatomia patologica, istologia, sale settorie e medicina legale, di solito come formalina tamponata al 10%. È anche uno degli agenti cancerogeni più diffusi negli ambienti sanitari.
Classificazione
Con il Regolamento (UE) n. 605/2014, applicato dal 1° gennaio 2016, la formaldeide è classificata cancerogena di categoria 1B (H350, può provocare il cancro) e mutagena di categoria 2 (H341). La IARC la classifica nel Gruppo 1, cancerogeno per l'uomo. Da quella classificazione deriva l'applicazione del Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/2008 (agenti cancerogeni e mutageni), oltre alle regole generali sugli agenti chimici.
Valori limite di esposizione
La Direttiva (UE) 2019/983 ha fissato per la formaldeide un valore limite di 0,37 mg/m³ (0,3 ppm) come media ponderata su otto ore e un limite per brevi esposizioni di 0,74 mg/m³ (0,6 ppm) su 15 minuti, con l'annotazione di sensibilizzazione cutanea. Per i settori sanitario, funerario e dell'imbalsamazione la direttiva ha consentito un valore transitorio di 0,62 mg/m³ (0,5 ppm) fino all'11 luglio 2024: da quella data vale anche in questi settori il limite di 0,3 ppm. In Italia i valori sono stati recepiti nell'Allegato XLIII del D.Lgs. 81/2008 con il decreto interministeriale dell'11 febbraio 2021.
Il rispetto del valore limite non esaurisce l'obbligo: per un cancerogeno l'esposizione va ridotta al livello più basso tecnicamente possibile (art. 235).
Dove si concentra l'esposizione
Le punte di esposizione si verificano durante l'apertura dei contenitori, il riempimento con formalina, il campionamento macroscopico dei pezzi operatori, lo smaltimento dei liquidi e la gestione degli spandimenti. Anche i contenitori lasciati aperti sui banchi e le vasche di raccolta contribuiscono al fondo ambientale.
Misure da adottare
- Sostituire o ridurre: valutare contenitori preriempiti e sigillati, sistemi chiusi di dispensazione e, dove clinicamente accettabile, fissativi alternativi.
- Aspirare alla fonte: banchi di campionamento con aspirazione localizzata, cappe chimiche per i travasi, armadi aspirati per lo stoccaggio.
- Organizzare: contenitori chiusi quando non in uso, procedura e kit per gli spandimenti, accesso limitato ai locali.
- Proteggere: guanti idonei (per esempio in nitrile di spessore adeguato, secondo la scheda di sicurezza), occhiali o visiera, camice impermeabile; protezione delle vie respiratorie con filtri adatti alla formaldeide quando le misure tecniche non bastano o in caso di emergenza.
Misurazioni, sorveglianza e registro
La valutazione deve basarsi su misurazioni dell'esposizione, ripetute periodicamente e dopo ogni modifica di impianti o procedure, con campionamenti personali sulle otto ore e campionamenti brevi nelle fasi a picco. I lavoratori esposti sono sottoposti a sorveglianza sanitaria (art. 242) e iscritti nel registro degli esposti (art. 243), la cui copia va trasmessa all'INAIL secondo le modalità previste.
Errori frequenti
- Misurare solo la media su otto ore e non le punte durante il campionamento macroscopico.
- Affidare la protezione alle sole mascherine chirurgiche, che non trattengono i vapori.
- Non verificare periodicamente l'efficienza dell'aspirazione dei banchi.
- Non aggiornare la valutazione quando cresce il numero di campioni trattati.
Cosa fare in pratica
Verifica che il DVR riporti misurazioni recenti confrontate con 0,3 ppm e 0,6 ppm, controlla l'efficienza delle aspirazioni, aggiorna procedure di travaso e spandimento e allinea con il medico competente l'elenco degli esposti.