La Direttiva (UE) 2022/431 del Parlamento Europeo e del Consiglio ha modificato la Direttiva 2004/37/CE relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro. Il provvedimento introduce o abbassa i valori limite di esposizione occupazionale (OEL) per un'ampia lista di sostanze, tra cui idrocarburi policiclici aromatici (IPA), composti del nichel, benzene e formaldeide, allineando la normativa europea alle più recenti evidenze scientifiche dell'ECHA e del SCOEL.
Per le imprese italiane, il recepimento della direttiva impone una revisione sistematica del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) con particolare attenzione ai capitoli dedicati al rischio chimico e cancerogeno. Laddove le misurazioni ambientali mostrino concentrazioni prossime o superiori ai nuovi OEL, il datore di lavoro è tenuto ad adottare misure tecniche di riduzione alla fonte (sostituzione della sostanza, confinamento del processo, ventilazione localizzata) e, solo in via residuale, dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie adeguati alla classe di rischio.
La sorveglianza sanitaria assume un ruolo ancora più centrale nel nuovo quadro normativo: il medico competente deve essere coinvolto nella definizione dei protocolli di controllo biologico dell'esposizione (BEI) e nella valutazione dell'efficacia delle misure preventive. Per alcune sostanze, come il cromo esavalente e i composti del cadmio, vengono introdotti requisiti di monitoraggio biologico specifici con periodicità ridotta rispetto al passato.
Le aziende che operano in settori tradizionalmente esposti — metallurgia, chimica, lavorazione del legno, gommaplastica, industria conciaria — devono avviare con urgenza una gap analysis rispetto ai nuovi limiti, coinvolgendo igienisti industriali accreditati per le misurazioni e aggiornando i registri degli esposti ai sensi dell'art. 243 del D.Lgs. 81/08. Le sanzioni previste per il mancato rispetto degli OEL sono significative e possono comportare la sospensione dell'attività lavorativa nei reparti interessati.