L'art. 25-septies del D.Lgs. 231/2001, introdotto dalla Legge 3 agosto 2007 n. 123, prevede sanzioni pecuniarie fino a 1.500 quote e sanzioni interdittive per l'ente in caso di omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse da apicali o sottoposti nell'interesse o a vantaggio dell'ente, in violazione delle norme di salute e sicurezza sul lavoro. Il Modello Organizzativo e Gestionale (MOG 231) idoneo consente all'ente di escludere la propria responsabilità, a condizione che l'illecito sia stato commesso eludendo fraudolentemente i presidi organizzativi adottati.
Nel 2026 si registra indicativamente un aumento delle PMI italiane che adottano modelli organizzativi 231 semplificati, spinto da diversi fattori: le richieste provenienti dalla supply chain delle grandi committenti, i requisiti del rating di legalità e le condizioni di accesso a bandi e finanziamenti pubblici che richiedono la conformità 231. Questo trend è confermato dagli operatori del settore, anche se dati aggregati certificati non sono ancora disponibili.
L'Organismo di Vigilanza (OdV), componente essenziale del MOG 231, deve prevedere un flusso informativo specifico per i near miss, gli infortuni mancati e gli incidenti senza inabilità: la mancata segnalazione all'OdV di questi eventi, anche quando non configurano violazioni formali, è considerata dalla giurisprudenza un segnale di inadeguatezza del sistema di controllo interno.
L'integrazione tra il MOG 231 e un sistema di gestione della sicurezza conforme alla norma ISO 45001:2018 è oggi considerata l'approccio condiviso più efficace, poiché evita duplicazioni documentali e assicura coerenza tra la governance della sicurezza e il sistema di controllo della responsabilità dell'ente. Le Linee Guida di Confindustria per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo aggiornate nel 2021 costituiscono il riferimento tecnico più autorevole per le imprese.