L'impiego di tecnologie immersive — realtà virtuale (VR) e realtà aumentata (AR) — nella formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro è in forte crescita, ma fino al 2026 privo di un quadro normativo specifico.
Il decreto sicurezza digitale 2026 (in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale al momento di questo articolo) fissa per la prima volta i criteri che i moduli formativi in VR devono soddisfare per essere riconosciuti validi ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025: registrazione delle interazioni dell'utente, verifica dell'apprendimento integrata nell'esperienza immersiva, requisiti minimi di fedeltà degli scenari simulati rispetto ai rischi reali.
Sono esclusi dalla piena equiparazione i moduli esclusivamente esperienziali senza valutazione finale, che potranno essere contabilizzati come ore integrative ma non sostitutive delle ore obbligatorie. La sorveglianza sanitaria preventiva sull'uso prolungato di visori è raccomandata ma non ancora obbligatoria.
Le imprese che già utilizzano soluzioni VR devono verificare la conformità dei propri fornitori ai nuovi requisiti entro la data di entrata in vigore del decreto. I consulenti SSL sono chiamati ad aggiornare i piani formativi aziendali per sfruttare le nuove opportunità tecnologiche nel rispetto del quadro normativo.