Il settore delle strutture ricettive extralberghiere, in particolare i Bed & Breakfast e le locazioni turistiche brevi, ha registrato una crescita esponenziale in Italia negli ultimi anni, complice la diffusione delle piattaforme di prenotazione online. Accanto alle opportunità economiche, questa crescita porta con sé la necessità di rispettare un quadro normativo che riguarda la sicurezza antincendio, la tutela dei lavoratori e, nei casi in cui viene servita la colazione, le norme igienico-sanitarie di derivazione europea.
Il riferimento normativo principale per la prevenzione incendi nelle strutture ricettive è storicamente il D.M. 9 aprile 1994, che disciplina le strutture alberghiere con più di 25 posti letto. Tuttavia, con l'introduzione del Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015 e successivi aggiornamenti) e del D.P.R. 59/2021, il quadro si è arricchito di ulteriori riferimenti. Il DPR 59/2021 ha semplificato le procedure per alcune attività soggette a controllo, ma non ha eliminato gli obblighi sostanziali di prevenzione incendi, che rimangono in capo al gestore della struttura. I B&B con meno di 25 posti letto non sono soggetti al D.M. 9 aprile 1994, ma devono comunque rispettare le norme generali di sicurezza antincendio, incluse la presenza di estintori funzionanti, la segnaletica di emergenza, la disponibilità di vie di esodo agibili e, nelle strutture di maggiori dimensioni, un sistema di rilevazione fumi. Le norme regionali variano significativamente da regione a regione e devono essere verificate caso per caso.
Per quanto riguarda il D.Lgs. 81/08, l'obbligo di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) scatta non appena il gestore del B&B assume anche un solo dipendente, indipendentemente dall'orario di lavoro o dalla tipologia contrattuale. Il DVR deve comprendere la valutazione di tutti i rischi presenti nella struttura: rischio da scivolamento (pavimenti bagnati nelle aree comuni e nelle camere), rischio chimico (prodotti per la pulizia), rischio da movimentazione manuale dei carichi (cambio biancheria, trasloco bagagli) e rischio biologico (contatto con biancheria sporca). La nomina del medico competente e la sorveglianza sanitaria sono obbligatorie solo se i rischi identificati lo richiedono, ma il gestore deve essere in grado di documentare la propria valutazione al riguardo.
L'HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è obbligatorio per tutti i gestori di B&B che servono la colazione agli ospiti, anche in forma semplice (croissant, marmellate, caffè). Il Regolamento CE 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari si applica a qualsiasi operatore del settore alimentare, indipendentemente dalle dimensioni dell'attività. Il piano HACCP per un B&B di piccole dimensioni può essere semplificato rispetto a quello di un grande hotel, ma deve comunque identificare i pericoli biologici, chimici e fisici associati alla manipolazione degli alimenti, definire le procedure di controllo e documentare le verifiche periodiche. La formazione del personale in materia di igiene alimentare è un obbligo esplicito del Regolamento CE 852/2004.
Le norme regionali in materia di strutture ricettive extralberghiere aggiungono ulteriori requisiti che possono differire significativamente da una regione all'altra: alcune regioni richiedono requisiti strutturali specifici per i B&B (numero minimo di bagni, dimensioni delle camere), altre impongono obblighi di segnalazione alle autorità locali in caso di ospiti stranieri. Il gestore di un B&B deve quindi verificare la normativa regionale applicabile alla propria struttura, oltre a quella nazionale. Supportiamo la gestione di questi adempimenti con un'analisi specifica che tenga conto del contesto normativo locale e delle caratteristiche individuali della struttura.