La quarta direttiva europea che modifica la Direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici sul lavoro ha introdotto nuovi valori limite di esposizione professionale (VLEP) per un gruppo di sostanze di rilevante impatto industriale. Il recepimento nell'ordinamento italiano, avvenuto nel 2026, aggiorna l'Allegato XXXVIII del D.Lgs. 81/08 con i nuovi valori vincolanti.
Tra le sostanze con VLEP aggiornato figurano: il cadmio e i suoi composti (abbassamento significativo del limite precedente), il nichel e i composti insolubili del nichel (riduzione del VLEP per tener conto della classificazione come cancerogeno di categoria 1A), le polveri di legno duro (valore limite di 2 mg/m³, già previsto dalla direttiva cancerogeni ma ora esteso anche alla normativa sugli agenti chimici pericolosi), il formaldeide e alcuni solventi organici.
Le aziende che utilizzano queste sostanze nei processi produttivi devono obbligatoriamente: rivedere e aggiornare il documento di valutazione dei rischi (DVR) con i nuovi valori di riferimento; verificare se i livelli di esposizione attuale dei propri lavoratori siano ancora conformi ai nuovi e più restrittivi VLEP; implementare eventuali misure tecniche, organizzative o procedurali aggiuntive qualora i risultati della sorveglianza ambientale mostrino superamenti o avvicinamenti ai nuovi limiti; aggiornare il programma di sorveglianza sanitaria concordato con il medico competente.
La scadenza per l'adeguamento delle misure preventive e protettive varia in base alla singola sostanza: alcune prevedono un periodo transitorio di 24 mesi per consentire alle imprese gli investimenti necessari in impianti di aspirazione e controllo. I datori di lavoro sono invitati a verificare prontamente la situazione della propria azienda, partendo da una mappatura delle sostanze chimiche presenti che possano essere interessate dalle modifiche.