Il crescente numero di infortuni che coinvolge i lavoratori delle piattaforme digitali — rider delle consegne a domicilio, driver per il trasporto passeggeri, operatori dei servizi di logistica dell'ultimo miglio — ha spinto la Conferenza Stato-Regioni ad adottare un accordo specifico che definisce gli obblighi formativi in materia di salute e sicurezza per questa categoria di lavoratori.
L'accordo prevede un percorso formativo minimo di 4 ore, erogabile anche in modalità e-learning asincrona, strutturato in moduli dedicati a: rischi specifici della circolazione stradale in contesti urbani, utilizzo corretto del casco e degli altri DPI previsti dal Codice della Strada, ergonomia del trasporto di carichi con bicicletta o scooter, gestione dello stress da lavoro correlato e dei ritmi imposti dagli algoritmi di assegnazione delle consegne. È previsto un aggiornamento biennale di 2 ore.
Sotto il profilo della responsabilità, l'accordo chiarisce che l'obbligo formativo grava sulle piattaforme digitali in qualità di committenti o datori di lavoro a seconda della qualificazione del rapporto (etero-organizzato ex art. 2 D.Lgs. 81/2015 o subordinato a tutti gli effetti). Le piattaforme che non adempiono all'obbligo formativo rischiano sanzioni amministrative ai sensi dell'art. 37, c. 4-bis del D.Lgs. 81/08, con possibile applicazione della misura cautelare della sospensione dell'attività imprenditoriale in caso di recidiva.
L'accordo recepisce le indicazioni del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 e degli orientamenti europei sulla sicurezza nel lavoro atipico, colmando un vuoto normativo che aveva a lungo lasciato i lavoratori delle piattaforme privi di tutele equivalenti a quelle riconosciute ai lavoratori tradizionali. Le associazioni di categoria delle piattaforme digitali hanno 90 giorni di tempo dall'entrata in vigore dell'accordo per adeguare i propri sistemi di formazione.