Le tipografie, litografie e le aziende dell'industria della stampa (codici ATECO 18.11, 18.12, 18.13, 18.14) operano in un contesto in cui convivono molteplici fattori di rischio: agenti chimici pericolosi presenti negli inchiostri e nei solventi, macchinari rumorosi e con organi in movimento, elevato carico di incendio dovuto alla carta e ai liquidi infiammabili, nonché rischi ergonomici legati alla movimentazione manuale delle risme. Il D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di valutare tutti questi rischi nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e di adottare le misure di prevenzione e protezione adeguate. Questa guida illustra gli obblighi principali e le criticità più ricorrenti in fase ispettiva.
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I rischi specifici del settore tipografico
Il profilo di rischio di una tipografia si distingue da quello di un generico capannone manifatturiero per la compresenza di agenti chimici, fisici e di sicurezza che richiedono una valutazione integrata. Di seguito i principali fattori di rischio da considerare nel DVR.
Rischio chimico: inchiostri, solventi e VOC
Gli inchiostri da stampa — in particolare quelli a base solvente per flessografia e rotocalco — contengono composti organici volatili (VOC) e, in alcuni prodotti più datati, alcol isopropilico (IPA) utilizzato come umidificante nelle presse offset. La valutazione del rischio chimico deve essere condotta ai sensi del Titolo IX, Capo I, del D.Lgs. 81/08 (artt. 221-232), tenendo conto delle Schede di Dati di Sicurezza (SDS) di ogni prodotto utilizzato e dei valori limite di esposizione professionale (VLEP) fissati dal D.Lgs. 81/08 e dagli aggiornamenti europei.
In presenza di sostanze classificate come cancerogene o mutagene (ad esempio alcuni pigmenti o solventi clorurati residuali in cicli di pulizia) si applica il Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/08 con obblighi aggiuntivi di sostituzione, confinamento e monitoraggio biologico. Il datore di lavoro è tenuto ad aggiornare la sezione chimica del DVR ogni volta che cambia il formulato utilizzato o il processo produttivo.
Rischio rumore: presse rotative, cesoie e risme
Le macchine da stampa — specialmente le presse rotative offset e da bobina — sono tra le sorgenti di rumore più significative nel settore manifatturiero, con livelli di pressione sonora che variano tipicamente tra 85 e 100 dB(A) nelle postazioni di conduzione. La valutazione del rischio rumore è obbligatoria ai sensi del Titolo VIII, Capo II, del D.Lgs. 81/08 (artt. 180-200), con la distinzione tra i tre livelli di azione:
- Livello inferiore di azione: LEX,8h = 80 dB(A) — obbligo di informazione e formazione; messa a disposizione di DPI uditivi su richiesta.
- Livello superiore di azione: LEX,8h = 85 dB(A) — obbligo di adottare un programma di misure tecniche e organizzative; sorveglianza sanitaria; uso obbligatorio dei DPI uditivi.
- Valore limite di esposizione: LEX,8h = 87 dB(A)— non superabile tenendo conto dell'attenuazione fornita dai DPI; in caso di superamento il datore di lavoro deve intervenire immediatamente.
Anche le cesoie per carta, i piegatrici e le rilegatrici possono generare picchi di pressione sonora elevati. La mappatura acustica dei reparti produttivi è il punto di partenza per dimensionare correttamente le misure di bonifica fonometrica (pannelli fonoassorbenti, cabinature, rotazione dei turni).
Rischio incendio: carta, solventi e depositi
Le tipografie presentano un carico di incendio elevato per la combinazione di grandi quantità di carta (materiale combustibile solido) e di solventi infiammabili utilizzati per la pulizia delle presse e dei calamai. La valutazione del rischio incendio è disciplinata dal D.M. 3 settembre 2021 (Codice di prevenzione incendi) e dai precedenti D.M. del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco applicabili al deposito di materiale cartaceo e di liquidi infiammabili.
Le aziende con depositi di carta superiori a determinati quantitativi o con stoccaggio di solventi infiammabili sono soggette al rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) da parte del Comando VV.F. competente per territorio. La periodicità di rinnovo e i requisiti strutturali (compartimentazioni, vie di fuga, impianti di rivelazione e spegnimento) devono essere verificati caso per caso in funzione delle attività in elenco (D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151).
Rischi ergonomici: movimentazione manuale dei carichi
La movimentazione manuale delle risme di carta — una risma standard da 500 fogli in formato A4 pesa circa 2,5 kg, ma le risme per stampa offset in grandi formati possono superare i 10-15 kg — e il carico e scarico dei bancali di carta sono operazioni quotidiane nei reparti pre-stampa e di magazzino. La valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC) segue le indicazioni del Titolo VI del D.Lgs. 81/08 (artt. 167-171) e dei metodi di valutazione standardizzati (NIOSH per il sollevamento, OCRA per i movimenti ripetitivi degli arti superiori nelle operazioni di rilegatoria e imballaggio).
Le misure di prevenzione includono l'uso di transpallet, carrelli elevatori e ausili meccanici per la movimentazione dei bancali, la formazione degli addetti alle tecniche corrette di sollevamento e la rotazione delle mansioni nei reparti a rischio più elevato.
Radiazioni ottiche artificiali: lampade UV-curing
Le presse moderne dotate di sistemi di essiccazione UV (UV-curing)utilizzano lampade ad alta intensità che emettono radiazioni ultraviolette nella banda UV-C, UV-B e UV-A. L'esposizione non protetta può causare cheratite attiniche (fotocheratite) e danni cutanei. La valutazione del rischio da radiazioni ottiche artificiali (ROA) è obbligatoria ai sensi del Titolo VIII, Capo V, del D.Lgs. 81/08(artt. 213-218), con riferimento ai valori limite fissati dalla Direttiva 2006/25/CE. I sistemi UV-curing devono essere dotati di schermature integrali certificate e di blocchi di sicurezza che impediscano l'esposizione accidentale durante la manutenzione.
Obblighi DVR per il settore stampa (ATECO 18.11-18.14)
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)è obbligatorio per qualsiasi tipografia con almeno un lavoratore dipendente ai sensi dell'art. 17 D.Lgs. 81/08. Il DVR nel settore stampa deve includere, come sezioni minime:
- Anagrafica aziendale e ciclo produttivo — descrizione di tutte le fasi del processo (pre-stampa, stampa, post-stampa, legatoria, spedizione) con identificazione dei codici ATECO specifici (18.11 stampa di giornali; 18.12 altra stampa; 18.13 servizi pre-stampa e pre-media; 18.14 legatoria e servizi connessi).
- Sezione rischio chimico — inventario di tutti i prodotti chimici utilizzati con relative SDS, calcolo del rischio secondo la procedura prevista dal D.Lgs. 81/08 (o metodo INRS/Movarisch), misure di prevenzione e protezione adottate.
- Sezione rischio rumore — report di misura fonometrica per reparto e mansione, classificazione dei lavoratori nei livelli di azione, piano di bonifica.
- Sezione incendio — valutazione del rischio incendio con classificazione dei luoghi (basso, medio, elevato) secondo il D.M. 3 settembre 2021 e verifiche periodiche.
- Sezione MMC e posture — valutazione NIOSH/OCRA per le mansioni a rischio, misure di riduzione.
- Sezione ROA — valutazione per impianti UV-curing, misure di schermatura e DPI specifici.
- Sezione macchine e sicurezza impiantistica — verifiche di conformità delle presse, cesoie e piegatrici alla Direttiva Macchine 2006/42/CE (D.Lgs. 17/2010) e alle norme tecniche applicabili; registro delle verifiche periodiche.
Il DVR deve essere aggiornato ogni volta che mutano le condizioni che hanno dato origine alla valutazione (nuovi macchinari, nuovi prodotti chimici, modifiche al layout produttivo, superamento delle soglie di esposizione rilevate durante il monitoraggio). Supportiamo la gestione documentale e formativa per la redazione e l'aggiornamento periodico del DVR.
Formazione obbligatoria dei lavoratori
La formazione è uno degli obblighi più verificati in fase ispettiva. Per il settore tipografico valgono le seguenti regole:
Formazione generale e specifica
Ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (e successive revisioni), tutti i lavoratori devono completare:
- Formazione generale (4 ore) — concetti base di sicurezza, diritti e doveri dei lavoratori, organizzazione della prevenzione.
- Formazione specifica — per il settore manifatturiero (cui appartengono le tipografie) il rischio è classificato come medio o alto in funzione del reparto: 8 ore per rischio medio, 12 ore per rischio alto. Il reparto di stampa con presse rotative, solventi e rumore sopra 85 dB(A) ricade tipicamente nel rischio alto.
Formazione per rischi specifici
- Rischio chimico— formazione specifica ai sensi dell'art. 228 D.Lgs. 81/08, con focus su lettura delle SDS, modalità di utilizzo sicuro, gestione degli sversamenti e dei rifiuti pericolosi.
- Addetti antincendio — formazione per addetti al servizio antincendio (6 ore per rischio medio, 16 ore per rischio elevato) ai sensi del D.M. 2 settembre 2021.
- Addetti al primo soccorso — formazione per addetti al primo soccorso (12 ore per aziende in Gruppo B/C) ai sensi del D.M. 388/2003.
- Preposti — formazione aggiuntiva da 8 ore per i preposti, con aggiornamento biennale da 6 ore, ai sensi della Legge 215/2021 (che ha modificato il D.Lgs. 81/08).
- RSPP/ASPP interni— percorso formativo specifico (corso A + B + C) ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni, con aggiornamenti quinquennali.
Sorveglianza sanitaria: obblighi e periodicità
Nelle tipografie la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti ai rischi che superano i livelli di azione previsti dalla normativa. Il medico competentedeve essere nominato e deve effettuare le visite mediche periodiche e la valutazione dell'idoneità alla mansione specifica.
Principali cause di obbligo di sorveglianza sanitaria
- Esposizione al rumore sopra 85 dB(A) — sorveglianza sanitaria obbligatoria per tutti i lavoratori classificati nel livello superiore di azione, con periodicità annuale o biennale in funzione del livello di esposizione e dello stato di salute del lavoratore (art. 196 D.Lgs. 81/08).
- Rischio chimico— sorveglianza obbligatoria quando la valutazione del rischio non conclude per rischio irrilevante per la salute (art. 229 D.Lgs. 81/08); il protocollo sanitario è definito dal medico competente in funzione delle sostanze presenti (monitoraggio biologico dell'esposizione a solventi organici specifici se necessario).
- Movimentazione manuale dei carichi — il medico competente può prescrivere sorveglianza sanitaria per i lavoratori addetti a mansioni con rischio MMC significativo, con particolare attenzione a patologie muscolo-scheletriche preesistenti.
- Agenti cancerogeni e mutageni— obbligo di sorveglianza sanitaria specifica, con iscrizione al registro degli esposti e notifica all'organo di vigilanza (INAIL, ASL/SPRESAL) ai sensi degli artt. 243-245 D.Lgs. 81/08.
Il medico competente redige il protocollo di sorveglianza sanitaria, lo allega al DVR e aggiorna il giudizio di idoneità alla mansione specifica per ogni lavoratore. In caso di inidoneità parziale o totale, il datore di lavoro è tenuto a individuare una mansione alternativa compatibile.
DPI specifici per tipografie e industria della stampa
La scelta e la fornitura dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) devono essere basate sulla valutazione dei rischi e documentate nel DVR. Per il settore tipografico i DPI più frequentemente necessari sono:
- Protezione delle vie respiratorie— maschere semifacciali con filtri combinati A2P2 (vapori organici e particolato) per i lavoratori addetti alla pulizia delle presse con solventi e per gli addetti ai reparti con emissioni di VOC significative. In ambienti con concentrazioni molto elevate o operazioni di breve durata con alta concentrazione si valuta l'uso di maschere a pieno facciale o autorespiratori.
- Protezione delle mani — guanti in nitrile o neoprene resistenti ai solventi organici (verificare la resistenza chimica per ogni solvente specifico in base alla norma EN 374); guanti antitaglio per gli addetti alle cesoie e alle rilegatrici con lame.
- Protezione uditiva— cuffie antirumore o inserti auricolari con SNR adeguato all'esposizione del reparto; la scelta del DPI uditivo deve garantire che il livello sonoro effettivo all'orecchio sia inferiore a 85 dB(A). Nei reparti con LEX superiore a 95 dB(A) si valuta la doppia protezione (inserti + cuffie).
- Protezione degli occhi— occhiali di sicurezza con protezione laterale per gli addetti alla pulizia con solventi e per le operazioni vicino agli impianti UV-curing; visiera facciale in caso di rischio di proiezione di liquidi. Per le operazioni di manutenzione sugli impianti UV è obbligatorio l'uso di occhiali specifici filtranti le radiazioni UV.
- Calzature di sicurezza — scarpe antinfortunistiche S2 o S3 con puntale in acciaio o composito per tutti gli addetti ai reparti produttivi, data la presenza di bancali di carta e macchinari pesanti.
- Indumenti da lavoro — abbigliamento protettivo che limiti il contatto della cute con inchiostri e solventi; in presenza di sostanze classificate cancerogene, tute monouso impermeabili nelle operazioni a rischio elevato.
Il datore di lavoro è tenuto a mantenere i DPI in efficienza, sostituirli quando deteriorati e formare i lavoratori al loro corretto utilizzo e alla manutenzione. Il registro delle consegne dei DPI deve essere conservato e aggiornato.
Gestione dei rifiuti pericolosi nel settore stampa
Le tipografie producono una varietà di rifiuti pericolosiche devono essere gestiti nel rispetto del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell'Ambiente) e della normativa sui rifiuti pericolosi. I principali flussi di rifiuto pericoloso nel settore includono:
- Inchiostri esauriti e fondi di calamai — classificati come rifiuti pericolosi (codici CER 08.03.12* e 08.03.17*) in ragione della presenza di solventi organici e pigmenti classificati; devono essere depositati temporaneamente in contenitori chiusi e idonei, con etichettatura corretta, e smaltiti tramite trasportatori e impianti autorizzati.
- Solventi di pulizia esausti— i prodotti utilizzati per la pulizia delle presse (alcol, idrocarburi alifatici, esteri) diventano rifiuti pericolosi (CER 14.06.03* e CER 14.06.05*) dopo l'uso; il deposito temporaneo deve avvenire in recipienti ermetici lontani da fonti di calore e in aree ventilate, nel rispetto dei limiti temporali e quantitativi del deposito temporaneo previsti dall'art. 183 D.Lgs. 152/2006.
- Lastre offset e CTP (Computer To Plate) — le lastre in alluminio o poliestere possono essere rifiuti non pericolosi se non contaminate da sostanze chimiche, ma le soluzioni di sviluppo delle lastre CTP (alcaline o a base di gommatura) richiedono una valutazione specifica della pericolosità in funzione della composizione chimica.
- Contenitori vuoti contaminati — i fusti e i contenitori che hanno contenuto inchiostri o solventi pericolosi sono classificati come rifiuti pericolosi (CER 15.01.10*) e non possono essere smaltiti come rifiuti ordinari o riutilizzati per altri scopi.
- Acque di lavaggio contaminate — le acque provenienti dal lavaggio delle presse o dei rulli contaminate da inchiostri e solventi non possono essere scaricate in fognatura senza previo trattamento; è necessario verificare le autorizzazioni allo scarico previste dal D.Lgs. 152/2006.
La tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi(RENTRI dal 2024, che ha sostituito il registro cartaceo tradizionale) e la compilazione dei formulari di trasporto sono obblighi formali la cui omissione espone l'azienda a sanzioni significative. Supportiamo la gestione documentale per l'adempimento degli obblighi ambientali connessi ai rifiuti prodotti nel ciclo di stampa.
CPI e prevenzione incendi nelle tipografie
Le attività tipografiche possono rientrare nell'elenco delle attività soggette al controllo di prevenzione incendi ai sensi del D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151. In particolare, sono soggette a CPI le seguenti attività correlate:
- Depositi di carta e archivi con superficie superiore ai limiti indicati nell'Allegato I al D.P.R. 151/2011 (attività n. 43).
- Depositi di liquidi infiammabili (solventi per pulizia presse) sopra determinate soglie quantitative (attività n. 12 e seguenti in funzione della classe di infiammabilità e della quantità stoccata).
Indipendentemente dall'obbligo di CPI, tutte le tipografie sono tenute a effettuare la valutazione del rischio incendio e a predisporre il Piano di Emergenza ed Evacuazione, le prove periodiche di evacuazione (almeno annuali), la manutenzione degli impianti di rilevazione e spegnimento, la segnaletica di sicurezza e la formazione degli addetti alla squadra antincendio. Tiho aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla specifica attività in relazione alle superfici, alle quantità di materiali presenti e alla configurazione degli spazi.
Sanzioni e ispezioni: cosa verificano gli ispettori
Il settore tipografico e della stampa è soggetto alle ispezioni degli organi di vigilanza (ASL/SPRESAL, Ispettorato del Lavoro, Comando VV.F.). Le violazioni più frequentemente riscontrate e le relative sanzioni ai sensi del D.Lgs. 81/08 includono:
- Mancata redazione o inadeguatezza del DVR — arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.457 a 4.914 euro a carico del datore di lavoro (art. 55, co. 1 D.Lgs. 81/08); in caso di gravi inadeguatezze nella sezione rischio chimico o rumore, le sanzioni si cumulano.
- Mancata nomina del medico competente quando obbligatoria — arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro.
- Omessa formazione dei lavoratori — arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per il datore di lavoro e per il dirigente.
- Mancata fornitura di DPI o DPI non idonei — sanzione amministrativa da 547 a 1.971 euro; in caso di DPI per agenti chimici cancerogeni mancanti, la sanzione è più elevata.
- Violazioni in materia di rifiuti pericolosi — sanzioni ai sensi del D.Lgs. 152/2006, con ammende che possono raggiungere importi rilevanti in caso di abbandono di rifiuti pericolosi o omessa tenuta dei registri RENTRI.
- Mancato CPI o attività non conforme alle prescrizioni— sanzioni ai sensi del D.P.R. 151/2011 e possibile sospensione dell'attività nei casi più gravi.
In caso di incidente sul lavoro o di malattia professionale (ipoacusia da rumore, dermatite da contatto con solventi, patologie muscolo-scheletriche), le omissioni nella valutazione dei rischi e nelle misure preventive possono comportare conseguenze penali a carico del datore di lavoro ai sensi degli artt. 589 e 590 del Codice Penale (lesioni o omicidio colposo con violazione delle norme antinfortunistiche). Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a supportare la gestione documentale e formativa per ridurre l'esposizione a tali rischi.
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Domande frequentiFAQ
Il DVR è obbligatorio anche per una piccola tipografia con 3 dipendenti?
Quali solventi sono più pericolosi nelle tipografie offset e come si gestisce il rischio chimico?
Come si gestiscono i rifiuti di inchiostri e solventi in una tipografia? Quali sono gli obblighi RENTRI?
Quando una tipografia ha bisogno del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) e come si ottiene?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro
- D.Lgs. 81/08, Titolo IX, Capo I — Protezione da agenti chimici pericolosi (artt. 221-232)
- D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo II — Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore (artt. 180-200)
- D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo V — Protezione dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali (artt. 213-218)
- D.Lgs. 81/08, Titolo VI — Movimentazione manuale dei carichi (artt. 167-171)
- D.Lgs. 17 gennaio 2010, n. 17 — Direttiva Macchine 2006/42/CE
- D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151 — Regolamento di prevenzione incendi
- D.M. 3 settembre 2021 — Codice di prevenzione incendi
- D.M. 2 settembre 2021 — Criteri per la formazione degli addetti antincendio
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — Codice dell'Ambiente (gestione rifiuti pericolosi)
- Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione dei lavoratori, preposti e dirigenti
- Legge 17 dicembre 2021, n. 215 — Obbligo di formazione aggiuntiva per preposti
- D.M. 388/2003 — Organizzazione del primo soccorso aziendale
- Direttiva 2006/25/CE — Esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da radiazioni ottiche artificiali
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