Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza

Sicurezza nelle Tipografie e nell'Industria della Stampa 2026

Obblighi di sicurezza sul lavoro per tipografie, litografie, serigrafia e industria editoriale: valutazione dei rischi chimici da inchiostri e solventi, rumore, incendio, movimentazione manuale dei carichi, DPI specifici e gestione rifiuti pericolosi. Riferimenti normativi aggiornati al 2026.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Le tipografie, litografie e le aziende dell'industria della stampa (codici ATECO 18.11, 18.12, 18.13, 18.14) operano in un contesto in cui convivono molteplici fattori di rischio: agenti chimici pericolosi presenti negli inchiostri e nei solventi, macchinari rumorosi e con organi in movimento, elevato carico di incendio dovuto alla carta e ai liquidi infiammabili, nonché rischi ergonomici legati alla movimentazione manuale delle risme. Il D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di valutare tutti questi rischi nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e di adottare le misure di prevenzione e protezione adeguate. Questa guida illustra gli obblighi principali e le criticità più ricorrenti in fase ispettiva.

Contenuti revisionati da consulenti tecnici

Verificati da professionisti del settore

Copertura nazionale con consulenti sul territorio

Presenti in tutta Italia

Fonti normative tracciate e aggiornate

Riferimenti sempre verificabili

Documenti adattati alla tua attività

Personalizzati sul caso specifico

I rischi specifici del settore tipografico

Il profilo di rischio di una tipografia si distingue da quello di un generico capannone manifatturiero per la compresenza di agenti chimici, fisici e di sicurezza che richiedono una valutazione integrata. Di seguito i principali fattori di rischio da considerare nel DVR.

Rischio chimico: inchiostri, solventi e VOC

Gli inchiostri da stampa — in particolare quelli a base solvente per flessografia e rotocalco — contengono composti organici volatili (VOC) e, in alcuni prodotti più datati, alcol isopropilico (IPA) utilizzato come umidificante nelle presse offset. La valutazione del rischio chimico deve essere condotta ai sensi del Titolo IX, Capo I, del D.Lgs. 81/08 (artt. 221-232), tenendo conto delle Schede di Dati di Sicurezza (SDS) di ogni prodotto utilizzato e dei valori limite di esposizione professionale (VLEP) fissati dal D.Lgs. 81/08 e dagli aggiornamenti europei.

In presenza di sostanze classificate come cancerogene o mutagene (ad esempio alcuni pigmenti o solventi clorurati residuali in cicli di pulizia) si applica il Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/08 con obblighi aggiuntivi di sostituzione, confinamento e monitoraggio biologico. Il datore di lavoro è tenuto ad aggiornare la sezione chimica del DVR ogni volta che cambia il formulato utilizzato o il processo produttivo.

Rischio rumore: presse rotative, cesoie e risme

Le macchine da stampa — specialmente le presse rotative offset e da bobina — sono tra le sorgenti di rumore più significative nel settore manifatturiero, con livelli di pressione sonora che variano tipicamente tra 85 e 100 dB(A) nelle postazioni di conduzione. La valutazione del rischio rumore è obbligatoria ai sensi del Titolo VIII, Capo II, del D.Lgs. 81/08 (artt. 180-200), con la distinzione tra i tre livelli di azione:

  • Livello inferiore di azione: LEX,8h = 80 dB(A) — obbligo di informazione e formazione; messa a disposizione di DPI uditivi su richiesta.
  • Livello superiore di azione: LEX,8h = 85 dB(A) — obbligo di adottare un programma di misure tecniche e organizzative; sorveglianza sanitaria; uso obbligatorio dei DPI uditivi.
  • Valore limite di esposizione: LEX,8h = 87 dB(A)— non superabile tenendo conto dell'attenuazione fornita dai DPI; in caso di superamento il datore di lavoro deve intervenire immediatamente.

Anche le cesoie per carta, i piegatrici e le rilegatrici possono generare picchi di pressione sonora elevati. La mappatura acustica dei reparti produttivi è il punto di partenza per dimensionare correttamente le misure di bonifica fonometrica (pannelli fonoassorbenti, cabinature, rotazione dei turni).

Rischio incendio: carta, solventi e depositi

Le tipografie presentano un carico di incendio elevato per la combinazione di grandi quantità di carta (materiale combustibile solido) e di solventi infiammabili utilizzati per la pulizia delle presse e dei calamai. La valutazione del rischio incendio è disciplinata dal D.M. 3 settembre 2021 (Codice di prevenzione incendi) e dai precedenti D.M. del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco applicabili al deposito di materiale cartaceo e di liquidi infiammabili.

Le aziende con depositi di carta superiori a determinati quantitativi o con stoccaggio di solventi infiammabili sono soggette al rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) da parte del Comando VV.F. competente per territorio. La periodicità di rinnovo e i requisiti strutturali (compartimentazioni, vie di fuga, impianti di rivelazione e spegnimento) devono essere verificati caso per caso in funzione delle attività in elenco (D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151).

Rischi ergonomici: movimentazione manuale dei carichi

La movimentazione manuale delle risme di carta — una risma standard da 500 fogli in formato A4 pesa circa 2,5 kg, ma le risme per stampa offset in grandi formati possono superare i 10-15 kg — e il carico e scarico dei bancali di carta sono operazioni quotidiane nei reparti pre-stampa e di magazzino. La valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (MMC) segue le indicazioni del Titolo VI del D.Lgs. 81/08 (artt. 167-171) e dei metodi di valutazione standardizzati (NIOSH per il sollevamento, OCRA per i movimenti ripetitivi degli arti superiori nelle operazioni di rilegatoria e imballaggio).

Le misure di prevenzione includono l'uso di transpallet, carrelli elevatori e ausili meccanici per la movimentazione dei bancali, la formazione degli addetti alle tecniche corrette di sollevamento e la rotazione delle mansioni nei reparti a rischio più elevato.

Radiazioni ottiche artificiali: lampade UV-curing

Le presse moderne dotate di sistemi di essiccazione UV (UV-curing)utilizzano lampade ad alta intensità che emettono radiazioni ultraviolette nella banda UV-C, UV-B e UV-A. L'esposizione non protetta può causare cheratite attiniche (fotocheratite) e danni cutanei. La valutazione del rischio da radiazioni ottiche artificiali (ROA) è obbligatoria ai sensi del Titolo VIII, Capo V, del D.Lgs. 81/08(artt. 213-218), con riferimento ai valori limite fissati dalla Direttiva 2006/25/CE. I sistemi UV-curing devono essere dotati di schermature integrali certificate e di blocchi di sicurezza che impediscano l'esposizione accidentale durante la manutenzione.

Obblighi DVR per il settore stampa (ATECO 18.11-18.14)

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)è obbligatorio per qualsiasi tipografia con almeno un lavoratore dipendente ai sensi dell'art. 17 D.Lgs. 81/08. Il DVR nel settore stampa deve includere, come sezioni minime:

  • Anagrafica aziendale e ciclo produttivo — descrizione di tutte le fasi del processo (pre-stampa, stampa, post-stampa, legatoria, spedizione) con identificazione dei codici ATECO specifici (18.11 stampa di giornali; 18.12 altra stampa; 18.13 servizi pre-stampa e pre-media; 18.14 legatoria e servizi connessi).
  • Sezione rischio chimico — inventario di tutti i prodotti chimici utilizzati con relative SDS, calcolo del rischio secondo la procedura prevista dal D.Lgs. 81/08 (o metodo INRS/Movarisch), misure di prevenzione e protezione adottate.
  • Sezione rischio rumore — report di misura fonometrica per reparto e mansione, classificazione dei lavoratori nei livelli di azione, piano di bonifica.
  • Sezione incendio — valutazione del rischio incendio con classificazione dei luoghi (basso, medio, elevato) secondo il D.M. 3 settembre 2021 e verifiche periodiche.
  • Sezione MMC e posture — valutazione NIOSH/OCRA per le mansioni a rischio, misure di riduzione.
  • Sezione ROA — valutazione per impianti UV-curing, misure di schermatura e DPI specifici.
  • Sezione macchine e sicurezza impiantistica — verifiche di conformità delle presse, cesoie e piegatrici alla Direttiva Macchine 2006/42/CE (D.Lgs. 17/2010) e alle norme tecniche applicabili; registro delle verifiche periodiche.

Il DVR deve essere aggiornato ogni volta che mutano le condizioni che hanno dato origine alla valutazione (nuovi macchinari, nuovi prodotti chimici, modifiche al layout produttivo, superamento delle soglie di esposizione rilevate durante il monitoraggio). Supportiamo la gestione documentale e formativa per la redazione e l'aggiornamento periodico del DVR.

Formazione obbligatoria dei lavoratori

La formazione è uno degli obblighi più verificati in fase ispettiva. Per il settore tipografico valgono le seguenti regole:

Formazione generale e specifica

Ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (e successive revisioni), tutti i lavoratori devono completare:

  • Formazione generale (4 ore) — concetti base di sicurezza, diritti e doveri dei lavoratori, organizzazione della prevenzione.
  • Formazione specifica — per il settore manifatturiero (cui appartengono le tipografie) il rischio è classificato come medio o alto in funzione del reparto: 8 ore per rischio medio, 12 ore per rischio alto. Il reparto di stampa con presse rotative, solventi e rumore sopra 85 dB(A) ricade tipicamente nel rischio alto.

Formazione per rischi specifici

  • Rischio chimico— formazione specifica ai sensi dell'art. 228 D.Lgs. 81/08, con focus su lettura delle SDS, modalità di utilizzo sicuro, gestione degli sversamenti e dei rifiuti pericolosi.
  • Addetti antincendio — formazione per addetti al servizio antincendio (6 ore per rischio medio, 16 ore per rischio elevato) ai sensi del D.M. 2 settembre 2021.
  • Addetti al primo soccorso — formazione per addetti al primo soccorso (12 ore per aziende in Gruppo B/C) ai sensi del D.M. 388/2003.
  • Preposti — formazione aggiuntiva da 8 ore per i preposti, con aggiornamento biennale da 6 ore, ai sensi della Legge 215/2021 (che ha modificato il D.Lgs. 81/08).
  • RSPP/ASPP interni— percorso formativo specifico (corso A + B + C) ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni, con aggiornamenti quinquennali.

Sorveglianza sanitaria: obblighi e periodicità

Nelle tipografie la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti ai rischi che superano i livelli di azione previsti dalla normativa. Il medico competentedeve essere nominato e deve effettuare le visite mediche periodiche e la valutazione dell'idoneità alla mansione specifica.

Principali cause di obbligo di sorveglianza sanitaria

  • Esposizione al rumore sopra 85 dB(A) — sorveglianza sanitaria obbligatoria per tutti i lavoratori classificati nel livello superiore di azione, con periodicità annuale o biennale in funzione del livello di esposizione e dello stato di salute del lavoratore (art. 196 D.Lgs. 81/08).
  • Rischio chimico— sorveglianza obbligatoria quando la valutazione del rischio non conclude per rischio irrilevante per la salute (art. 229 D.Lgs. 81/08); il protocollo sanitario è definito dal medico competente in funzione delle sostanze presenti (monitoraggio biologico dell'esposizione a solventi organici specifici se necessario).
  • Movimentazione manuale dei carichi — il medico competente può prescrivere sorveglianza sanitaria per i lavoratori addetti a mansioni con rischio MMC significativo, con particolare attenzione a patologie muscolo-scheletriche preesistenti.
  • Agenti cancerogeni e mutageni— obbligo di sorveglianza sanitaria specifica, con iscrizione al registro degli esposti e notifica all'organo di vigilanza (INAIL, ASL/SPRESAL) ai sensi degli artt. 243-245 D.Lgs. 81/08.

Il medico competente redige il protocollo di sorveglianza sanitaria, lo allega al DVR e aggiorna il giudizio di idoneità alla mansione specifica per ogni lavoratore. In caso di inidoneità parziale o totale, il datore di lavoro è tenuto a individuare una mansione alternativa compatibile.

DPI specifici per tipografie e industria della stampa

La scelta e la fornitura dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) devono essere basate sulla valutazione dei rischi e documentate nel DVR. Per il settore tipografico i DPI più frequentemente necessari sono:

  • Protezione delle vie respiratorie— maschere semifacciali con filtri combinati A2P2 (vapori organici e particolato) per i lavoratori addetti alla pulizia delle presse con solventi e per gli addetti ai reparti con emissioni di VOC significative. In ambienti con concentrazioni molto elevate o operazioni di breve durata con alta concentrazione si valuta l'uso di maschere a pieno facciale o autorespiratori.
  • Protezione delle mani — guanti in nitrile o neoprene resistenti ai solventi organici (verificare la resistenza chimica per ogni solvente specifico in base alla norma EN 374); guanti antitaglio per gli addetti alle cesoie e alle rilegatrici con lame.
  • Protezione uditiva— cuffie antirumore o inserti auricolari con SNR adeguato all'esposizione del reparto; la scelta del DPI uditivo deve garantire che il livello sonoro effettivo all'orecchio sia inferiore a 85 dB(A). Nei reparti con LEX superiore a 95 dB(A) si valuta la doppia protezione (inserti + cuffie).
  • Protezione degli occhi— occhiali di sicurezza con protezione laterale per gli addetti alla pulizia con solventi e per le operazioni vicino agli impianti UV-curing; visiera facciale in caso di rischio di proiezione di liquidi. Per le operazioni di manutenzione sugli impianti UV è obbligatorio l'uso di occhiali specifici filtranti le radiazioni UV.
  • Calzature di sicurezza — scarpe antinfortunistiche S2 o S3 con puntale in acciaio o composito per tutti gli addetti ai reparti produttivi, data la presenza di bancali di carta e macchinari pesanti.
  • Indumenti da lavoro — abbigliamento protettivo che limiti il contatto della cute con inchiostri e solventi; in presenza di sostanze classificate cancerogene, tute monouso impermeabili nelle operazioni a rischio elevato.

Il datore di lavoro è tenuto a mantenere i DPI in efficienza, sostituirli quando deteriorati e formare i lavoratori al loro corretto utilizzo e alla manutenzione. Il registro delle consegne dei DPI deve essere conservato e aggiornato.

Gestione dei rifiuti pericolosi nel settore stampa

Le tipografie producono una varietà di rifiuti pericolosiche devono essere gestiti nel rispetto del D.Lgs. 152/2006 (Codice dell'Ambiente) e della normativa sui rifiuti pericolosi. I principali flussi di rifiuto pericoloso nel settore includono:

  • Inchiostri esauriti e fondi di calamai — classificati come rifiuti pericolosi (codici CER 08.03.12* e 08.03.17*) in ragione della presenza di solventi organici e pigmenti classificati; devono essere depositati temporaneamente in contenitori chiusi e idonei, con etichettatura corretta, e smaltiti tramite trasportatori e impianti autorizzati.
  • Solventi di pulizia esausti— i prodotti utilizzati per la pulizia delle presse (alcol, idrocarburi alifatici, esteri) diventano rifiuti pericolosi (CER 14.06.03* e CER 14.06.05*) dopo l'uso; il deposito temporaneo deve avvenire in recipienti ermetici lontani da fonti di calore e in aree ventilate, nel rispetto dei limiti temporali e quantitativi del deposito temporaneo previsti dall'art. 183 D.Lgs. 152/2006.
  • Lastre offset e CTP (Computer To Plate) — le lastre in alluminio o poliestere possono essere rifiuti non pericolosi se non contaminate da sostanze chimiche, ma le soluzioni di sviluppo delle lastre CTP (alcaline o a base di gommatura) richiedono una valutazione specifica della pericolosità in funzione della composizione chimica.
  • Contenitori vuoti contaminati — i fusti e i contenitori che hanno contenuto inchiostri o solventi pericolosi sono classificati come rifiuti pericolosi (CER 15.01.10*) e non possono essere smaltiti come rifiuti ordinari o riutilizzati per altri scopi.
  • Acque di lavaggio contaminate — le acque provenienti dal lavaggio delle presse o dei rulli contaminate da inchiostri e solventi non possono essere scaricate in fognatura senza previo trattamento; è necessario verificare le autorizzazioni allo scarico previste dal D.Lgs. 152/2006.

La tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi(RENTRI dal 2024, che ha sostituito il registro cartaceo tradizionale) e la compilazione dei formulari di trasporto sono obblighi formali la cui omissione espone l'azienda a sanzioni significative. Supportiamo la gestione documentale per l'adempimento degli obblighi ambientali connessi ai rifiuti prodotti nel ciclo di stampa.

CPI e prevenzione incendi nelle tipografie

Le attività tipografiche possono rientrare nell'elenco delle attività soggette al controllo di prevenzione incendi ai sensi del D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151. In particolare, sono soggette a CPI le seguenti attività correlate:

  • Depositi di carta e archivi con superficie superiore ai limiti indicati nell'Allegato I al D.P.R. 151/2011 (attività n. 43).
  • Depositi di liquidi infiammabili (solventi per pulizia presse) sopra determinate soglie quantitative (attività n. 12 e seguenti in funzione della classe di infiammabilità e della quantità stoccata).

Indipendentemente dall'obbligo di CPI, tutte le tipografie sono tenute a effettuare la valutazione del rischio incendio e a predisporre il Piano di Emergenza ed Evacuazione, le prove periodiche di evacuazione (almeno annuali), la manutenzione degli impianti di rilevazione e spegnimento, la segnaletica di sicurezza e la formazione degli addetti alla squadra antincendio. Tiho aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla specifica attività in relazione alle superfici, alle quantità di materiali presenti e alla configurazione degli spazi.

Sanzioni e ispezioni: cosa verificano gli ispettori

Il settore tipografico e della stampa è soggetto alle ispezioni degli organi di vigilanza (ASL/SPRESAL, Ispettorato del Lavoro, Comando VV.F.). Le violazioni più frequentemente riscontrate e le relative sanzioni ai sensi del D.Lgs. 81/08 includono:

  • Mancata redazione o inadeguatezza del DVR — arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.457 a 4.914 euro a carico del datore di lavoro (art. 55, co. 1 D.Lgs. 81/08); in caso di gravi inadeguatezze nella sezione rischio chimico o rumore, le sanzioni si cumulano.
  • Mancata nomina del medico competente quando obbligatoria — arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro.
  • Omessa formazione dei lavoratori — arresto da due a quattro mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per il datore di lavoro e per il dirigente.
  • Mancata fornitura di DPI o DPI non idonei — sanzione amministrativa da 547 a 1.971 euro; in caso di DPI per agenti chimici cancerogeni mancanti, la sanzione è più elevata.
  • Violazioni in materia di rifiuti pericolosi — sanzioni ai sensi del D.Lgs. 152/2006, con ammende che possono raggiungere importi rilevanti in caso di abbandono di rifiuti pericolosi o omessa tenuta dei registri RENTRI.
  • Mancato CPI o attività non conforme alle prescrizioni— sanzioni ai sensi del D.P.R. 151/2011 e possibile sospensione dell'attività nei casi più gravi.

In caso di incidente sul lavoro o di malattia professionale (ipoacusia da rumore, dermatite da contatto con solventi, patologie muscolo-scheletriche), le omissioni nella valutazione dei rischi e nelle misure preventive possono comportare conseguenze penali a carico del datore di lavoro ai sensi degli artt. 589 e 590 del Codice Penale (lesioni o omicidio colposo con violazione delle norme antinfortunistiche). Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a supportare la gestione documentale e formativa per ridurre l'esposizione a tali rischi.

Approfondisci

Domande frequentiFAQ

Il DVR è obbligatorio anche per una piccola tipografia con 3 dipendenti?
Sì, il Documento di Valutazione dei Rischi è obbligatorio per qualsiasi datore di lavoro che abbia almeno un lavoratore dipendente, indipendentemente dalla dimensione aziendale. Questo vale pienamente per le piccole tipografie artigiane. L'art. 17 del D.Lgs. 81/08 prevede che la redazione del DVR sia un obbligo non delegabile del datore di lavoro: non può essere trasferito a terzi anche se ci si avvale di consulenti esterni per la redazione. Nel settore tipografico, anche le realtà di piccole dimensioni possono essere esposte a rischi significativi — rumore sopra 85 dB(A) dalle presse, rischio chimico da solventi e inchiostri, rischio incendio da carta e solventi — che richiedono una valutazione documentata e misure preventive concrete. Il DVR di una piccola tipografia deve includere almeno la valutazione del rischio chimico con riferimento alle SDS dei prodotti utilizzati, la valutazione del rischio rumore (anche tramite dati di letteratura per i macchinari presenti, se non si effettua una misurazione fonometrica ad hoc), la valutazione del rischio incendio e la sezione sulla movimentazione manuale dei carichi. La mancata redazione del DVR è sanzionata con arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.457 a 4.914 euro, indipendentemente dalla dimensione dell'impresa.
Quali solventi sono più pericolosi nelle tipografie offset e come si gestisce il rischio chimico?
Nelle tipografie offset i principali solventi utilizzati nella pulizia delle presse e dei calamai includono idrocarburi alifatici (nafta solvente, Varsol), esteri (acetato di etile, acetato di butile) e, in misura decrescente, alcol isopropilico (IPA) come additivo per l'acqua di bagnatura. I rischi principali sono: tossicità acuta per via inalatoria (narcosi, irritazione delle mucose), effetti cronici da esposizione prolungata (neurotossicità dei solventi aromatici, epatotossicità), infiammabilità con rischio incendio ed esplosione. La gestione del rischio chimico richiede, come primo passo, la raccolta delle Schede di Dati di Sicurezza (SDS) in versione aggiornata per ogni prodotto utilizzato e il calcolo del rischio secondo la metodologia prevista dal Titolo IX D.Lgs. 81/08 (o con metodi quantitativi se necessario). Le misure preventive di primo livello sono: sostituzione dei solventi più pericolosi con formulati a base acqua o a minore volatilità dove tecnicamente fattibile; confinamento delle operazioni di pulizia in aree ventilate o dotate di aspirazione localizzata; adozione di distributori chiusi per i solventi al posto di contenitori aperti; uso sistematico dei DPI (maschere con filtri A2P2, guanti in nitrile o neoprene). La sorveglianza sanitaria con il medico competente completa il quadro, con monitoraggio biologico se indicato dalle SDS o dalle concentrazioni ambientali misurate.
Come si gestiscono i rifiuti di inchiostri e solventi in una tipografia? Quali sono gli obblighi RENTRI?
Gli inchiostri esauriti e i solventi di pulizia utilizzati nelle tipografie sono classificati come rifiuti pericolosi ai sensi del D.Lgs. 152/2006, identificati con codici CER che riportano l'asterisco (*). Questo comporta una serie di obblighi precisi. Il deposito temporaneo deve avvenire in contenitori chiusi, etichettati con il codice CER e la natura del rifiuto, in aree ventilate e distanti da fonti di calore; i limiti temporali (massimo 90 giorni per quantità superiori a 10 kg, oppure fino a 365 giorni per quantità inferiori a 10 kg) e quantitativi del deposito temporaneo devono essere rispettati. Dal 13 febbraio 2024 è operativo il RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), che ha sostituito il registro cartaceo di carico e scarico per le imprese produttrici di rifiuti pericolosi con più di 10 dipendenti; le imprese più piccole hanno avuto scadenze differenziate. L'iscrizione al RENTRI, la tenuta del registro in formato digitale e la compilazione dei FIR (Formulari di Identificazione dei Rifiuti) per ogni trasporto sono obblighi formali la cui violazione è sanzionata dal D.Lgs. 152/2006. Il trasporto e il trattamento dei rifiuti pericolosi possono essere effettuati solo da soggetti autorizzati (iscritti all'Albo Nazionale Gestori Ambientali). Supportiamo la gestione documentale per l'adempimento di questi obblighi.
Quando una tipografia ha bisogno del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) e come si ottiene?
Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) è richiesto alle tipografie che svolgono attività rientranti nell'Allegato I al D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151, che elenca le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. In ambito tipografico, le attività più frequentemente soggette a CPI sono: depositi di carta e archivi (attività n. 43, sopra determinate soglie di superficie); depositi di liquidi infiammabili e combustibili (attività n. 12 e seguenti, in funzione del quantitativo e della classe di infiammabilità dei solventi stoccati). La procedura per ottenere il CPI prevede la presentazione della SCIA antincendio (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comando VV.F. competente, con allegata la documentazione tecnica prevista (progetto antincendio per le attività di categoria B e C). Il Comando VV.F. può effettuare un sopralluogo di verifica prima del rilascio del CPI, che ha validità quinquennale e deve essere rinnovato alla scadenza. Indipendentemente dall'obbligo di CPI, tutte le tipografie devono comunque effettuare la valutazione del rischio incendio ai sensi del D.M. 3 settembre 2021 e adottare le misure di prevenzione e protezione antincendio commisurate al livello di rischio. Ti aiutiamo a verificare se la tua attività è soggetta all'obbligo di CPI e a supportare l'iter procedurale con il Comando VV.F.

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 — Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro
  • D.Lgs. 81/08, Titolo IX, Capo I — Protezione da agenti chimici pericolosi (artt. 221-232)
  • D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo II — Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore (artt. 180-200)
  • D.Lgs. 81/08, Titolo VIII, Capo V — Protezione dai rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali (artt. 213-218)
  • D.Lgs. 81/08, Titolo VI — Movimentazione manuale dei carichi (artt. 167-171)
  • D.Lgs. 17 gennaio 2010, n. 17 — Direttiva Macchine 2006/42/CE
  • D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151 — Regolamento di prevenzione incendi
  • D.M. 3 settembre 2021 — Codice di prevenzione incendi
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri per la formazione degli addetti antincendio
  • D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — Codice dell'Ambiente (gestione rifiuti pericolosi)
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione dei lavoratori, preposti e dirigenti
  • Legge 17 dicembre 2021, n. 215 — Obbligo di formazione aggiuntiva per preposti
  • D.M. 388/2003 — Organizzazione del primo soccorso aziendale
  • Direttiva 2006/25/CE — Esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da radiazioni ottiche artificiali

Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.

ChiamaPreventivo gratuito