Le aziende del settore carta e cartone (ATECO 17.1x, 17.2x) operano in ambienti caratterizzati da rischi multipli e sovrapposti: rumore molto elevato generato da macchine da carta, ribobinatrici e taglierine (spesso superiore agli 85-90 dB(A)), rischio chimico da cloro, prodotti di candeggio, colle, coloranti e H₂S, rischio incendio di categoria altaper la presenza di grandi quantità di carta in stoccaggio e polveri combustibili, rischio meccanico grave da cilindri in rotazione, ribobinatrici e taglierine. A questi si aggiungono la movimentazione manuale di carichi pesanti (bobine, risme, pallet), il microclima caldo-umido delle sezioni di essiccazione e le vibrazioni trasmesse dai carrelli elevatori. Il D.Lgs. 81/08 — con i Titoli VI, VIII, IX, XI — e il D.M. 2 settembre 2021 per la prevenzione incendi costituiscono il quadro normativo di riferimento. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua specifica attività produttiva.
1. Normativa applicabile (D.Lgs. 81/08, Titolo IX, D.M. Antincendio)
Il settore della produzione di carta, cartone e prodotti di carta è assoggettato al D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) nella sua interezza, con alcune disposizioni di Titolo che assumono rilevanza primaria in funzione dei rischi specifici del ciclo produttivo. I Titoli più rilevanti sono:
- Titolo II (luoghi di lavoro): requisiti strutturali degli ambienti di produzione, illuminazione, pavimentazione, uscite di emergenza, spazi di lavoro attorno alle macchine.
- Titolo III (attrezzature di lavoro): obblighi di conformità, manutenzione e formazione per tutte le macchine del ciclo cartario — macchine continue, cilindri, ribobinatrici, taglierine, raffinatori, vasche di trattamento — in coerenza con il D.Lgs. 17/2010 (Direttiva Macchine).
- Titolo VI (movimentazione manuale dei carichi): valutazione con metodo NIOSH o check-list INAIL per le operazioni di movimentazione di bobine, risme, pallet di carta finita.
- Titolo VIII Capo II (rumore): valutazione del LEX,8h e del Lpeak per tutti i lavoratori esposti al rumore delle macchine; obbligo di misurazioni fonometriche periodiche secondo la norma UNI EN ISO 9612.
- Titolo VIII Capo III(vibrazioni meccaniche): valutazione dell'esposizione a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) e al corpo intero (WBV) per chi utilizza carrelli elevatori e attrezzature di movimentazione.
- Titolo IX Capo I(agenti chimici pericolosi): valutazione dell'esposizione a cloro, H₂S, NaOH, colle, solventi, coloranti e biocidi con confronto ai VLEP dell'Allegato XXXVIII; adozione di misure tecniche e DPI adeguati.
- Titolo IX Capo II (agenti cancerogeni e mutageni): applicabile se nella produzione di carta riciclata sono presenti polveri di legno duro (classificate cancerogene — cat. 1A) o altri agenti cancerogeni; obbligo di registro degli esposti e sorveglianza sanitaria specifica.
- Titolo XI (atmosfere esplosive — ATEX): valutazione del rischio di esplosione per polveri di carta in sospensione, classificazione delle zone e redazione del Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE).
Sul versante antincendio, il riferimento principale è il D.M. 2 settembre 2021 (nuovo Codice di Prevenzione Incendi) e il D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151per le attività soggette all'obbligo di Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) o di SCIA antincendio. Gli impianti di produzione di carta rientrano generalmente nelle attività soggette a CPI in funzione dei quantitativi di carta stoccata, della presenza di macchinari ad alta temperatura e delle superfici degli impianti. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua specifica attività.
2. DVR: rischi specifici del settore carta e cartone
Il Documento di Valutazione dei Rischi di un impianto cartario è un documento tecnicamente complesso che richiede competenze multidisciplinari (acustica, chimica industriale, sicurezza macchine, impiantistica antincendio). Deve essere redatto ai sensi degli artt. 17 e 28 del D.Lgs. 81/08 e deve coprire sistematicamente tutti i rischi presenti nelle diverse aree dello stabilimento.
Le sezioni che richiedono analisi approfondita in un DVR di cartiera o di impianto di trasformazione della carta sono:
- Analisi del ciclo produttivo per mansioni: descrizione delle fasi di lavoro per ciascuna mansione (operatore macchina continua, addetto ribobinatrice, addetto taglierina, magazziniere, manutentore) con identificazione delle esposizioni ai rischi per ciascuna fase.
- Rischio rumore: misurazioni fonometriche personalizzate per ogni mansione con calcolo del LEX,8h; indicazione dei valori di azione superati; misure tecnico-organizzative adottate e DPI uditivi forniti con specifiche di attenuazione adeguate.
- Rischio chimico: inventario di tutti gli agenti chimici presenti (sostanze e preparati) con riferimento alle SDS; valutazione dell'esposizione per inalazione, contatto cutaneo e ingestione accidentale; confronto con VLEP; identificazione dei lavoratori esposti.
- Rischio meccanico: censimento di tutte le macchine e attrezzature con indicazione dello stato di conformità (marcatura CE, fascicolo tecnico), delle protezioni presenti e delle procedure di lavoro sicuro (LOTO — Lockout/Tagout per la manutenzione).
- Rischio incendio ed esplosione: valutazione del carico di incendio, classificazione del rischio incendio, eventuale classificazione delle zone ATEX con relativo DPCE.
- MMC e vibrazioni: valutazione quantitativa con metodo NIOSH o check-list INAIL per la MMC; misurazione o stima dell'esposizione a HAV e WBV secondo la norma UNI EN ISO 5349-1 (HAV) e UNI EN ISO 2631-1 (WBV).
- Microclima: valutazione degli ambienti caldo-umidi (sezioni di essiccazione, vasche di trattamento) mediante indici WBGT o PMV-PPD secondo la norma ISO 7730, con misure di controllo (ventilazione, riprese d'aria fresca, pause, sorveglianza sanitaria).
- Stress lavoro-correlato: valutazione preliminare con indicatori oggettivi (turni, reperibilità, lavoro notturno, carichi cognitivi) ai sensi dell'art. 28 c. 1-bis.
Il DVR deve essere firmato dal datore di lavoro, dal RSPP e dal medico competente (se nominato), e deve essere aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni produttive (nuova macchina, nuovo prodotto chimico, variazione del layout, infortuni o quasi-infortuni). La frequenza minima di revisione formale è annuale.
3. Rischio rumore: macchine da carta e ribobinatrici
Il rumore è uno dei rischi dominanti nel settore cartario. Le sorgenti acustiche principali sono: la macchina continua (fourdrinier o a doppia tela) nelle sue sezioni di formazione, pressatura, essiccazione e calandratura, che genera livelli di rumore continui tipicamente compresi tra 85 e 95 dB(A) nelle zone di accesso; le ribobinatrici e gli slitter-rewinder (ribobinatrici da taglio), che producono rumore da attrito della carta e da aria compressa fino a 90-95 dB(A); le taglierine guillotina e i rifilatori; i raffinatori e i defibricatori nella preparazione della polpa; i sistemi di trasporto pneumatico della polpa secca e della carta di scarto.
I valori di azione e i valori limite del Titolo VIII Capo II del D.Lgs. 81/08 sono:
| Livello | LEX,8h / Lpeak | Obblighi del datore di lavoro |
|---|---|---|
| Valore inferiore di azione | 80 dB(A) / 135 dB(C) | Informazione e formazione dei lavoratori; messa a disposizione dei DPI uditivi |
| Valore superiore di azione | 85 dB(A) / 137 dB(C) | Obbligo di uso dei DPI; sorveglianza sanitaria audiometrica obbligatoria; segnaletica delle zone ad alto rumore; programma di misure tecniche di riduzione |
| Valore limite di esposizione | 87 dB(A) / 140 dB(C) | Non deve essere superato (tenendo conto dell'attenuazione dei DPI); in caso di superamento azione immediata per ridurre l'esposizione |
Le misurazioni fonometriche devono essere effettuate da un tecnico competente con fonometro integratore di classe 1 o 2 certificato IEC 61672-1, seguendo la metodologia della norma UNI EN ISO 9612:2011 (campionamento per mansione o per attività). Le misure devono coprire tutte le fasi operative significative (produzione normale, cambio bobina, manutenzione) e tutte le postazioni di lavoro. La periodicità delle misurazioni è definita dal DVR: in genere ogni 3-5 anni o quando cambiano le condizioni produttive.
Le misure di prevenzione tecnica comprendono: incapsulamento acustico delle macchine più rumorose, silenziatori sulle linee di aria compressa, pannelli fonoassorbenti nelle zone di controllo, cabin insonorizzate per gli operatori quando tecnicamente fattibile. I DPI uditivi (tappi monouso SNR adeguato, cuffie antirumore) devono essere selezionati in modo che il livello residuo all'orecchio del lavoratore sia compreso tra 70 e 80 dB(A); la scelta eccessivamente protettiva (ipercorrettiva) compromette la percezione dei segnali di allarme e la comunicazione tra operatori.
4. Rischio chimico: cloro, colle, coloranti, acidi, H₂S
Il profilo chimico del settore cartario è articolato e varia significativamente in funzione del processo produttivo (pasta chimica kraft o bisolfito, pasta meccanica, carta riciclata) e del tipo di carta prodotta (carte grafiche, cartoni industriali, carte igienico-sanitarie, carta speciale).
I principali gruppi di agenti chimici da valutare sono:
- Agenti di candeggio: il cloro gassoso (Cl₂) era tradizionalmente impiegato nel candeggio della pasta-carta chimica; è stato in gran parte sostituito dal biossido di cloro (ClO₂) (processo ECF — Elemental Chlorine Free) e dal perossido di idrogeno (H₂O₂) e dall'ozono (O₃) (processo TCF — Totally Chlorine Free). Il Cl₂ residuo e il ClO₂ sono agenti fortemente irritanti per vie respiratorie e mucose; il VLEP-TLV-C per il Cl₂ è 0,5 ppm (ACGIH); per il ClO₂ il TLV-C è 0,1 ppm. La loro gestione richiede rilevatori di gas fissi con allarme sonoro e visivo, DPI respiratori (maschere a pieno facciale con filtri combinati EN 14387 classe B-P3 per Cl₂ e ClO₂) e procedure di emergenza per sversamento.
- Solfuro di idrogeno (H₂S): si sviluppa nelle vasche di scarico, nelle torri di lavaggio della polpa e nei punti di giunzione degli impianti nel processo al solfato (kraft). È un gas tossico per inalazione (TLV-TWA 1 ppm, TLV-C 5 ppm — ACGIH), con proprietà di desensibilizzare l'olfatto alle alte concentrazioni, rendendo il lavoratore inconsapevole dell'esposizione. Richiede rilevatori continui fissi e portatili, permesso di lavoro in spazi confinati e DPI respiratori autonomi per le operazioni in aree a rischio.
- Idrossido di sodio (NaOH) e acidi: la soda caustica è impiegata nelle soluzioni di cottura e nel trattamento degli effluenti; gli acidi (acido solforico, acido cloridrico) sono utilizzati per la correzione del pH nelle vasche di processo. Entrambi sono corrosivi (classe H314); le operazioni di travaso e dosaggio richiedono DPI adeguati (guanti resistenti agli agenti chimici EN 374, occhiali/visiera, grembiule in PVC), docce e lavaorecchi di emergenza nelle aree di utilizzo.
- Colle e adesivi: nella produzione di cartone ondulato, carta incollata e articoli di cartotecnica si impiegano colle d'amido (bassa tossicità ma rischio biologico per fermentazione se stagnanti), colle viniliche e acriliche (solventi organici in alcune formulazioni), adesivi a caldo (hot melt a base di polietilene o EVA — rischio termico da spruzzi). Le SDS degli adesivi devono essere verificate per l'eventuale presenza di solventi classificati ai sensi del Reg. CLP.
- Coloranti e pigmenti: nella produzione di carta colorata e carta speciale si impiegano coloranti sintetici (azoici, antrachinonici) e pigmenti inorganici (diossido di titanio, ossidi di ferro, giallo di cromo nei prodotti più datati). Alcune categorie di coloranti azoici possono liberare ammine aromatiche cancerogene per riduzione (Allegato XVII del Reg. REACH per i coloranti azoici negli articoli); il DVR deve verificare la conformità delle sostanze impiegare al Reg. REACH e al Reg. CLP.
- Polveri di carta e di cellulosa: le operazioni di taglio, rifilo e convogliamento della carta secca generano polveri fini. Le polveri di cellulosa pura hanno un VLEP indicativo; se la carta è prodotta da fibra riciclata contenente legno duro (quercia, faggio), le polveri possono contenere una quota di polveri di legno duro (cancerogene di categoria 1A, VLEP 2 mg/m³ ai sensi della Direttiva 2017/164/UE e del D.Lgs. 81/08 Allegato XXXVIII). Il rischio deve essere valutato con campionamenti ambientali e biologici.
La valutazione del rischio chimico deve essere condotta ai sensi dell'art. 223 del D.Lgs. 81/08 tenendo conto delle proprietà pericolose degli agenti, dei livelli e della durata dell'esposizione, delle condizioni di lavoro e dei valori limite di esposizione professionale. Se la valutazione conclude che il rischio è non basso, il datore deve adottare misure specifiche di prevenzione e protezione e attivare la sorveglianza sanitaria.
5. Rischio incendio: polveri di carta e stoccaggio
Gli impianti di produzione e trasformazione della carta presentano un profilo di rischio incendio elevato per la combinazione di più fattori: grandi quantità di materiale combustibile in produzione e in stoccaggio (carta, cartone, bobine, risme), polveri di carta in sospensione nelle zone di taglio e rifilo, utilizzo di lubrificanti e idraulici infiammabili nelle macchine, sistemi di essiccazione ad alta temperatura (cilindri essiccatori a vapore, cappe di asciugatura ad aria calda). Il carico di incendio degli impianti cartari è generalmente elevato: la carta ha un potere calorifico inferiore (PCI) di circa 15-17 MJ/kg, paragonabile al legno.
Le principali misure di prevenzione e protezione antincendio per gli impianti cartari comprendono:
- Classificazione del rischio e adempimenti VVF: gli impianti che stoccano carta e prodotti di carta in quantità superiore a 50 tonnellate rientrano nel punto 34 dell'Allegato I al D.P.R. 151/2011 (depositi di carta e prodotti cartotecnici) e sono soggetti all'obbligo di Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) con presentazione del progetto ai VVF e verifica periodica triennale. Gli impianti produttivi con superfici significative rientrano anche nei punti relativi agli impianti industriali.
- Impianti di rilevazione e spegnimento automatici: gli impianti cartari di medie e grandi dimensioni sono generalmente dotati di impianti sprinkler (progettati secondo la norma UNI EN 12845 per la specifica categoria di rischio) nelle aree di stoccaggio e di produzione; rilevatori di fumo (ottici a dispersione) e rilevatori di calore nei cunicoli tecnici e nelle zone difficilmente accessibili; rilevatori di scintille sulle linee di trasporto pneumatico della carta, seguiti da estintori automatici a CO₂ o con polvere.
- Controllo delle polveri di carta: i sistemi di aspirazione locale (LEV) sulle taglierine, sui rifilatori e sui convogliatori riducono la concentrazione di polvere in sospensione; la bonifica periodica delle superfici orizzontali (mensole, travature, pavimenti) previene l'accumulo di strati di polvere che in caso di evento detonante possono innescare un'esplosione secondaria.
- Gestione degli stoccaggi: le bobine e la carta finita devono essere stoccate in modo ordinato con corridoi di accesso liberi (larghezza minima 1 metro, adeguata ai mezzi di movimentazione), separazione dagli impianti produttivi mediante barriere o distanze di sicurezza, limitazione dei quantitativi in aree non protette da sprinkler.
- Estintori portatili e carrellati: devono essere presenti estintori idonei per fuochi di classe A (materiali solidi, inclusa la carta) — polvere ABC o acqua — con una copertura adeguata alla superficie e posizionati in modo da essere facilmente accessibili anche in caso di emergenza; gli idranti a muro sono prescritti nelle aree di stoccaggio di grandi dimensioni.
- Divieto di fumo e gestione delle sorgenti di innesco: divieto assoluto di fumo nell'intera area produttiva e di stoccaggio; permesso di lavoro a fuoco (hot work permit) per operazioni di saldatura, molatura o taglio con fiamma in zone a rischio incendio; controllo delle superfici calde (cuscinetti surriscaldati, cilindri essiccatori, motori) con termocamere o rilevatori infrarossi.
6. Rischio meccanico: cilindri, ribobinatrici, taglierine
Il rischio meccanico è tra i più gravi nel settore cartario in termini di potenziale di infortuni maggiori. Le principali macchine pericolose sono:
- Macchina continua e cilindri: la macchina continua è composta da centinaia di cilindri rotanti (di formazione, pressatura ed essiccazione) con spazi di nip (punto di contatto tra cilindri) che costituiscono zone di intrappolamento per le mani. I nip points dei cilindri devono essere protetti con ripari fissi o a distanza adeguata; le zone accessibili devono essere interblocate con sistemi di arresto d'emergenza. La norma EN 1034 (sicurezza del macchinario per la produzione di carta) fornisce i requisiti specifici.
- Ribobinatrici (winder e slitter-rewinder): riavvolgono la bobina madre (tamburo) in bobine di diametro e larghezza inferiore; la zona di nip tra il tamburo e le bobine in formazione è una delle sorgenti di pericolo di intrappolamento più gravi dell'intero impianto. I requisiti di sicurezza comprendono: ripari con interblocco sulle zone di nip, fotocellule di area, comando con consenso dell'operatore, sistemi di rilevazione della pressione dei rulli e di blocco automatico. Le operazioni di incollaggio e di cambio bobina devono avvenire con la macchina ferma (procedura LOTO).
- Taglierine guillotina e circolari: le taglierine per il taglio della carta in fogli o per il rifilo delle bobine sono dotate di lame affilatissime; le zone di taglio devono essere protette con ripari fissi o mobili interbloccati e con comandi bimanuale che garantiscano che entrambe le mani dell'operatore siano fuori dalla zona di taglio durante il ciclo di taglio.
- Vasche e agitatori: le vasche di preparazione della polpa e gli agitatori sono dotati di organi in moto (eliche, alberi agitatori) accessibili dall'apertura superiore; devono essere dotati di griglia di protezione con interblocco che impedisce l'avvio dell'agitatore con la griglia aperta.
Le procedure di manutenzione sicura devono seguire il principio LOTO (Lockout/Tagout): prima di qualsiasi intervento di manutenzione o riparazione su macchine in moto, l'energia deve essere isolata e bloccata fisicamente (sezionatore elettrico bloccato con lucchetto personale), lo stato di zero energia verificato (assenza di tensione, assenza di pressione pneumatica/idraulica residua, blocco degli organi in rotazione). La procedura LOTO deve essere documentata per ogni macchina e il personale di manutenzione deve essere formato sulla sua applicazione.
Il datore di lavoro deve conservare per ciascuna macchina: la dichiarazione di conformità CE (per le macchine post-1995), il manuale di istruzione in italiano, il registro di manutenzione con gli interventi effettuati. Le macchine ante-direttiva prive di marcatura CE devono essere adeguate attraverso una valutazione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza.
7. MMC: bobine pesanti, risme e movimentazione su pallet
La movimentazione manuale dei carichi (MMC) è un rischio significativo in tutte le fasi del ciclo cartario, dalle materie prime al prodotto finito. I carichi tipici del settore sono: bobine di carta (peso variabile da poche decine di kg per le mini-bobine a centinaia di kg per i supporti industriali — in questo caso il sollevamento manuale non è possibile e si usano sistemi meccanici), risme di carta formato ufficio (peso 2-5 kg la risma, ma movimentazione ripetitiva in volumi elevati), bancali (pallet) con risme imballate (peso fino a 500-800 kg, movimentati con transpallet o carrelli elevatori), sacchi di materie prime (amido, cariche minerali — peso tipico 25-50 kg), bidoni di additivi chimici.
Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08 e l'Allegato XXXIII definiscono i criteri per la valutazione della MMC. Per i carichi superiori a 3 kg movimentati manualmente il DVR deve contenere una valutazione quantitativa. I metodi di riferimento sono:
- Metodo NIOSH (Revised NIOSH Lifting Equation): calcola l'Indice di Sollevamento (LI) confrontando il peso effettivamente movimentato con il Peso Limite Raccomandato (PLR) calcolato in funzione di distanza orizzontale, altezza di presa e deposito, angolo di torsione del busto, frequenza di sollevamento e qualità della presa. LI < 1: rischio accettabile; LI tra 1 e 3: rischio da ridurre; LI > 3: rischio non accettabile — azione immediata.
- Check-list OCRA (Occupational Repetitive Actions): per le attività ripetitive degli arti superiori (es. operatori al banco di ispezione e imballaggio della carta).
- Metodo MAPO: per la movimentazione di pazienti in ambito sanitario; non applicabile nel settore cartario.
Le misure di prevenzione comprendono: utilizzo di sollevatori a ventosa per le bobine di piccolo e medio diametro, carrelli elevatori e sistemi automatici di palletizzazione per le risme, transpallet elettrici per la movimentazione interna, postazioni ergonomiche regolabili in altezza per le operazioni di imballaggio manuale, rotazione del personale nelle attività più pesanti, formazione specifica sulle tecniche di sollevamento sicuro.
8. Microclima: ambienti caldi e umidi nella produzione
Le sezioni di essiccazione della macchina continua (cilindri essiccatori a vapore, cappe di asciugatura) e le aree di produzione della pasta-carta creano condizioni microclimatiche severi: temperature dell'aria che possono superare i 30-35 °C, umidità relativa elevata (spesso > 70% nelle zone di formazione e pressatura), velocità dell'aria limitata. Questi parametri combinati si traducono in un indice di stress termico (WBGT) che può superare i valori limite raccomandati per la fascia di lavoro medio-pesante.
La valutazione del microclima deve seguire le norme tecniche:
- ISO 7933 (valutazione dello stress da calore con il metodo PHS — Predicted Heat Strain): per gli ambienti caldi in cui esiste un rischio di ipertermia per i lavoratori.
- ISO 7730 (ambienti termici moderati — indice PMV-PPD): per le aree di controllo e amministrative.
- ISO 7726(strumenti di misura dei parametri fisici degli ambienti): indica gli strumenti e le procedure di misura di temperatura, umidità, velocità dell'aria e temperatura radiante media.
Le misure di controllo del microclima nei reparti caldo-umidi comprendono: ventilazione generale e locale con apporto di aria fresca nelle zone di lavoro, schermatura dei cilindri essiccatori con cappe aspiranti, organizzazione del lavoro con pause di recupero termico in locali climatizzati, fornitura di acqua fresca, indumenti da lavoro in tessuto traspirante, sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a stress termico prolungato.
9. Vibrazioni: attrezzature di movimentazione
Le vibrazioni meccaniche nel settore cartario riguardano principalmente due categorie di lavoratori: gli addetti alla movimentazione interna che utilizzano carrelli elevatori e transpallet elettrici (vibrazioni trasmesse al corpo intero — WBV) e gli addetti alla manutenzione che utilizzano attrezzature vibranti portatili (avvitatori, smerigliatrici, martelli pneumatici — vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio — HAV).
Il Titolo VIII Capo III del D.Lgs. 81/08 (artt. 199-209) definisce i valori di azione e i valori limite per le vibrazioni:
| Tipo di vibrazione | Valore di azione giornaliero A(8) | Valore limite giornaliero A(8) |
|---|---|---|
| WBV (corpo intero) | 0,5 m/s² | 1,15 m/s² |
| HAV (mano-braccio) | 2,5 m/s² | 5,0 m/s² |
La valutazione dell'esposizione ai WBV per i conduttori di carrelli elevatori deve essere effettuata mediante misurazioni in situ (accelerometro sul sedile, secondo la norma UNI EN ISO 2631-1) o mediante dati di letteratura per tipi specifici di veicolo e superficie di pavimentazione. I principali fattori che influenzano l'esposizione a WBV nei carrelli sono la qualità e la manutenzione del pavimento, il tipo di sedile (con o senza sospensione certificata EN 13490), il peso del carrello e del carico, la velocità di guida. Le misure di prevenzione comprendono: manutenzione delle pavimentazioni industriali, installazione di sedili con sospensione certificata, limitazione della velocità di guida, rotazione degli operatori.
10. Antincendio: livello alto e piano di evacuazione
Gli impianti cartari sono classificati generalmente a rischio incendio altoai sensi del D.M. 2 settembre 2021 (Codice di Prevenzione Incendi), in ragione dell'elevato carico di incendio e della presenza di materiali altamente combustibili. Per i luoghi di lavoro a rischio alto il Codice richiede misure di protezione passiva e attiva più stringenti rispetto alle categorie inferiori.
Il piano di emergenza e di evacuazione è obbligatorio per tutte le attività soggette al D.M. 02/09/2021 con più di 10 lavoratori o classificate a rischio medio-alto. Il piano deve contenere:
- Planimetria dell'impianto con indicazione delle vie di esodo, delle uscite di sicurezza, dei presidi antincendio (estintori, idranti, pulsanti di allarme, centraline rilevazione incendio), dei punti di raccolta.
- Procedura di allarme: chi allerta i VVF (118 e 115), chi attiva il sistema di allarme interno, chi coordina l'evacuazione (responsabile dell'emergenza).
- Procedura di evacuazione per ciascun reparto, con percorsi alternativi in caso di ostruzione delle vie primarie di esodo.
- Procedure specifiche per ambienti a rischio speciale (locali con agenti chimici, aree con atmosfere esplosive, aree con macchinari ad alta inerzia che richiedono procedure di arresto).
- Ruoli e responsabilità: responsabile dell'emergenza, addetti antincendio (squadra di emergenza), addetti al pronto soccorso, punto di raccolta del personale esterno (visitatori, fornitori, manutentori).
Le prove di evacuazionedevono essere effettuate almeno una volta all'anno per i locali a rischio alto; il verbale della prova deve essere conservato nel fascicolo della sicurezza.
Gli addetti antincendio negli impianti a rischio alto devono aver frequentato il corso di formazione di livello 3(16 ore con prova pratica) previsto dal D.M. 02/09/2021; l'aggiornamento è ogni 5 anni. Il numero di addetti antincendio deve essere sufficiente a garantire la presenza di almeno un addetto per turno di lavoro in ogni area produttiva.
11. Sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria del medico competente è obbligatoria in tutti gli impianti cartari che presentano i rischi tipici del settore. Il protocollo sanitario deve essere elaborato dal medico competente sulla base del DVR e deve prevedere, in funzione dei rischi rilevati, le seguenti tipologie di accertamenti:
| Rischio | Tipologia di accertamento | Periodicità indicativa |
|---|---|---|
| Rumore > 80 dB(A) | Visita medica + audiometria tonale liminare | Annuale (85-87 dB(A)); biennale (80-85 dB(A)) |
| Agenti chimici (solventi, cloro, H₂S) | Visita + esami specifici in funzione dell'agente (spirometria, esami ematochimici, monitoraggio biologico) | Annuale o semestrale per gli agenti più tossici |
| Agenti cancerogeni (polveri legno duro) | Visita + spirometria + eventuale TAC-HRCT (secondo linee guida SIMLII) | Annuale |
| MMC con LI > 1 | Visita medica con valutazione del rachide; eventuale rx rachide | Biennale |
| WBV A(8) > 0,5 m/s² | Visita medica con valutazione del rachide | Annuale |
| Stress termico (microclima caldo) | Visita medica con esame cardiovascolare | Annuale |
Il giudizio di idoneità del medico competente deve essere comunicato al datore di lavoro e al lavoratore per iscritto e conservato nel fascicolo sanitario personale. In caso di idoneità con prescrizioni o limitazioni, il datore di lavoro deve adottare le misure organizzative conseguenti (cambio di mansione, riduzione del carico lavorativo, fornitura di DPI aggiuntivi). Il medico competente partecipa alla riunione periodica di sicurezza prevista dall'art. 35 del D.Lgs. 81/08 (obbligatoria per le aziende con oltre 15 lavoratori) e collabora alla redazione e revisione del DVR.
12. Formazione obbligatoria e DPI
Le aziende del settore carta e cartone (ATECO 17) sono classificate nel settore a rischio medio-altoai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. La formazione obbligatoria prevede:
- Formazione generale: 4 ore per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla mansione (concetti generali di salute e sicurezza, sistema di gestione, rischi generali, diritti e doveri del lavoratore, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza).
- Formazione specifica: 12 ore per il settore a rischio medio, 16 ore per il settore a rischio alto; i contenuti devono riguardare i rischi specifici della mansione (rischio meccanico, chimico, rumore, MMC, incendio, procedure di emergenza, uso dei DPI specifici).
- Aggiornamento: 6 ore ogni 5 anni per tutti i lavoratori.
- Formazione preposti: 8 ore aggiuntive rispetto alla formazione dei lavoratori per le figure con funzioni di preposto (capoturno, caporeparto).
- Formazione dirigenti: 16 ore con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni.
- Formazione antincendio: livello 3 (16 ore con prova pratica) per gli addetti antincendio in impianti a rischio alto; aggiornamento ogni 5 anni.
- Formazione primo soccorso: Gruppo A (16 ore + 6 ore di aggiornamento triennale) per le aziende manifatturiere con rischio infortuni — D.M. 388/2003.
- Formazione ATEX: obbligatoria per tutti i lavoratori che operano in zone classificate ATEX; deve comprendere la conoscenza delle procedure di lavoro sicuro, la gestione delle sorgenti di innesco e i comportamenti in caso di emergenza.
- Formazione LOTO (Lockout/Tagout): obbligatoria per il personale di manutenzione che interviene su macchine; deve comprendere la procedura specifica per ciascun tipo di macchina.
I DPIda fornire variano in funzione della mansione e dell'area di lavoro. I DPI tipici del settore cartario comprendono:
- Protezione uditiva: tappi monouso (SNR 30-35 dB) o cuffie antirumore (SNR 25-30 dB) per le zone con LEX,8h > 85 dB(A); la scelta deve garantire un livello residuo all'orecchio tra 70 e 80 dB(A).
- Protezione respiratoria: maschere a pieno facciale con filtri combinati (classe ABEK-P3 secondo EN 14387) per le operazioni con agenti chimici gassosi (Cl₂, ClO₂, H₂S); mascherine filtranti FFP2 o FFP3 per le polveri di carta e le polveri di legno.
- Protezione degli occhi e del viso: occhiali di sicurezza (EN 166) per le zone con rischio di proiezione di particelle; visiera facciale per le operazioni con agenti chimici corrosivi.
- Protezione delle mani: guanti resistenti ai prodotti chimici (EN ISO 374-1) per la manipolazione di acidi, basi e solventi; guanti antitaglio (EN ISO 13997) per le operazioni vicino alle lame delle taglierine.
- Calzature di sicurezza: scarpe antinfortunistiche EN ISO 20345 con puntale in acciaio o composito (categoria S3 per le aree con rischio di caduta di carichi pesanti e di scivolamento su superfici bagnate).
- Elmetto e protezione del capo: obbligatorio nelle aree di movimentazione con carrelli elevatori e nelle zone con rischio di caduta di materiali dall'alto.
- Indumenti da lavoro: tuta o camice con maniche lunghe per la protezione cutanea da prodotti chimici; per le zone ATEX, indumenti antistatici conformi alla norma EN 1149-5.
Checklist adempimenti sicurezza per la produzione di carta e cartone
- DVR redatto con valutazione specifica di: rumore (fonometria), rischio chimico (SDS + stima esposizione), rischio meccanico, incendio/esplosione, MMC, vibrazioni, microclima
- DPCE (Documento sulla Protezione contro le Esplosioni) redatto se presenti zone ATEX da polveri di carta
- Nomina RSPP (interno o professionista esterno — settore manifatturiero) con formazione adeguata
- Nomina medico competente e protocollo sanitario con audiometria, spirometria e visite periodiche per i rischi rilevati
- Registro degli esposti ad agenti cancerogeni/mutageni (se applicabile — polveri legno duro, coloranti azoici)
- Nomina addetti antincendio livello 3 (16 ore) con piano di emergenza e prova di evacuazione annuale
- Nomina addetti primo soccorso Gruppo A (16 ore + aggiornamento triennale)
- Attestati formazione lavoratori: 4+12 ore (rischio medio) o 4+16 ore (rischio alto) + aggiornamento 6h/5 anni
- Formazione specifica ATEX per gli addetti alle zone classificate 20/21/22
- Formazione LOTO per il personale di manutenzione su tutte le macchine pericolose
- Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) aggiornato (se soggetti ex D.P.R. 151/2011)
- Registro di manutenzione aggiornato per ciascuna macchina (macchina continua, ribobinatrici, taglierine)
- Dichiarazioni di conformità CE e fascicoli tecnici conservati per tutte le macchine
- Verbale consegna DPI firmato da ciascun lavoratore: otoprotettori, maschere, guanti, calzature S3, elmetto
- Riunione periodica di sicurezza (art. 35 D.Lgs. 81/08) effettuata con relativo verbale
13. Sanzioni
Le violazioni della normativa di sicurezza negli impianti di produzione carta e cartone possono essere contestate dall'INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro), dallo SPISAL/PSAL delle ASL regionali e, per le violazioni antincendio, dai VVF. Le sanzioni principali previste dal D.Lgs. 81/08 sono:
| Violazione | Riferimento normativo | Sanzione indicativa |
|---|---|---|
| Mancata redazione del DVR | Art. 55 c. 1 lett. a) D.Lgs. 81/08 | Arresto 3-6 mesi o ammenda 3.071-7.862 € |
| DVR incompleto (omessa valutazione di un rischio specifico) | Art. 55 c. 3 D.Lgs. 81/08 | Ammenda 2.457-4.914 € |
| Omessa valutazione del rischio chimico (Titolo IX Capo I) | Art. 55 c. 1 D.Lgs. 81/08 | Arresto 3-6 mesi o ammenda 3.071-7.862 € |
| Mancato DPCE (zone ATEX da polveri) | Art. 294 D.Lgs. 81/08 | Arresto 3-6 mesi o ammenda 3.071-7.862 € |
| Mancata nomina RSPP | Art. 55 c. 1 lett. b) D.Lgs. 81/08 | Arresto 3-6 mesi o ammenda 2.500-6.400 € |
| Mancata nomina medico competente (dove obbligatoria) | Art. 55 c. 5 D.Lgs. 81/08 | Arresto 2-4 mesi o ammenda 1.644-6.576 € |
| Mancata formazione lavoratori | Art. 55 c. 5 lett. c) D.Lgs. 81/08 | Arresto fino a 8 mesi o ammenda fino a 5.700 € per lavoratore |
| Mancata consegna DPI | Art. 55 c. 5 lett. d) D.Lgs. 81/08 | Arresto 2-4 mesi o ammenda 1.200-5.200 € |
| Macchine non conformi (assenza ripari, protezioni rimosse) | Art. 55 c. 3 D.Lgs. 81/08 + D.Lgs. 17/2010 | Ammenda e sospensione immediata dell'attività per rischio grave e imminente |
| Violazioni antincendio (CPI assente, impianti non conformi) | D.P.R. 151/2011 + D.M. 02/09/2021 | Ammenda e chiusura dell'attività nei casi gravi; denuncia penale per violazioni con pericolo imminente |
Per le violazioni che costituiscono rischio grave e imminente per la sicurezza dei lavoratori (macchine con protezioni rimosse, zone ATEX non classificate, agenti chimici pericolosi senza DPI adeguati), gli organi di vigilanza possono adottare il provvedimento di sospensione immediata dell'attivitàai sensi dell'art. 14 del D.Lgs. 81/08, con gravi ripercussioni sulla continuità produttiva. In caso di infortuni gravi o mortali, la responsabilità penale del datore di lavoro, del RSPP, del preposto e in alcuni casi del costruttore della macchina può essere valutata ai sensi degli artt. 589 e 590 c.p. e del D.Lgs. 231/2001 (responsabilità degli enti).
FAQ — Sicurezza nella produzione di carta, cartone e prodotti di cartaFAQ
Quali sono i codici ATECO della produzione di carta e cartone cui si applica questa guida?
La macchina continua da carta deve essere inclusa nella valutazione del rischio rumore?
Quali agenti chimici pericolosi sono più frequenti nelle cartiere e nella trasformazione della carta?
Le polveri di carta rappresentano un rischio di esplosione nei locali di stoccaggio e taglio?
Quali dispositivi di sicurezza sono obbligatori sulle taglierine industriali per carta?
Quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria nelle cartiere e nella trasformazione della carta?
Quali sono le sanzioni per la mancata valutazione del rischio chimico nel settore cartario?
16. Fonti normative
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (con tutte le modifiche successive)
- D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo II (artt. 187-198) — Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore
- D.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo I (artt. 220-232) — Protezione da agenti chimici
- D.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo II (artt. 233-245) — Protezione da agenti cancerogeni e mutageni
- D.Lgs. 81/08 Titolo XI (artt. 287-297) — Protezione contro le atmosfere esplosive (ATEX)
- D.Lgs. 81/08 Titolo VI (artt. 167-171) — Movimentazione manuale dei carichi
- D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo III (artt. 199-209) — Protezione dai rischi da esposizione a vibrazioni meccaniche
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 Allegato XXXVIII — Valori limite di esposizione professionale e valori limite biologici
- D.M. 2 settembre 2021 — Criteri generali di sicurezza antincendio e gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro
- D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 — Regolamento di prevenzione incendi
- D.Lgs. 27 settembre 2010 n. 17 — Attuazione della Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine
- Direttiva 2014/34/UE (ATEX prodotti) — Apparecchi e sistemi di protezione destinati ad essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive
- Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ex art. 37 D.Lgs. 81/08
- D.M. 15 luglio 2003 n. 388 — Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale
- Regolamento CE 1272/2008 (CLP) — Classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele pericolose
- Norma UNI EN ISO 9612:2011 — Acustica — Determinazione dell'esposizione al rumore negli ambienti di lavoro
- Norma EN ISO 13849-1:2015 — Sicurezza del macchinario — Parti dei sistemi di comando legate alla sicurezza
Disclaimer.Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili a un impianto di produzione o trasformazione di carta e cartone dipendono dall'attività concretamente svolta, dalle macchine e dai prodotti chimici impiegati, dalle dimensioni dell'impianto, dal numero di lavoratori e dalla normativa vigente, incluse le disposizioni regionali. DVR, DPCE, protocollo sanitario e piano di emergenza devono essere adattati al caso specifico. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua attività e supportiamo la gestione documentale.
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