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Sicurezza negli studi dentistici

Lo studio odontoiatrico concentra in pochi metri rischio biologico, radiazioni ionizzanti, agenti chimici e posture faticose. Ecco cosa va gestito, adempimento per adempimento.

Risposta rapida

Il titolare di uno studio dentistico con dipendenti (assistenti, igienisti, segreteria, collaboratori equiparati) deve valutare il rischio biologico da sangue, saliva e aerosol, gli infortuni con taglienti, la radioprotezione per le apparecchiature radiologiche (D.Lgs. 101/2020), i disinfettanti per la sterilizzazione e i disturbi muscoloscheletrici. Dal 1° gennaio 2025 l’uso dell’amalgama dentale è vietato salvo eccezioni (Reg. UE 2024/1849).

Rischio biologico e taglienti

Le cure espongono a sangue e saliva, schizzi e aerosol prodotti da turbine e ablatori. Le misure di base sono precauzioni standard, DPI (guanti, mascherine, protezione degli occhi), vaccinazione contro l’epatite B offerta dal datore di lavoro, gestione corretta dello strumentario. Per i taglienti valgono gli artt. 286-bis e seguenti: dispositivi di sicurezza quando disponibili, contenitori rigidi vicino al punto d’uso, divieto di reincappucciare gli aghi, procedura per l’esposizione accidentale.

Radioprotezione

Endorali, ortopanoramici e CBCT sono soggetti al D.Lgs. 101/2020: lo studio deve avvalersi di un esperto di radioprotezione per la sorveglianza fisica dei lavoratori e, per la protezione dei pazienti, delle figure previste per le esposizioni mediche. L’esperto stabilisce se i lavoratori vanno classificati e indica le regole di posizionamento durante l’esposizione.

Sterilizzazione e agenti chimici

Disinfettanti, detergenti enzimatici e prodotti per le impronte vanno inseriti nella valutazione del rischio chimico; l’autoclave è un recipiente in pressione da usare e mantenere secondo le istruzioni. Il locale di sterilizzazione deve avere percorsi separati sporco-pulito.

Amalgama e mercurio

Il Reg. (UE) 2017/852 impone i separatori di amalgama negli studi che la usano o ne rimuovono; il Reg. (UE) 2024/1849 ne vieta l’uso dal 1° gennaio 2025 salvo necessità specifiche del paziente. La rimozione di vecchie otturazioni richiede comunque aspirazione ad alto volume e gestione dei rifiuti contenenti mercurio.

Postura e organizzazione

Odontoiatri e assistenti lavorano in posture fisse con il collo flesso: sedute ergonomiche, ingrandimenti, organizzazione a quattro mani e pause riducono il rischio. Servono anche addetti antincendio e primo soccorso e un piano per le emergenze mediche dei pazienti.

Errori frequenti

  • Nessuna procedura scritta per le punture accidentali.
  • Relazione dell’esperto di radioprotezione mai aggiornata dopo il cambio di apparecchio.
  • Disinfettanti usati senza schede di sicurezza né guanti adatti.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

L’assistente di studio odontoiatrico va sottoposta a sorveglianza sanitaria?
Sì, nella grande maggioranza dei casi, perché la valutazione individua un rischio biologico significativo. Il medico competente definisce il protocollo, compresi gli accertamenti sull’immunità all’epatite B.
L’esperto di radioprotezione serve anche per un solo apparecchio endorale?
Il D.Lgs. 101/2020 prevede la sorveglianza fisica della radioprotezione per le attività con esposizione dei lavoratori, e gli studi con apparecchiature radiologiche si avvalgono di un esperto di radioprotezione. La relazione dell’esperto stabilisce la classificazione delle aree e dei lavoratori.

Fonti normative

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