Un palasport o palazzetto dello sport deve gestire la sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08 con un DVR specifico per gli impianti coperti con pubblico: valutazione del rischio caduta dall'alto per la manutenzione delle luci e delle passerelle tecniche, rischio elettrico degli impianti di illuminazione ad alta potenza, rischio incendio con CPI obbligatorio da 100 posti, rischio Legionella nelle docce degli atleti, rischio rumore durante gli eventi amplificati, MMC per l'allestimento e il disallestimento del campo di gioco, DUVRI per le imprese esterne, formazione lavoratori 12 ore (rischio medio) e formazione antincendio di livello adeguato alla capienza.
1. Quadro normativo applicabile a palasport e palazzetti
La gestione di un palasport, di un palazzetto dello sport o di qualsiasi impianto sportivo coperto destinato ad attività agonistiche o amatoriali con o senza pubblico si inserisce in un sistema normativo stratificato che combina la legislazione generale sulla sicurezza sul lavoro, la normativa specifica per i luoghi di pubblico spettacolo, le disposizioni antincendio e le regole igienico-sanitarie.
Il riferimento fondamentale è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81(Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro), che si applica a ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore ai sensi dell'art. 2. I codici ATECO prevalenti per i gestori di palasport sono il 93.11 (gestione di impianti sportivi) e il 93.12 (attività di club sportivi). A questi si affiancano il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS, R.D. 773/1931), in particolare gli artt. 80 e 81, che condizionano l'agibilità di qualsiasi locale aperto al pubblico — compresi i palasport — al rilascio di apposita licenza da parte del Questore e al previo nulla osta tecnico dei Vigili del Fuoco.
La normativa tecnica specifica per gli impianti sportivi con pubblico è il DM 18 marzo 1996(«Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi»), che disciplina i requisiti strutturali dei palasport (vie di uscita, larghezze minime dei corridoi, rapporto posti/uscite, separazione tra il campo di gioco e le tribune, impianti di illuminazione di sicurezza, sistemi di diffusione sonora per le emergenze). Questo decreto si affianca al DM 2 settembre 2021 (Codice di prevenzione incendi), che ha aggiornato le prescrizioni per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro e per le attività soggette al controllo dei VVF. Il DPR 1° agosto 2011 n. 151 classifica i palasport con capienza superiore a 100 posti tra le attività soggette a Certificato di Prevenzione Incendi (attività n. 65).
Per gli impianti idrici e il rischio Legionella il riferimento è il D.Lgs. 23 febbraio 2023 n. 18(recepimento Direttiva UE 2020/2184) e le Linee Guida nazionali del Ministero della Salute del 2015. L'Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 disciplina la formazione obbligatoria dei lavoratori. Eventuali eventi sportivi con pubblico numeroso attivano anche le disposizioni sulla sicurezza degli spettatori e la disciplina degli steward (Legge 401/1989 e D.M. 08/08/2007).
2. DVR per impianti sportivi coperti
Il Documento di Valutazione dei Rischidi un palasport è uno strumento complesso che deve riflettere la doppia natura dell'impianto: luogo di lavoro per il personale dipendente e struttura aperta al pubblico per eventi sportivi e manifestazioni. L'obbligo di redazione nasce ai sensi dell'art. 17 D.Lgs. 81/08 non appena è presente almeno un lavoratore subordinato o equiparato. In un palasport di medie dimensioni rientrano tipicamente: tecnici di campo e manutentori (addetti alla preparazione del terreno di gioco, manutenzione delle attrezzature), addetti alle pulizie, personale di biglietteria e accoglienza, addetti ai bar e ai punti di ristoro, addetti alla sicurezza (steward), operatori tecnici di illuminazione e audio, personale amministrativo.
Il DVR deve contenere la valutazione di tutti i rischi specifici dell'impianto. Per un palasport i principali sono: rischio di caduta dall'alto durante la manutenzione degli impianti di illuminazione e delle passerelle tecniche; rischio elettrico degli impianti di illuminazione sportiva ad alta potenza; rischio incendio e gestione del pubblico in caso di emergenza; rischio biologico (Legionella negli impianti idrici); rischio rumore durante eventi amplificati; movimentazione manuale dei carichi per l'allestimento del campo e delle strutture temporanee; rischio chimico per i prodotti di pulizia; rischio stress lavoro-correlato per il personale che gestisce eventi con pubblico numeroso.
Una criticità specifica dei palasport è la frequente compresenza di più impresedurante gli eventi: l'organizzatore dell'evento (che può essere una società sportiva o un promoter esterno), gli allestitori (montaggio tribune aggiuntive temporanee, strutture palco, impianti audio e luci per concerti), i fornitori di servizi di ristorazione e catering, le società di sicurezza privata e i lavoratori autonomi. In questi casi il gestore del palasport, in qualità di committente ai sensi dell'art. 26 D.Lgs. 81/08, è tenuto a verificare l'idoneità tecnico-professionale delle imprese appaltatrici e a redigere il DUVRI(Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza) che coordina la sicurezza tra tutti i soggetti operanti contemporaneamente nell'impianto.
Il DVR va aggiornato ogni volta che cambiano in modo significativo le condizioni di lavoro: acquisto di nuove attrezzature, ampliamento dell'impianto, modifica della capienza, introduzione di nuove tipologie di eventi o di nuove mansioni. La mancata redazione o il mancato aggiornamento del DVR espone il datore di lavoro alle sanzioni previste dall'art. 55 D.Lgs. 81/08.
3. Rischio caduta dall'alto: tribune, passerelle tecnici, impianti illuminazione
Il rischio di caduta dall'alto è tra i rischi più gravi e specifici dei palasport. A differenza delle palestre tradizionali, i palazzetti dello sport presentano quote di lavoro molto elevate, strutture complesse e impianti tecnici sospesi che richiedono manutenzione periodica in condizioni di difficile accessibilità.
Impianti di illuminazione sportiva:le lampade dei palasport (a scarica agli alogenuri metallici o, negli impianti più moderni, LED ad alta efficienza) sono installate su travi reticolari, passerelle tecniche o sistemi di carrucole a quote che variano tipicamente tra 8 e 20 metri dal piano di gioco. La sostituzione delle lampade a fine vita, la regolazione dei puntamenti, la manutenzione del cablaggio e l'ispezione dei sistemi di aggancio sono operazioni che espongono i manutentori al rischio di caduta dall'alto. Le misure di prevenzione obbligatorie comprendono: l'utilizzo esclusivo di Piattaforme Elevatrici Mobili (PEMP) certificate ai sensi della norma UNI EN 280, o di ponteggi mobili (trabattelli) conformi alla norma UNI EN 1004; l'utilizzo obbligatorio di DPI anticaduta (imbragatura a norme UNI EN 361, cordino con dissipatore di energia, elmetto con sottogola) con ancoraggio a punti strutturalmente verificati; la formazione specifica del personale addetto ai lavori in quota ai sensi dell'art. 116 D.Lgs. 81/08.
Passerelle tecniche e tribune:le passerelle tecniche presenti in molti palasport per l'accesso alle strutture di copertura, ai sistemi audio e alle telecamere possono presentare rischi di caduta attraverso aperture, lungo i bordi non protetti o per il cedimento di elementi strutturali obsoleti. Il DVR deve prevedere una valutazione strutturale delle passerelle e verificare la conformità ai requisiti minimi di protezione (parapetti a norme UNI EN 13374, rete di protezione sottostante). Le tribune degli impianti con gradinate ripide richiedono la verifica periodica dell'integrità dei parapetti e delle balaustre.
Teli, striscioni e decorazioni sospese: i banner pubblicitari, i teli con i risultati delle gare e le decorazioni per eventi speciali sono spesso appesi a strutture in quota mediante sistemi di aggancio che devono essere verificati da personale qualificato. Il carico e la modalità di fissaggio devono essere stati previsti in fase di progettazione strutturale; modifiche improvvisate o non pianificate sono vietate. Il cedimento di un telo o di un elemento appeso durante un evento con pubblico sottostante può avere conseguenze gravissime.
4. Rischio elettrico: impianti illuminazione sportiva ad alta potenza
Gli impianti di illuminazione dei palasport sono sistemi elettrici di grandi dimensioni, progettati per garantire i livelli di illuminamento richiesti dalle federazioni sportive internazionali per le trasmissioni televisive ad alta definizione: da 1.500 lux per eventi regionali fino a oltre 2.500 lux per eventi internazionali di basket e pallavolo di alto livello. Questi impianti hanno potenze installate elevate — spesso nell'ordine di centinaia di kilowatt — e richiedono una gestione della sicurezza elettrica particolarmente attenta.
I rischi elettrici principali negli impianti di illuminazione sportiva sono: contatto diretto o indiretto con parti in tensione durante le operazioni di manutenzione in quota (sostituzione lampade, collegamento dei cavi, regolazione dei condensatori nelle lampade a scarica); archi elettrici e cortocircuiti nei quadri di distribuzione; surriscaldamento dei cablaggi da sovraccarico; calore irradiato dalle lampade a scarica (che possono raggiungere temperature superficiali superiori a 400°C) con rischio di ustioni e incendio in caso di contatto con materiali infiammabili.
L'impianto elettrico deve essere progettato, installato e collaudato ai sensi del DM 22 gennaio 2008 n. 37da installatori abilitati. La dichiarazione di conformità dell'impianto deve essere conservata e messa a disposizione in caso di ispezione. Le verifiche periodiche dell'impianto di messa a terra sono obbligatorie ai sensi del DPR 22 ottobre 2001 n. 462: la frequenza è biennale per ambienti con particolari rischi elettrici e quinquennale per le strutture ordinarie. Le verifiche vanno eseguite da un organismo accreditato (ASL o organismo notificato) e documentate. Per gli impianti di illuminazione in quota, le operazioni di manutenzione devono essere pianificate nel rispetto delle procedure di lockout/tagout (messa fuori tensione e blocco in sicurezza prima di qualsiasi intervento) e affidate esclusivamente a personale elettrico qualificato ai sensi della norma CEI 11-27.
Gli spogliatoi degli atleti, se dotati di docce e spogliatoi umidi, rientrano nella classificazione CEI 64-8 per i locali contenenti una vasca da bagno o una doccia, con le relative prescrizioni di zonazione elettrica (zone 0, 1, 2) e i vincoli sui gradi di protezione IP minimi delle apparecchiature elettriche. Le prese di corrente negli spogliatoi devono essere protette da interruttori differenziali ad alta sensibilità (Idn ≤ 30 mA).
5. Sicurezza antincendio: TULPS, DM 18/03/1996 e DM 02/09/2021
La sicurezza antincendio è il tema normativo più critico per i palasport, in quanto la presenza di pubblico numeroso in uno spazio chiuso — con la pressione psicologica connessa alla folla, la difficoltà di evacuazione rapida e la presenza di materiali combustibili (sedute, coperture tessili, allestimenti temporanei) — crea un rischio incendio con potenziale gravità molto elevata.
Il DM 18 marzo 1996è la norma tecnica di riferimento specifica per gli impianti sportivi con pubblico. Stabilisce requisiti minimi per: la capienza massima dell'impianto in rapporto alle vie di esodo disponibili; la larghezza minima delle uscite di sicurezza (almeno 1,20 m per ogni varco, con una uscita ogni 250 posti); la velocità di deflusso del pubblico (il calcolo deve garantire lo svuotamento dell'impianto in tempi predeterminati); i sistemi di illuminazione di sicurezza (autonomia minima 1 ora, attivazione automatica in caso di mancanza rete); i sistemi di diffusione sonora per le comunicazioni di emergenza; le caratteristiche di resistenza al fuoco delle strutture principali.
Il DM 02/09/2021ha rinnovato il quadro della gestione delle emergenze per le attività soggette al controllo dei VVF, introducendo un sistema di classi di rischio e livelli di prestazione. Per i palasport di grandi dimensioni (capienza superiore a 5.000 spettatori) sono richiesti impianti di rilevazione automatica dell'incendio (sistema di allarme incendio — SAI di tipo L o S), impianti di spegnimento automatico (sprinkler o sistemi equivalenti) e sistemi di gestione della sicurezza. Per gli impianti di dimensioni minori le prescrizioni sono graduate in base alla classe di rischio assegnata dai VVF in sede di istruttoria del CPI.
Il piano di sicurezza— da redigere prima di ogni manifestazione con pubblico — deve indicare: la capienza massima autorizzata; le vie di evacuazione e le uscite di sicurezza aperte; il numero e la posizione degli addetti all'emergenza; le procedure di chiamata dei soccorsi; le modalità di comunicazione con il pubblico (impianto di diffusione sonora, megafoni di riserva); il punto di raccolta esterno. Il piano va aggiornato per ogni variazione della capienza o degli allestimenti. Gli addetti antincendio devono essere formati ai sensi del DM 02/09/2021: livello 2 (8 ore) per strutture fino a 5.000 posti, livello 3 (16 ore con prova pratica) per strutture di capienza superiore.
6. Rischio rumore: eventi e manifestazioni sportive amplificati
Il rischio rumore nei palasport è un fattore professionale significativo per tutti i lavoratori che operano durante eventi sportivi con pubblico. Durante una partita di basket o pallavolo di alto livello i livelli sonori all'interno del palazzetto — generati dalla combinazione di impianto di diffusione sonora, urla del pubblico, fischietti degli arbitri e musica durante i timeout — possono raggiungere valori istantanei di picco superiori a 100 dB(A).
Il rischio va valutato ai sensi del Titolo VIII Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 189-198) per i lavoratori che operano regolarmente durante gli eventi: steward e addetti alla sicurezza (esposti per l'intera durata dell'evento), arbitri e ufficiali di gara (per le federazioni che li considerano lavoratori), operatori tecnici di audio e luci, personale di bar e ristoro, addetti al cronometro e al tabellone. La valutazione deve essere effettuata con rilevazione strumentale in condizioni rappresentative dell'attività lavorativa (durante un evento con pubblico, nella posizione abituale del lavoratore), secondo la norma UNI EN ISO 9612.
| Valore D.Lgs. 81/08 | Livello Lex,8h | Picco Lpicco | Obblighi del datore di lavoro |
|---|---|---|---|
| Valore di azione inferiore | 80 dB(A) | 135 dB(C) | Informazione e formazione; messa a disposizione DPI uditivi; sorveglianza sanitaria su richiesta del lavoratore |
| Valore di azione superiore | 85 dB(A) | 137 dB(C) | DPI uditivi obbligatori; programma tecnico di riduzione; sorveglianza sanitaria obbligatoria; segnaletica di avviso |
| Valore limite di esposizione | 87 dB(A) | 140 dB(C) | Non superabile (tenendo conto dell'attenuazione del DPI); misure immediate di riduzione alla fonte |
Le misure di riduzione tecnica prioritarie per i palasport sono: l'installazione di limitatori di livello sonoro sull'impianto di diffusione (speaker limiter) con soglia massima programmata, il posizionamento ottimizzato dei diffusori per ridurre i livelli nella zona degli arbitri e degli steward a bordo campo, l'utilizzo di materiali fonoassorbenti sulle superfici delle tribune. Gli addetti alla sicurezza che operano durante ogni evento sono i lavoratori con la maggiore esposizione cumulativa annua: è fondamentale calcolare il Lex,8h normalizzato su base annua tenendo conto della frequenza degli eventi. Quando i valori superano le soglie di azione, va attivata la sorveglianza sanitaria audiometrica attraverso il medico competente.
7. Movimentazione manuale dei carichi: allestimento e disallestimento degli impianti
La movimentazione manuale dei carichi (MMC) è uno dei rischi sistematicamente sottovalutati nella gestione dei palasport. Le attività di allestimento e disallestimento del campo di gioco e delle strutture accessorie coinvolgono carichi pesanti, posture difficoltose e ritmi di lavoro accelerati (spesso sotto pressione temporale per rispettare gli orari degli eventi).
I principali carichi movimentati negli impianti sportivi indoor sono:
- Porte e canestri: le porte da pallavolo e le strutture di sostegno dei canestri da basket (con contrappesi spesso superiori a 100 kg) richiedono il sollevamento o lo spostamento con ausili meccanici; le porte da hockey su pista e i materassoni per le arti marziali hanno pesi considerevoli e superfici ingombranti che rendono difficoltosa la presa.
- Tappetini e pedane per la ginnastica artistica: i tappeti di gara omologati hanno pesi di 200-500 kg e devono essere posizionati con precisione; il loro trasporto richiede carrelli specifici e squadre di lavoratori coordinati.
- Strutture temporanee per eventi:tribune aggiuntive mobili, palchi, transenne, strutture audio/video, generatori mobili. L'allestimento di questi elementi — spesso effettuato da imprese esterne ma con possibile coinvolgimento del personale dell'impianto — espone i lavoratori a carichi elevati, lavoro in postura scorretta e movimenti ripetitivi.
- Attrezzature per le pulizie: macchine lavaparquet, aspiratori industriali, carrelli con secchi di acqua, contenitori di prodotti chimici.
La valutazione del rischio MMC deve essere effettuata con metodi standardizzati: l'indice di sollevamento NIOSH per le attività di sollevamento e abbassamento, il metodo Snook-Ciriello per il traino e la spinta dei carrelli, il metodo OCRA per i movimenti ripetitivi degli arti superiori. Le misure preventive comprendono: fornitura di ausili meccanici (carrelli con ruote omnidirezionali, transpallet elettrici, piattaforme di sollevamento) per i carichi superiori a 25 kg, formazione alla corretta tecnica di sollevamento, rotazione dei compiti tra i lavoratori addetti all'allestimento, pianificazione dei tempi di allestimento per evitare ritmi eccessivi.
8. Legionella negli impianti idrici e docce degli atleti
Gli impianti idrici dei palasport includono tipicamente le docce degli spogliatoi per atleti, arbitri e personale, eventuali vasche idromassaggio nelle strutture più attrezzate, i servizi igienici per il pubblico, le fontanelle e i punti di distribuzione dell'acqua nei bar e nei punti di ristoro. Tutti questi elementi possono costituire punti critici per la proliferazione del batterio Legionella pneumophila.
Il rischio è reale anche in impianti che non vengono utilizzati tutti i giorni: nei palasport con attività discontinua (eventi il fine settimana, pause stagionali), i periodi di ristagno dell'acqua nelle tubazioni — con temperature nell'intervallo di proliferazione ottimale (25-45°C) — favoriscono lo sviluppo del batterio. Le docce degli spogliatoi frequentemente utilizzate da atleti in arrivo da strutture diverse, con usi intensi seguiti da periodi di inattività, sono un punto di rischio particolarmente significativo.
Il D.Lgs. 23 febbraio 2023 n. 18e le Linee Guida nazionali del Ministero della Salute (2015) obbligano il gestore dell'impianto a effettuare la valutazione del rischio Legionella e a predisporre il Piano di Controllo. Le misure preventive minime comprendono:
- Mantenimento dell'acqua calda sanitaria a temperatura ≥60°C nei serbatoi di accumulo e ≥50°C ai punti di erogazione più lontani dalla centrale termica;
- Mantenimento dell'acqua fredda a temperatura inferiore a 20°C in tutti i tratti della rete, con coibentazione adeguata delle tubazioni che attraversano locali caldi;
- Eliminazione dei tratti a bassa circolazione (bracci morti), che sono i punti di maggiore rischio per il ristagno;
- Pulizia e sostituzione periodica dei soffioni doccia (mensile nelle strutture ad uso intensivo), con immersione in soluzione detartarizzante e disinfettante;
- Esecuzione di analisi batteriologiche certificate su campioni prelevati dai punti di erogazione critici (soffioni doccia, rubinetti terminali), con frequenza semestrale o più elevata nelle strutture a rischio alto;
- Trattamento di shock termico o chimico dell'impianto dopo periodi di inattività prolungata (più di una settimana) o in caso di positività alle analisi.
Il Piano di Controllo va redatto da tecnico competente, conservato nella struttura e aggiornato ogni due anni o dopo ogni intervento significativo sull'impianto idrico. Tutti gli interventi di manutenzione, le analisi e i trattamenti effettuati devono essere registrati su apposito registro.
9. Accessibilità e gestione dell'emergenza per il pubblico (PSAP)
La gestione dell'emergenza con il pubblico presente è la sfida più complessa per i gestori di palasport. Un'evacuazione mal gestita può causare vittime anche in assenza di fuoco, per effetti di calca, caduta e calpestamento (crowd crush). Le disposizioni specifiche del DM 18/03/1996 e del DM 02/09/2021 definiscono i requisiti minimi, ma la predisposizione di un Piano di Sicurezza per Attività con Pubblico (PSAP) efficace richiede un approccio organizzativo accurato, ben al di là del rispetto formale dei requisiti minimi.
Il PSAP deve contenere: la definizione della capienza massima autorizzata con il calcolo delle vie di esodo in base alle larghezze disponibili e alla velocità di deflusso; la mappatura dei percorsi di evacuazione per settore di tribune, con individuazione delle uscite di sicurezza principali e di riserva; la definizione del numero di addetti alla sicurezza in servizio in rapporto alla capienza (almeno un addetto ogni 250 spettatori nelle strutture con capienza superiore a 1.000 posti, ai sensi della disciplina degli steward); le procedure di comunicazione con il pubblico in caso di emergenza (utilizzo dell'impianto di diffusione sonora con messaggi preregistrati in italiano e inglese, protocollo per il caso di guasto dell'impianto); le procedure di coordinamento con le forze dell'ordine, i VVF e il 118; il punto di raccolta esterno e le procedure di accertamento dell'avvenuta evacuazione.
L'accessibilitàper le persone con disabilità è un obbligo sia normativo (DPR 503/1996, D.Lgs. 101/1992) sia etico: i posti riservati ai disabili in carrozzina devono essere ubicati in aree sicure in caso di emergenza e serviti da percorsi di esodo accessibili (rampe, ascensori di sicurezza o aree di attesa protetta). Il piano di emergenza deve prevedere procedure specifiche per l'assistenza all'evacuazione delle persone con disabilità motoria o sensoriale, assegnando tale compito ad addetti dedicati e formati.
10. Formazione lavoratori e addetti alla sicurezza
I palasport e gli impianti sportivi coperti (ATECO 93.11, 93.12) sono classificati come attività a rischio medio dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011. Il monte ore di formazione obbligatoria per i lavoratori è di 12 ore: 4 ore di formazione generale e 8 ore di formazione specifica. L'aggiornamento periodico è di 6 ore ogni 5 anni.
I contenuti della formazione specifica per i lavoratori di un palasport devono riflettere i rischi del settore: lavori in quota (manutenzione impianti illuminazione, passerelle tecniche), rischio elettrico degli impianti di illuminazione sportiva, movimentazione manuale dei carichi durante l'allestimento, rischio biologico (Legionella), rischio rumore durante gli eventi, procedure di evacuazione del pubblico, gestione delle emergenze con la folla, comunicazione con il pubblico in situazioni critiche, primo soccorso. La formazione specifica è consigliata in aula con componenti pratiche, in particolare per la simulazione dell'evacuazione e le procedure di primo soccorso.
Gli addetti alla sicurezza (steward) richiedono un percorso formativo articolato: oltre alle 12 ore del D.Lgs. 81/08, seguono la formazione specifica prevista dal D.M. 08/08/2007 (disciplina degli steward negli impianti sportivi), che comprende la gestione del flusso del pubblico, il riconoscimento e la gestione di situazioni di pericolo con la folla, le tecniche di comunicazione verbale e non verbale per la gestione di situazioni critiche. Gli addetti antincendio del palasport seguono il corso di formazione del DM 02/09/2021: livello 2 (8 ore) per le strutture fino a 5.000 spettatori, livello 3 (16 ore con addestramento pratico) per le strutture di capienza maggiore.
I lavoratori adibiti a lavori in quota(manutentori degli impianti di illuminazione, tecnici delle strutture) devono seguire una formazione specifica aggiuntiva ai sensi del Titolo IV D.Lgs. 81/08 e dell'Accordo Stato-Regioni specifico per l'uso di PEMP e ponteggi. Il corso base per l'utilizzo delle piattaforme elevatrici (PEMP) ha una durata minima di 6 ore (per PEMP di tipo a) o 10 ore (per PEMP di tipo b con braccio articolato), con aggiornamento quinquennale.
Documenti minimi per un palasport — checklist sintetica
- Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) valido — obbligatorio per capienza > 100 posti
- Licenza TULPS per pubblici spettacoli (rilasciata dal Questore)
- DVR completo con valutazione rischio caduta dall'alto, elettrico, rumore, MMC, biologico, incendio
- DUVRI aggiornato per ogni evento con più imprese e lavoratori autonomi
- Piano di Sicurezza per Attività con Pubblico (PSAP) con planimetria vie di esodo
- Valutazione del rischio Legionella e Piano di Controllo con registrazioni analisi
- Nomine RSPP, RLS, medico competente (se dovuto), addetti emergenza e primo soccorso
- Attestati formazione lavoratori 12 ore (rischio medio) e aggiornamento quinquennale
- Attestati formazione antincendio di livello 2 o 3 per addetti emergenza
- Attestati formazione addetti PEMP (lavori in quota, manutenzione illuminazione)
- Registro attrezzature e PEMP con documentazione di conformità e verifiche periodiche
- Verbali di consegna DPI ai lavoratori (anticaduta, DPI uditivi, guanti, elmetti)
- Registro verifiche impianto elettrico (biennale per ambienti a rischio)
- Registrazioni manutenzioni estintori, idranti, impianto allarme incendio (UNI 9994-1)
- Registro degli infortuni e degli eventi sentinella
11. Sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria è obbligatoria ai sensi dell'art. 41 D.Lgs. 81/08 per i lavoratori esposti a rischi che superano i valori di azione previsti dalla normativa. In un palasport i trigger principali per la nomina del medico competente e l'attivazione della sorveglianza sono:
- Lavori in quota:i manutentori degli impianti di illuminazione e delle strutture tecniche in quota sono esposti a rischio di caduta dall'alto e a rischi fisici correlati (stress posturale, lavoro su piattaforma elevatrice). Il medico competente deve verificare l'assenza di controindicazioni ai lavori in quota (vertigini, fobia delle altezze, patologie cardiache o neurologiche che possono causare improvvise perdite di coscienza, utilizzo di farmaci che alterano la vigilanza).
- Movimentazione manuale dei carichi:per i tecnici di campo e il personale addetto all'allestimento che movimenta carichi pesanti (porte, pedane, tappetini) la valutazione NIOSH può superare i valori di azione. La sorveglianza comprende visite preventive e periodiche con attenzione al rachide lombare e agli arti superiori.
- Rumore: per gli steward e il personale operativo durante eventi amplificati con Lex,8h superiore a 80 dB(A) la sorveglianza è su richiesta del lavoratore; sopra 85 dB(A) è obbligatoria. Include audiometria tonale con frequenze estese fino a 8.000 Hz.
- Rischio biologico (Legionella): per il personale addetto alla manutenzione degli impianti idrici e alla pulizia degli spogliatoi il medico competente valuta lo stato immunologico e definisce le eventuali misure di protezione aggiuntive per i soggetti a rischio.
Il medico competente, nominato con lettera di incarico, partecipa alla redazione del DVR, definisce il protocollo sanitario, effettua le visite preventive (prima dell'assunzione o del cambio mansione) e le visite periodiche, esprime il giudizio di idoneità alla mansione specifica e partecipa alla riunione periodica annuale (obbligatoria per aziende con più di 15 lavoratori ai sensi dell'art. 35 D.Lgs. 81/08). Il giudizio di idoneità con limitazioni (es. inidoneità ai lavori in quota per un manutentore) deve essere recepito nell'organizzazione del lavoro con ricollocazione del lavoratore in mansioni compatibili.
12. Sanzioni e ispezioni
I palasport e gli impianti sportivi coperti sono soggetti all'attività ispettiva di più organi: l'ASL/PSAL(Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) per la sicurezza dei lavoratori; l'INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) per i rapporti di lavoro e la regolarità contributiva; i VVF(Vigili del Fuoco) per il controllo della conformità al CPI, all'agibilità e alle norme antincendio; la Questura/Polizia di Stato per la licenza TULPS durante gli eventi con pubblico; la ASL/SIANper gli aspetti igienico-sanitari (Legionella, qualità dell'acqua potabile nei bar).
Le principali violazioni contestate nei palasport durante le ispezioni reali sono: assenza o inadeguatezza del DVR, mancato aggiornamento del DUVRI per eventi con più imprese, assenza o scadenza del CPI, carenze nelle vie di esodo (uscite bloccate, larghezze insufficienti, illuminazione di sicurezza non funzionante), mancata valutazione del rischio rumore per i lavoratori durante gli eventi, assenza del Piano di Controllo della Legionella, manutentori che operano in quota senza DPI anticaduta o con PEMP non certificate, mancata formazione degli steward, assenza di DUVRI per le imprese esterne.
Le principali sanzioni ai sensi del D.Lgs. 81/08 sono:
- Mancata redazione DVR (art. 55 c. 1 lett. a): arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 3.071 a 7.862 euro.
- Mancata nomina RSPP (art. 55 c. 1 lett. b): arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro.
- Mancata formazione lavoratori (art. 55 c. 5 lett. c): arresto fino a 8 mesi o ammenda fino a 5.700 euro per ogni lavoratore non formato.
- Mancata sorveglianza sanitaria (art. 58): ammenda da 1.315 a 5.699 euro.
- Lavori in quota senza misure di prevenzione caduta (art. 159): arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro.
- Omessa valutazione del rischio rumore (art. 186): ammenda da 2.192 a 4.384 euro.
L'esercizio di un impianto con pubblico in assenza di CPI o senza la licenza TULPS aggiunge le sanzioni specifiche del settore: la violazione dell'art. 80 TULPS comporta sanzioni amministrative e penali e può portare alla chiusura immediata dell'impianto. Le prescrizioni ex D.Lgs. 758/94 consentono, per le violazioni sanabili, di sospendere il procedimento penale ottemperando entro i termini prescritti e pagando un quarto del massimo dell'ammenda.
FAQ — Sicurezza palasport e impianti sportivi indoorFAQ
Da quanti posti è obbligatorio il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) per un palasport?
Il DVR va aggiornato ogni volta che si organizza un evento sportivo con pubblico?
Gli steward e gli addetti alla sicurezza di un palasport devono avere formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Quali sono i rischi specifici di caduta dall'alto in un palasport, oltre alle tribune?
Il Piano di Controllo della Legionella è obbligatorio per un palasport che ha solo le docce degli atleti?
Quante ore di formazione sulla sicurezza devono avere i lavoratori di un palasport o palazzetto dello sport?
14. Fonti normative
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (artt. 17, 26, 28, 36-37, 41, 55, 63, 105-160, Titoli VI, VIII, IX, X)
- DM 18 marzo 1996 — Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi (luoghi di pubblico spettacolo)
- DM 2 settembre 2021 — Criteri per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro e codice di prevenzione incendi
- D.Lgs. 23 febbraio 2023 n. 18 — Recepimento Direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque e prevenzione della Legionellosi
- TULPS (R.D. 18 giugno 1931 n. 773), artt. 80-81 — Agibilità e licenze per locali di pubblico spettacolo
- DPR 1° agosto 2011 n. 151 — Regolamento recante semplificazione delle procedure antincendio (attività n. 65: palasport con capienza > 100 posti)
- Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ai sensi del D.Lgs. 81/08
- Linee Guida nazionali per la prevenzione e il controllo della Legionellosi — Ministero della Salute, 2015
- Legge 13 dicembre 1989 n. 401 e Decreto 08/08/2007 — Disciplina degli steward negli impianti sportivi
- UNI EN ISO 9612:2011 — Acustica, determinazione dell'esposizione al rumore in ambiente di lavoro
- UNI EN 361-363 — Dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall'alto
- CEI 64-8 — Impianti elettrici utilizzatori; sezione ambienti e luoghi speciali
- DM 22 gennaio 2008 n. 37 — Regolamento impianti all'interno degli edifici (ex Legge 46/90)
Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla struttura, dalla capienza, dalle attività svolte e dalla normativa vigente. DVR, Piano di Controllo Legionella, CPI, DUVRI e PSAP devono essere adattati al caso concreto da professionisti abilitati. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua struttura e supportiamo la gestione documentale.
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