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Sicurezza Data Center e Server Farm 2026

Guida agli obblighi di sicurezza per data center e server farm ai sensi del D.Lgs. 81/08: rischio elettrico (alta e bassa tensione), batterie UPS e idrogeno, gas estinguenti inertizzanti, rumore da raffreddamento, lavoro isolato notturno, CPI e piano antincendio.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

I data center e le server farm presentano rischi specifici ad alta complessità: rischio elettrico(media e bassa tensione, gruppi di continuità), batterie UPS (gas idrogeno, acido solforico),gas estinguenti inertizzanti (CO2, Argonite, FM-200), rumore da impianti di raffreddamento,lavoro isolato notturno. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e supportare la documentazione di sicurezza.

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Rischio elettrico nei data center: alta e bassa tensione

I data center operano con impianti elettrici complessi: cabine di trasformazione MT/BT, gruppi di continuità (UPS) ad alta capacità, quadri di distribuzione, sistemi di ridondanza (2N, N+1), PDU di rack. Il rischio elettrico è regolato dal Titolo III del D.Lgs. 81/08 (artt. 80-87) e dallanorma CEI 11-27 per i lavori sugli impianti.

Le persone che accedono ai locali tecnici e svolgono attività sugli impianti devono essere classificate secondo la norma CEI 11-27: PA (persona avvisata), PAV (persona avvertita), PES (persona esperta). Solo le PES possono eseguire lavori in prossimità di parti attive in tensione. Il DVR deve identificare le mansioni a rischio elettrico, i luoghi di lavoro pericolosi (locali AT, sala UPS, locali trasformatori) e le procedure operative sicure (LOTO — Lock Out Tag Out per la messa in sicurezza degli impianti prima degli interventi).

I controlli periodici degli impianti elettrici (verifica biennale per locali a maggiore rischio ai sensi del DM 37/2008) e la relativa documentazione devono essere conservati nel fascicolo tecnico del data center.

Batterie UPS: rischio da gas idrogeno e acido solforico

I gruppi di continuità (UPS) dei data center utilizzano prevalentemente batterie al piombo-acido sigillate (VRLA) o, nelle installazioni più moderne, al litio (LiFePO4). Le batterie al piombo-acido durante la fase di carica rilasciano gas idrogeno (infiammabile, LEL 4% in aria) e presentano il rischio di fuoriuscita di acido solforico in caso di rottura o sovratemperatura.

Misure obbligatorie per la sala UPS: ventilazione forzata adeguata (calcolo della portata d'aria in base alla quantità di idrogeno prodotto per unità di tempo, secondo CEI EN 50272-2), rilevatori di gas idrogeno con soglie di allarme a 10-15% del LEL, classificazione ATEX della zona (zona 1 o 2 in funzione della ventilazione), illuminazione a prova di esplosione nelle aree classificate ATEX, procedure di manutenzione in sicurezza, DPI per la manipolazione delle batterie (guanti acido-resistenti, occhiali, camice). Per le batterie al litio: sistemi di rilevazione termica e BMS (Battery Management System) per prevenire il thermal runaway.

Sistemi di estinzione incendi: gas inertizzanti e CO2

I data center utilizzano sistemi di estinzione automatica a gas per proteggere le apparecchiature elettroniche dai danni dell'acqua: CO2 (anidride carbonica — asfissiante, classificato come gas pericoloso per la vita umana ad alte concentrazioni), Argonite (miscela argon-azoto),FM-200 (HFC-227ea) o gas a basso impatto ambientale come Novec 1230.

La presenza di sistemi a gas inertizzanti (CO2, Argonite, azoto) nei locali server crea un rischio grave di asfissiaper il personale presente durante l'attivazione. Obblighi specifici: segnaletica di pericolo gas asfissiante, sistema di preallarme sonoro e visivo prima dell'attivazione, procedure di evacuazione documentate e note a tutto il personale, ispezioni periodiche dei sistemi di scarica, registrazione nel registro antincendio. Il CPI (Certificato di Prevenzione Incendi) è obbligatorio per i data center oltre determinate soglie di carico elettrico installato.

Rumore da impianti di raffreddamento

I sistemi di raffreddamento dei data center (CRAC, CRAH, chiller, torri evaporative, gruppi frigo) producono livelli di rumore significativi, che possono superare i valori d'azione di 80 dB(A) nei locali server e nelle sale macchine. Il D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo II (artt. 187-198) richiede: misurazione o stima del livello di esposizione quotidiana al rumore (LEX,d) per i lavoratori che operano nei locali tecnici, indicazione nel DVR, DPI acustici (tappi o cuffie) se LEX,d supera 80 dB(A), sorveglianza sanitaria audiometrica se LEX,d supera 85 dB(A).

Lavoro isolato e lavoro notturno nei data center

I data center operano 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Il personale tecnico on-site può trovarsi a lavorareda solo (lavoro isolato — art. 174 D.Lgs. 81/08) durante le ore notturne o nei festivi. Il lavoro isolato in ambienti con rischio elettrico, gas asfissianti e accessi controllati richiede: procedure di controllo periodico (check-in ogni 30-60 minuti con il responsabile), sistemi di man-down o dead-man switch, comunicazione bidirezionale (radio o telefono sempre funzionante), divieto di interventi su impianti in tensione in modalità solitaria.

Il lavoro notturno (tra le 24:00 e le 5:00) attiva gli obblighi del D.Lgs. 66/2003: limite di 8 ore medie notturne su 24 ore, sorveglianza sanitaria specifica per i notturni abituali, informazione preventiva al medico competente.

DVR e documentazione obbligatoria per i data center

Il DVR di un data center deve comprendere: valutazione rischio elettrico (alta tensione, bassa tensione, UPS); valutazione rischio esplosione ATEX (sala batterie, locali generatori); valutazione rischio asfissia (locali con gas estinguenti); valutazione rischio rumore (locali CRAC, sala macchine); valutazione rischio incendio con piano di emergenza dettagliato; valutazione rischio lavoro isolato. Il CPI, il registro antincendio con verifiche periodiche degli estintori e del sistema gas, e la documentazione LOTO completano il fascicolo di sicurezza.

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Domande frequentiFAQ

Un data center di piccole dimensioni deve avere il CPI?
Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) è obbligatorio per i data center che superano la soglia prevista dal D.P.R. 151/2011 (Allegato I, attività n. 74: locali adibiti a deposito di materiali combustibili con superficie > 1.000 m² oppure con potenza elettrica installata > 25 kW per specifiche attività). I data center di medie e grandi dimensioni rientrano quasi sempre in questa categoria. Per quelli più piccoli la valutazione del rischio incendio deve comunque essere presente nel DVR con un piano di emergenza adeguato.
I sistemi a CO2 nei data center sono pericolosi per le persone?
Sì. La CO2 a concentrazioni superiori al 4% causa perdita di coscienza in pochi minuti; i sistemi di estinzione a CO2 rilasciano concentrazioni dell'8-10% nel locale protetto. Per questo il personale non deve mai trovarsi nel locale durante l'attivazione. Obblighi: sistema di preallarme sonoro e visivo con almeno 30 secondi di anticipo, segnaletica di pericolo, addestramento del personale sull'evacuazione immediata, pulsante di blocco manuale dell'erogazione.
Serve la classificazione ATEX nella sala UPS?
Dipende dal tipo di batterie e dalla ventilazione. Per le batterie al piombo-acido VRLA (la categoria più diffusa) il rischio di formazione di atmosfera esplosiva di idrogeno esiste principalmente nella fase di carica. Con ventilazione forzata adeguata (CEI EN 50272-2) la zona può essere classificata come Zona 2 (atmosfera esplosiva improbabile ma possibile in condizioni anomale). La classificazione ATEX deve essere definita da un esperto e documentata nel Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE).
Il lavoratore notturno di un data center ha diritto a sorveglianza sanitaria?
Sì. Il D.Lgs. 66/2003 obbliga il datore di lavoro a sottoporre a sorveglianza sanitaria i lavoratori notturni abituali (almeno 3 ore di lavoro notturno per almeno 80 giorni/anno). Il medico competente valuta l'idoneità al lavoro notturno, con attenzione a patologie cardiovascolari, disturbi del sonno e gastrointestinali. La periodicità è biennale per i lavoratori sotto i 50 anni, annuale per gli over 50.

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Titoli III (rischio elettrico), VIII (fisici: rumore), XI (ATEX)
  • D.M. 22 gennaio 2008 n. 37 — Impianti elettrici
  • D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 — Regolamento prevenzione incendi (attività soggette a CPI)
  • D.M. 2 settembre 2021 — Codice di prevenzione incendi
  • D.Lgs. 8 aprile 2003 n. 66 — Organizzazione orario di lavoro (lavoro notturno)
  • Norma CEI 11-27 — Lavori sugli impianti elettrici: PES, PAV, PA
  • Norma CEI EN 50272-2 — Batterie di accumulatori al piombo: ventilazione
  • INAIL — Linee guida per la sicurezza nei locali tecnici informatici

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