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Sicurezza in RSA e case di riposo: rischi e obblighi

Le priorità di sicurezza per chi gestisce una residenza sanitaria assistenziale o una casa di riposo: tutela di OSS e infermieri, organizzazione dei turni ed evacuazione degli ospiti.

Risposta rapida

Nelle strutture per anziani i rischi principali per il personale sono la movimentazione degli ospiti non autosufficienti, il rischio biologico, le aggressioni da parte di ospiti con decadimento cognitivo e il carico del lavoro a turni e notturno. Sul piano dell’emergenza il punto critico è l’evacuazione di persone che non possono muoversi da sole: oltre 25 posti letto la struttura è soggetta ai controlli dei Vigili del fuoco.

Movimentazione degli ospiti

Igiene a letto, trasferimenti letto-carrozzina, riposizionamenti e sollevamenti dopo una caduta sono le operazioni a più alto rischio per la schiena degli operatori. La valutazione (Titolo VI) deve tradursi in ausili in numero adeguato agli ospiti non collaboranti (sollevatori passivi e attivi, teli ad alto scorrimento, letti regolabili), spazi sufficienti nei bagni e nelle camere, operatori sufficienti per le manovre in due e formazione pratica all’uso degli ausili. La sorveglianza sanitaria è di regola necessaria.

Rischio biologico

La valutazione dell’art. 271 considera le infezioni respiratorie stagionali e le epidemie, la scabbia, gli enterobatteri resistenti agli antibiotici e i virus a trasmissione ematica nelle medicazioni e nelle iniezioni. Le misure sono procedure di isolamento, igiene delle mani, DPI disponibili e usati, contenitori per taglienti e, su indicazione del medico competente, le vaccinazioni (art. 279).

Aggressioni, stress e lavoro notturno

Ospiti con demenza o disturbi del comportamento possono colpire, graffiare o mordere durante l’assistenza. Il DVR deve prevedere formazione alla gestione dei comportamenti, procedure di segnalazione degli episodi e organizzazione dei turni che eviti operatori soli nei nuclei più impegnativi. La valutazione dello stress lavoro-correlato considera carichi, carenze di personale e turni; il lavoro notturno abituale richiede la valutazione dell’idoneità almeno ogni due anni (D.Lgs. 66/2003).

Agenti chimici e servizi

Disinfettanti, detergenti per la lavanderia e farmaci vanno valutati con le schede di sicurezza. Cucina, lavanderia e manutenzione hanno rischi propri da includere nel DVR; se affidati a imprese esterne si applica l’art. 26 con il DUVRI. La cucina interna richiede anche il piano HACCP.

Prevenzione incendi ed evacuazione

Oltre 25 posti letto la struttura rientra nell’attività 68 del DPR 151/2011. Il piano di emergenza deve essere realistico: compartimentazione e evacuazione orizzontale progressiva, numero di operatori presenti di notte, ausili per il trasporto degli ospiti allettati, esercitazioni periodiche anche nel turno notturno. Il livello del corso per gli addetti antincendio va individuato secondo l’Allegato III del D.M. 2 settembre 2021, tenendo conto del numero di posti letto.

Formazione

L’assistenza residenziale è a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025: 4 ore generali più 12 di specifica per OSS e infermieri, aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. I coordinatori di nucleo e i capoturno sono preposti e devono seguire il corso di 12 ore con aggiornamento biennale di 6 ore. Primo soccorso secondo il D.M. 388/2003, con addetti presenti in ogni turno.

Errori frequenti

  • Sollevatori presenti ma insufficienti o inutilizzati per mancanza di formazione o di tempo.
  • Piano di evacuazione scritto per il giorno, con il personale del turno diurno.
  • Aggressioni degli ospiti non registrate perché considerate «normali».
  • Coordinatori di nucleo mai formati come preposti.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

La movimentazione degli ospiti va valutata con un metodo specifico?
Il D.Lgs. 81/2008 (Titolo VI e Allegato XXXIII) richiede di valutare la movimentazione manuale dei carichi, comprese le persone, senza imporre un metodo. Nelle strutture residenziali si usa spesso il metodo MAPO, che considera numero di ospiti non autosufficienti, operatori per turno, ausili disponibili e ambienti; l’importante è che la valutazione porti a misure concrete (sollevatori, teli ad alto scorrimento, formazione all’uso).
Una RSA con 40 posti letto è soggetta ai Vigili del fuoco?
Sì. Le strutture che erogano prestazioni in regime residenziale e le case di riposo per anziani con oltre 25 posti letto rientrano nell’attività 68 dell’Allegato I al DPR 151/2011. Servono progetto e SCIA antincendio, controlli periodici dei presidi (D.M. 1 settembre 2021), piano di emergenza ed esercitazioni che tengano conto degli ospiti non autosufficienti.
Gli operatori del turno di notte hanno obblighi sanitari particolari?
Chi svolge lavoro notturno in modo abituale deve essere valutato per l’idoneità prima dell’assegnazione e poi almeno ogni due anni (art. 14 D.Lgs. 66/2003). Il turno notturno incide anche sull’organizzazione dell’emergenza: il numero di operatori presenti deve consentire di attuare il piano di evacuazione.

Fonti normative

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