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Sicurezza nelle cantine vinicole: CO2, vasche e vendemmia

Dal conferimento delle uve all’imbottigliamento: i rischi della trasformazione del vino e le regole per cantine aziendali, sociali e industriali.

Risposta rapida

In cantina il rischio più grave è l’anidride carbonica della fermentazione: locali chiusi, vasche e serbatoi diventano letali in pochi minuti. Per questo vasche, autoclavi e serbatoi sono ambienti confinati e la loro pulizia segue procedure precise. Seguono l’anidride solforosa e gli altri prodotti enologici, i detergenti, carrelli elevatori e transpallet, le linee di imbottigliamento e i picchi di lavoro della vendemmia con personale stagionale.

CO2 e ambienti confinati

  • Ventilazione meccanica dei locali di fermentazione, con aspirazione dal basso, e rilevatori di CO2 con allarme dove la valutazione lo richiede.
  • Pulizia di vasche e serbatoi dall’esterno (lavaggio con teste rotanti) ogni volta che è possibile.
  • Ingresso solo con permesso di lavoro, misurazione dell’ossigeno, ventilazione forzata, imbracatura collegata a sistema di recupero e operatore all’esterno.
  • Formazione che spieghi il divieto di entrare a soccorrere senza autorespiratore.

Anidride solforosa e prodotti enologici

Solforosa in soluzione o gassosa, metabisolfito, acidi per la correzione, detergenti alcalini e acidi per la sanificazione sono agenti chimici da valutare con le schede di sicurezza. La solfitazione richiede ventilazione e protezione delle vie respiratorie; le bombole di SO2 vanno stoccate e collegate correttamente. Lavaocchi e docce di emergenza sono utili dove si travasano prodotti corrosivi.

Macchine, carrelli e quota

Pigiadiraspatrici, presse, pompe e nastri vanno protetti e fermati per la pulizia. Le passerelle sopra le vasche devono avere parapetti; le botole di ispezione vanno chiuse. I carrelli elevatori, spesso usati in spazi stretti tra le vasche, richiedono conduttori abilitati. Le linee di imbottigliamento comportano rumore, rischio di taglio da vetro e posture ripetitive.

Vendemmia e stagionali

Durante la vendemmia la cantina lavora con ritmi elevati e personale nuovo. Formazione, affiancamento di un preposto, turni che limitino la fatica e regole sui locali con fermentazioni in corso vanno decisi prima, non a vendemmia iniziata. In vigneto si aggiungono macchine agricole, caldo e prodotti fitosanitari.

Igiene alimentare

La cantina è un’impresa alimentare: il piano di autocontrollo HACCP deve dialogare con il DVR, perché molte procedure di pulizia e sanificazione hanno effetti su entrambi.

Errori frequenti

  • Ingresso in vasca per recuperare un attrezzo caduto.
  • Rilevatori di CO2 installati ad altezza d’uomo invece che in basso.
  • Passerelle e scale fisse delle vasche senza parapetti.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

Perché entrare in una vasca vinaria è così pericoloso?
Durante e dopo la fermentazione la vasca si riempie di anidride carbonica, inodore e più pesante dell’aria, che sostituisce l’ossigeno. Bastano pochi respiri per perdere conoscenza. La vasca è un ambiente confinato: l’ingresso richiede bonifica, ventilazione, misurazione dell’ossigeno, operatore all’esterno e sistema di recupero, e le imprese esterne devono possedere i requisiti del DPR 177/2011.
Gli stagionali della vendemmia devono fare formazione e visita medica?
Sì: la formazione va completata prima di iniziare e la sorveglianza sanitaria si applica se la mansione la prevede. Per i lavoratori stagionali in agricoltura esistono disposizioni di semplificazione per formazione e sorveglianza sanitaria, ma riguardano le modalità, non l’esistenza degli obblighi.

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