Nel florovivaismo il rischio più specifico è quello dei prodotti fitosanitari, con abilitazione obbligatoria per chi li usa e rispetto dei tempi di rientro in serra. Vanno poi valutati il microclima caldo-umido, le posture e la movimentazione di vasi e substrati, le coperture fragili delle serre, le macchine di invasatura e trasporto e, nelle serre tecnologiche, l’arricchimento di CO2 e le soluzioni nutritive.
Fitosanitari: abilitazione, DPI e rientro
La valutazione del rischio chimico parte dalle etichette e dalle schede di sicurezza dei prodotti usati nell’anno. Servono: operatori con certificato di abilitazione, locale o armadio dedicato per lo stoccaggio, attrezzature per la distribuzione controllate, DPI conformi alle indicazioni in etichetta e un sistema che impedisca l’ingresso nelle serre trattate prima del tempo di rientro (cartelli, registro dei trattamenti consultabile dai capisquadra).
Caldo, umidità e luce
In serra d’estate il carico termico può diventare pericoloso già a metà mattina. Le misure sono organizzative (anticipare gli orari, pause in zone fresche, acqua disponibile, lavoro in coppia) e tecniche (ombreggiamento, ventilazione). I lavoratori nuovi o stagionali vanno acclimatati gradualmente. Nelle coltivazioni con illuminazione artificiale intensa va considerata anche la protezione degli occhi secondo le indicazioni del fabbricante.
Posture, carichi e macchine
Rinvasi, trapianti, raccolta e preparazione degli ordini richiedono posture piegate e ripetitive e lo spostamento di vasi, bancali e sacchi di substrato. Banchi a altezza regolabile, carrelli, nastri e rotazione delle mansioni sono le misure più efficaci. Invasatrici, seminatrici e nastri trasportatori devono avere protezioni integre; carrelli elevatori e trattori richiedono l’abilitazione dei conduttori.
Serre tecnologiche e idroponiche
L’arricchimento con CO2 può creare concentrazioni elevate in serre chiuse: serve un sistema di controllo e regole di accesso. Le soluzioni nutritive e gli acidi o basi per la correzione del pH sono agenti chimici da gestire con schede di sicurezza, guanti e protezione degli occhi. Impianti elettrici, pompe e centraline in ambiente umido vanno protetti e verificati.
Coperture, stagionali e primo soccorso
Pulizia, ombreggiatura e riparazione delle coperture sono lavori in quota su superfici non portanti. Molti addetti sono stagionali o stranieri: la formazione va fatta prima dell’inizio e in modo comprensibile. Le aziende agricole con più di cinque lavoratori a tempo indeterminato rientrano nel gruppo A per il primo soccorso.
Errori frequenti
- Ingresso in serra subito dopo il trattamento per «finire il lavoro».
- Fitosanitari conservati insieme a fertilizzanti e attrezzi.
- Camminamenti improvvisati sulle coperture in policarbonato.
- Nessun piano per i giorni di caldo intenso.
Approfondimenti
Domande frequentiFAQ
Chi distribuisce prodotti fitosanitari in serra deve avere il patentino?
Le coperture delle serre sono calpestabili?
Fonti normative
- D.Lgs. 14 agosto 2012, n. 150 — Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari
- D.Lgs. 81/2008, art. 223 — Valutazione dei rischi da agenti chimici
- D.Lgs. 81/2008, art. 148 — Lavori speciali su coperture
- D.Lgs. 81/2008, art. 168 — Movimentazione manuale dei carichi
- D.Lgs. 81/2008, art. 73 — Abilitazione all’uso delle attrezzature
- D.M. 15 luglio 2003, n. 388 — Primo soccorso aziendale
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