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Sicurezza negli ambulatori e nelle cliniche veterinarie

Gli obblighi di sicurezza per lo studio, l’ambulatorio o la clinica veterinaria con collaboratori dipendenti: rischi da animali, zoonosi, radiologia, anestesia, farmaci e tutela della maternità.

Risposta rapida

Una struttura veterinaria con dipendenti deve avere il DVR e trattare in modo specifico morsi, graffi e calci, le zoonosi (Titolo X D.Lgs. 81/2008), i gas anestetici e i farmaci, la movimentazione degli animali e, se presente un apparecchio radiologico, la radioprotezione secondo il D.Lgs. 101/2020. Le assistenti e le veterinarie in gravidanza richiedono una valutazione dedicata.

Animali: morsi, graffi, calci e schiacciamenti

È il rischio infortunistico tipico del settore. La prevenzione è organizzativa: contenimento con museruole, lacci e gabbie di contenimento, sedazione quando l’animale non è gestibile, numero adeguato di persone per le manovre, procedura per le ferite da morso (che hanno un rischio infettivo elevato). Nei grandi animali contano travaglio, distanza di sicurezza e vie di fuga nel box.

Zoonosi e rischio biologico

La valutazione dell’art. 271 considera gli agenti trasmissibili dagli animali trattati: dermatofiti, salmonelle, leptospire, Bartonella (graffio di gatto), Toxoplasma, parassiti; nelle realtà che trattano animali esotici o selvatici anche agenti meno comuni. Misure: guanti e camici dedicati, igiene delle mani, gestione dei rifiuti sanitari e degli animali deceduti, pulizia e disinfezione dei locali di degenza, vaccinazioni disponibili su indicazione del medico competente (art. 279).

Radiologia veterinaria

Chi detiene un apparecchio radiologico deve incaricare un esperto di radioprotezione, che classifica aree e lavoratori, definisce la dosimetria e le norme interne. Il contenimento manuale durante lo scatto va limitato ai casi indispensabili, con DPI piombati e fuori dal fascio primario. I lavoratori esposti di categoria A sono sottoposti alla sorveglianza del medico autorizzato.

Anestesia, farmaci e disinfettanti

Isoflurano e sevoflurano dispersi in sala e in risveglio sono agenti chimici da valutare (Titolo IX): servono sistemi di evacuazione dei gas, apparecchi controllati e ricambio d’aria. I chemioterapici antiblastici, sempre più usati in oncologia veterinaria, richiedono preparazione in sicurezza e gestione degli escreti dell’animale trattato. Detergenti e disinfettanti vanno valutati con le schede di sicurezza, insieme al rischio da taglienti nella chirurgia e nelle iniezioni.

Movimentazione degli animali

Sollevare un cane di grossa taglia sedato sul tavolo è una movimentazione manuale di carichi a tutti gli effetti (Titolo VI). Tavoli regolabili in altezza, barelle, sollevamento in due persone e procedure scritte riducono il rischio di lesioni alla schiena.

Tutela della maternità

La valutazione dei rischi per gravidanza e allattamento (art. 11 D.Lgs. 151/2001) è particolarmente rilevante nelle strutture veterinarie, dove lavorano molte donne: radiazioni ionizzanti (divieto oltre 1 mSv per il nascituro, art. 8), gas anestetici, farmaci citotossici, toxoplasmosi e altre zoonosi, sforzi e contenimento di animali. Il DVR deve indicare in anticipo quali mansioni sono escluse e quali alternative sono disponibili.

Formazione, sorveglianza sanitaria, emergenze

La formazione segue l’Accordo Stato-Regioni 2025 (4 ore generali più la parte specifica secondo la classe dell’attività e i rischi del DVR), integrata con addestramento su contenimento degli animali, radioprotezione e procedure post-esposizione. La sorveglianza sanitaria si attiva per rischio biologico, chimico e da movimentazione; l’organizzazione di primo soccorso segue il D.M. 388/2003 e quella antincendio il D.M. 2 settembre 2021, considerando ossigeno e gas compressi.

Errori frequenti

  • DVR copiato da uno studio medico, senza animali, zoonosi né anestesia inalatoria.
  • Personale che tiene fermi gli animali durante gli scatti per abitudine.
  • Sale chirurgiche senza evacuazione dei gas anestetici.
  • Morsi trattati come «incidenti del mestiere» senza registrazione né analisi.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

Chi tiene fermo l’animale durante la radiografia è un lavoratore esposto?
Può esserlo. Il contenimento manuale durante l’esposizione va evitato con sedazione e posizionatori; quando è inevitabile, la persona deve indossare camice e guanti piombati, stare fuori dal fascio primario e rientrare nella valutazione dell’esperto di radioprotezione, che stabilisce classificazione e dosimetria ai sensi del D.Lgs. 101/2020.
Una veterinaria o un’assistente in gravidanza può continuare a lavorare?
Sì, ma con limiti: il D.Lgs. 151/2001 vieta l’esposizione a radiazioni ionizzanti che possa comportare per il nascituro una dose superiore a 1 mSv e richiede di valutare i rischi per gravidanza e allattamento, tra cui gas anestetici, farmaci citotossici, zoonosi come la toxoplasmosi e la movimentazione di animali. Le mansioni incompatibili vanno modificate o, se non è possibile, si attiva l’astensione anticipata.
Per gli anestetici inalatori serve una misura dell’esposizione?
La valutazione del rischio chimico (art. 223 D.Lgs. 81/2008) deve stimare l’esposizione del personale ai gas anestetici. Le misure di base sono apparecchi di anestesia in buono stato e controllati, sistemi di evacuazione dei gas esausti, ricambio d’aria nella sala e tecniche che riducono le dispersioni (circuiti chiusi, riempimento dei vaporizzatori a circuito spento). Il monitoraggio ambientale conferma l’efficacia delle misure.

Fonti normative

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