Il rischio elettrico è la probabilità che un lavoratore subisca un danno (elettrocuzione, ustioni, incendio, esplosione) a causa del contatto con parti in tensione o con l'arco elettrico, o a seguito di una scarica atmosferica. Nel contesto del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, il rischio elettrico è disciplinato dal Titolo III Capo III (artt. 80-87), che obbliga il datore di lavoro a valutare i rischi connessi all'uso di energia elettrica e ad adottare misure tecniche e organizzative per eliminare o ridurre tali rischi. Le norme tecniche CEI, in particolare la CEI 11-27, la CEI 64-8 e la serie CEI EN 50110, forniscono i criteri tecnici per la realizzazione, l'esercizio e la manutenzione sicura degli impianti e per l'esecuzione dei lavori elettrici.
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Tipologie di rischio elettrico
Il rischio elettrico si manifesta in forme distinte, ciascuna con meccanismi di danno e misure di prevenzione specifiche:
- Contatto diretto: il lavoratore tocca accidentalmente una parte normalmente in tensione (conduttore nudo, morsetto, parte attiva di un'apparecchiatura aperta). È il rischio più grave nelle attività di manutenzione e installazione elettrica.
- Contatto indiretto: il lavoratore tocca una parte metallica di un'apparecchiatura (carcassa, involucro) che, a causa di un guasto di isolamento, si è portata a una tensione pericolosa. La protezione principale è la messa a terra e l'interruttore differenziale.
- Arco elettrico: fenomeno che si genera quando si interrompe o si stabilisce un circuito in corrente (manovre su interruttori, corto circuiti) producendo temperature elevatissime, pressioni elevate e irraggiamento ultravioletto. Provoca gravi ustioni anche senza contatto diretto.
- Sovratensioni transitorie: impulsi di tensione di breve durata (fulminazione diretta o indiretta) che possono danneggiare apparecchiature e costituire rischio per le persone tramite contatto con conduttori colpiti.
- Scarica atmosferica: il fulmine può colpire direttamente strutture o persone all'aperto, oppure propagarsi sulle linee elettriche e di segnale verso l'interno degli edifici.
- Rischio di incendio ed esplosione: scintille o archi elettrici in presenza di atmosfere esplosive (zone ATEX) o materiali infiammabili possono innescare incendi o esplosioni.
Valori limite di tensione
La pericolosità della corrente elettrica per il corpo umano dipende dalla tensione di contatto, dalla resistenza corporea, dalla durata del contatto e dal percorso della corrente. La norma CEI EN 50110-1 e l'allegato IX del D.Lgs. 81/08 definiscono le seguenti soglie convenzionali:
- Bassa tensione (BT): tensione nominale fino a 1.000 V in corrente alternata (c.a.) o fino a 1.500 V in corrente continua (c.c.). La maggior parte degli impianti civili e industriali ordinari rientra in questa categoria.
- Alta tensione (AT): tensione nominale superiore a 1.000 V c.a. o 1.500 V c.c. Comprende le linee di distribuzione MT (media tensione, da 1 a 35 kV) e AT (oltre 35 kV).
- Tensione di sicurezza (SELV/PELV): in condizioni di rischio aumentato (ambienti bagnati, spazi confinati, lavori in quota), la norma CEI 64-8 raccomanda l'uso di tensioni non superiori a 50 V c.a. (o 25 V in ambienti particolarmente pericolosi) come ulteriore misura di protezione contro i contatti diretti.
Normativa di riferimento
Il quadro normativo che disciplina il rischio elettrico nei luoghi di lavoro è articolato su più livelli:
- Titolo III Capo III D.Lgs. 81/08, artt. 80-87: obblighi del datore di lavoro in materia di impianti e apparecchiature elettriche, valutazione del rischio elettrico, protezione delle lavorazioni a rischio di esplosione, messa a terra e protezione dai fulmini.
- D.Lgs. 22 gennaio 2008 n. 37: riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici; stabilisce i requisiti professionali degli installatori e l'obbligo di rilascio della dichiarazione di conformità dell'impianto.
- Norma CEI 11-27:2014 (IV edizione): "Lavori su impianti elettrici" — definisce le figure professionali (PES, PAV, PEC, IDONEO), le procedure per i lavori fuori tensione e in tensione, il Piano di Lavoro (PdL) e il Piano di Intervento (PdI).
- Norma CEI 64-8: impianti elettrici utilizzatori a bassa tensione — progettazione, installazione, verifica e collaudo.
- Norma CEI EN 50110-1: esercizio degli impianti elettrici — requisiti generali di sicurezza per le operazioni elettriche.
- Norme serie CEI EN 62305: protezione contro i fulmini — valutazione del rischio, progettazione e installazione dei sistemi di protezione (LPS).
Messa a terra e protezione differenziale
La messa a terra (impianto di terra) è la misura fondamentale di protezione contro i contatti indiretti: collegando le masse metalliche degli impianti a terra, si garantisce che in caso di guasto la corrente di dispersione fluisca verso terra anziché attraverso il corpo del lavoratore. L'impianto di terra deve essere verificato periodicamente (in linea di massima ogni cinque anni per gli ambienti ordinari, ogni due anni per gli ambienti a maggior rischio) da un organismo di ispezione accreditato, con rilascio di apposito verbale ai sensi del D.P.R. 462/2001.
L'interruttore differenziale (salvavita) interviene quando rileva una corrente di dispersione verso terra superiore alla soglia di taratura (tipicamente 30 mA per la protezione delle persone), interrompendo il circuito in tempi brevissimi (inferiori a 30 ms), prima che la corrente raggiunga valori letali.
DPI isolanti per il rischio elettrico
Per i lavori elettrici eseguiti in prossimità o in tensione, sono previsti specifici dispositivi di protezione individuale isolanti, classificati in funzione della tensione massima di utilizzo:
- Guanti isolanti (EN 60903): classificati in 6 classi (00, 0, 1, 2, 3, 4) per tensioni di prova da 2.500 V fino a 40.000 V. Da ispezionare prima di ogni utilizzo e sostituire periodicamente.
- Calzature isolanti (EN 50321): proteggono contro i contatti con parti in tensione e dal passo di tensione.
- Indumenti anti-arco (EN 61482): proteggono dal rischio termico dell'arco elettrico; classificati in funzione dell'energia incidente massima sopportabile (ATPV).
- Visiere e schermi facciali anti-arco: proteggono viso e occhi dall'irraggiamento termico e dalle particelle incandescenti proiettate dall'arco.
- Tappeti e pedane isolanti: utilizzati nelle postazioni fisse (cabine elettriche, quadri) per ridurre il rischio di contatto indiretto attraverso il suolo.
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Domande frequentiFAQ
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