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Rating DVR — Valutazione e Scoring del Rischio

Sistema di rating e scoring per la valutazione della gravità dei rischi nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): matrici R=P×D, indice INAIL e metodologie applicative previste dall'art. 28 D.Lgs. 81/08.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il rating nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) è un metodo quantitativo o semi-quantitativo che assegna un indice di rischio a ciascun pericolo identificato in azienda. La formula più diffusa è R = P × D, dove P è la probabilità di accadimento dell'evento dannoso e D è il danno atteso. Le linee guida INAIL e l'art. 28 del D.Lgs. 81/08 forniscono il quadro normativo di riferimento per la scelta e l'applicazione del metodo.

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Riferimento normativo

L'art. 28 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) stabilisce l'obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari. La norma non impone un metodo specifico di rating, ma richiede che la valutazione sia documentata, motivata e aggiornata in caso di modifiche sostanziali del processo produttivo, di infortuni significativi o a seguito dei risultati della sorveglianza sanitaria.

Le Linee guida INAIL — in particolare i manuali tecnici su valutazione dei rischi, stress lavoro-correlato e movimentazione manuale dei carichi — forniscono metodologie validate e strumenti di calcolo che le aziende possono adottare per strutturare il proprio sistema di scoring.

La matrice R = P × D

Il modello matriciale è la metodologia di rating più consolidata nel panorama italiano. Prevede:

  • P (Probabilità): scala ordinale da 1 (improbabile) a 4 (molto probabile), costruita sulla base di dati storici aziendali, infortuni analoghi nel settore, frequenza e durata dell'esposizione.
  • D (Danno / Magnitudo): scala da 1 (lievemente dannoso) a 4 (danno gravissimo o mortale), valutata in relazione alla reversibilità della lesione, al numero di lavoratori coinvolti e alle conseguenze sulla salute.
  • R (Rischio): prodotto P × D, da 1 a 16, che permette di classificare i rischi in fasce: basso (1–4), medio (5–8), alto (9–12), molto alto (13–16), determinando la priorità degli interventi preventivi.

La matrice deve essere inserita nel DVR e accompagnata da una legenda che illustri i criteri adottati per l'attribuzione dei punteggi, garantendo la riproducibilità e la trasparenza della valutazione.

Indice INAIL e metodi alternativi

L'INAIL ha sviluppato strumenti di valutazione settoriali che integrano o sostituiscono la semplice matrice R=P×D:

  • OiRA (Online interactive Risk Assessment): piattaforma europea adattata da INAIL per PMI di diversi settori, che guida l'utente nella valutazione e nella pianificazione delle misure preventive.
  • Strumento di valutazione dello stress lavoro-correlato INAIL: metodologia specifica per il rischio psicosociale, basata su indicatori oggettivi (eventi sentinella, fattori di contenuto e contesto lavorativo) e su una scala di scoring dedicata.
  • CHECK.INAIL: applicativo per la valutazione delle condizioni di salute e sicurezza nelle microimprese, con punteggi per area di rischio.

L'adozione di uno di questi strumenti non esime il datore di lavoro dal personalizzare la valutazione alle specifiche condizioni aziendali.

Aggiornamento del rating nel DVR

Ai sensi dell'art. 29, comma 3, D.Lgs. 81/08, il DVR — e quindi il sistema di rating — deve essere rielaborato in occasione di:

  • modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro rilevanti ai fini della sicurezza;
  • infortuni significativi o quasi-infortuni (near miss) che evidenzino l'inadeguatezza delle misure adottate;
  • risultati della sorveglianza sanitaria che indichino la necessità di revisione;
  • evoluzione della tecnica, della normativa o dei risultati della prevenzione.

La revisione del rating consente di ridistribuire le priorità di intervento e di documentare il miglioramento progressivo delle condizioni di sicurezza.

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Domande frequentiFAQ

La matrice R=P×D è l'unico metodo accettato per il DVR?
No. La normativa italiana non impone un metodo specifico. Il datore di lavoro può adottare qualsiasi metodologia scientificamente valida — matrici, check-list, metodi quantitativi (es. QRA per rischi chimici), strumenti INAIL — purché i criteri siano documentati, motivati e comprensibili. L'importante è che la valutazione sia completa, aggiornata e tradotta in misure di prevenzione concrete.
Qual è la differenza tra rischio residuo e rischio iniziale nel DVR?
Il rischio iniziale (o inerente) è calcolato prima di applicare le misure di prevenzione e protezione. Il rischio residuo è quello che permane dopo l'adozione delle misure. Il DVR deve documentare entrambi: il rischio iniziale giustifica le scelte preventive adottate, il rischio residuo dimostra l'efficacia delle misure e indica eventuali criticità ancora da affrontare.
Chi può contestare il sistema di rating adottato nell'azienda?
Il RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) ha diritto di consultazione preventiva sulla valutazione dei rischi (art. 50 D.Lgs. 81/08) e può sollevare obiezioni motivate sulla metodologia o sui punteggi attribuiti. Anche gli organi di vigilanza (ASL/SPRESAL, Ispettorato del Lavoro) possono richiedere chiarimenti o imporre revisioni del DVR qualora la valutazione risulti insufficiente.
Con quale frequenza aggiornare il rating dei rischi nel DVR?
Non esiste una periodicità fissa obbligatoria, ma è buona prassi rivedere il rating almeno annualmente in sede di riunione periodica (art. 35 D.Lgs. 81/08) e ogni volta che si verifichino le condizioni previste dall'art. 29, comma 3 (modifiche produttive, infortuni, esiti della sorveglianza sanitaria). Molte aziende adottano cicli di revisione triennali come standard minimo.

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