Risposta rapida
Le radiazioni ottiche artificiali (ROA) sono le radiazioni elettromagnetiche con lunghezza d’onda tra 100 nm e 1 mm (ultravioletto, visibile, infrarosso) prodotte da sorgenti artificiali, sia coerenti (laser) sia non coerenti (archi di saldatura, lampade UV, forni, lampade abbronzanti). Il D.Lgs. 81/2008 le disciplina agli artt. 213-218, con valori limite di esposizione nell’allegato XXXVII; colpiscono soprattutto occhi e pelle.
Dove si trovano
- Saldatura ad arco e taglio al plasma (UV e luce blu intensa).
- Lampade UV per polimerizzazione di resine, inchiostri, essiccazione e sterilizzazione.
- Laser di classe 3B e 4 in lavorazioni industriali, medicina ed estetica.
- Forni, vetrerie e fonderie (infrarosso).
Cosa deve fare il datore di lavoro
- Valutare il rischio e, se necessario, misurare o calcolare i livelli di esposizione (art. 216), anche usando i dati dei fabbricanti. Le sorgenti “giustificabili” (per esempio l’illuminazione ordinaria o i laser di classe 1 e 2 in uso normale) non richiedono valutazioni approfondite.
- Ridurre l’esposizione con schermature, segregazione delle aree, interblocchi, procedure e DPI per occhi e pelle (art. 217).
- Delimitare e segnalare le aree in cui i valori limite possono essere superati.
- Informare e formare i lavoratori esposti e attivare la sorveglianza sanitaria: di norma una volta l’anno o con periodicità diversa decisa dal medico competente (art. 218).
Errori frequenti
- Valutare la saldatura solo per fumi e rumore, dimenticando UV e luce blu per saldatori e colleghi vicini.
- Schermi e tende di saldatura assenti o non adatti al processo.
- Laser di classe 3B o 4 usati senza area delimitata, interblocchi e protezioni oculari adatte alla lunghezza d’onda.
Fonti normative
Voci collegate
Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?
Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.