Una procedura operativa standard (SOP) descrive in sequenza chi fa cosa, come e con quali precauzioni in un’attività ripetibile: avviamento di un impianto, pulizia di una macchina, travaso di un prodotto chimico, sostituzione di un utensile. Il D.Lgs. 81/2008 non prescrive un modello, ma chiede che il DVR indichi le procedure per l’attuazione delle misure e i ruoli che devono realizzarle (art. 28, comma 2, lett. d) e, in diversi casi, impone procedure specifiche: emergenze (art. 43), spazi confinati (DPR 177/2011), lavori su impianti elettrici, amianto (piano di lavoro), lavori in quota con funi.
Struttura consigliata
- Scopo e campo di applicazione: attività, macchina, reparto.
- Responsabilità: chi esegue, chi autorizza, chi verifica (preposto).
- Requisiti: formazione e abilitazioni necessarie, DPI, attrezzi.
- Sequenza delle operazioni con i punti di controllo, numerate, un’azione per riga.
- Divieti e situazioni in cui fermarsi e chiamare il preposto.
- Emergenze specifiche dell’attività.
- Riferimenti: DVR, manuale del fabbricante, schede di sicurezza.
- Revisione, data, firma di approvazione.
Come renderla efficace
- Scriverla partendo dall’osservazione del lavoro reale, con chi lo svolge (ad esempio con una JHA).
- Usare il linguaggio degli operatori, foto e schemi; tradurla se ci sono lavoratori stranieri (art. 36, comma 4).
- Formare i lavoratori sulla procedura e verificarne l’applicazione: il preposto deve vigilare (art. 19).
- Rivederla dopo ogni infortunio, quasi incidente o modifica dell’attività.
Errori frequenti
- Procedure copiate da altri contesti, che nessuno può applicare così come sono scritte.
- Documenti di molte pagine che finiscono in un raccoglitore e non al posto di lavoro.
- Procedure che chiedono ai lavoratori di compensare carenze tecniche da risolvere con misure collettive.
Fonti normative
Voci collegate
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